Sarà capitato a tutti, passeggiando in un parco, di chiedersi il motivo per cui certi alberi sono stati messi accanto a certi altri e ora si infastidiscono a vicenda, cosa ha spinto chi ha progettato quell’area verde a scegliere specie che probabilmente ci metteranno trent’anni per regalare un po’ d’ombra e di frescura durante l’estate, o perché nessuno ha preso in considerazione la possibilità di mettere una bella barriera di arbusti tra il prato e la strada per proteggere la pace e il colpo d’occhio di chi sta solo cercando di godersi un po’ di tempo libero.

Pur senza essere architetti paesaggisti o esperti di urbanistica, certe cose semplicemente si percepiscono, si sentono, ed è dovere di chi progetta — e, a monte, di chi commissiona un progetto — pensare a chi poi quel parco lo utilizzerà, o meglio lo vivrà. Garantire funzionalità e sicurezza, programmare (e, prima ancora, immaginare) gli interventi di manutenzione necessari, definire gli spazi, tenere conto di ciò che c’è attorno nonché, soprattutto, ragionare avendo come stella polare un principio fondamentale: la bellezza.

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

La struttura dei rami di un albero e quella delle radici, il ritmo di crescita, la trasformazione in base alle stagioni, l’adattamento di una pianta a un dato clima, la posizione, la grandezza delle foglie, il colore, la proiezione delle ombre, i fiori, i frutti: tutto questo ha un’importanza cruciale nello studio di un’area di verde pubblico.

«Dunque bisogna conoscere gli alberi per progettare i parchi; conoscerli uno a uno, e anche sapere che il disegno di un parco è il disegno di un “divenire”, la proposta di un meccanismo di trasformazione, di crescita, di vita e di morte», scrissero nel 1982 gli autori di un testo fondamentale per la progettazione del verde, che si intitolava L’Architettura degli Alberi, era frutto di più di vent’anni di lavoro ed uscì per l’editore Mazzotta.

Il libro era opera di Cesare Leonardi e Franca Stagi, che cominciarono a lavorare insieme nel 1963, fondando a Modena uno studio di design e architettura che firmò — fino al 1983, anno in cui il loro sodalizio si sciolse — poltrone, lampade, allestimenti, edifici pubblici e, appunto, parchi.

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Tra i due fu soprattutto Leonardi a studiare le “architetture verdi”. Modenese, classe 1935, frequentò la Facoltà di Architettura a Firenze, dove si innamorò della vegetazione dei colli attorno alla città, cominciando a girare per l’Italia e l’Europa per osservare gli alberi, utilizzando non solo il punto di vista dell’architetto ma anche quello del fotografo, del pittore, dello scultore, del designer — discipline che Leonardi praticò durante la sua intera carriera, ciascuna a informare e contaminare le altre, intrecciandosi in un percorso davvero unico tra arte, progettualità e artigianato.

L’incontro con Franca Stagi, un paio di anni più giovane di lui, avvenne a Udine, dove entrambi lavorarono come apprendisti presso lo studio del grande architetto Marcello d’Olivo.
Laureatosi tardi, nel 1970, Leonardi presentò una tesi sull’ideazione del Parco della Resistenza a Modena, parco che effettivamente realizzò insieme a Stagi, vincendo il concorso pubblico. Gli studi sugli alberi effettuati in tanti anni di osservazioni, fotografie, disegni e grafici, vennero poi ampliati ulteriormente e finirono nel libro, che da allora viene utilizzato come una sorta di Bibbia da architetti e paesaggisti.

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Recentemente tornato sotto ai riflettori grazie anche a una mostra di 24 disegni originali, scelta per rappresentare l’Italia durante l’edizione 2018 della Biennale del Design di Londra, L’Architettura degli Alberi esce finalmente in una nuova edizione cartonata per l’editore indipendente Lazy Dog.

424 pagine, più di 550 illustrazioni, il libro va a trattare ben 212 specie di alberi.
Rivisto a livello grafico (il book design è opera di Bunker), il volume presenta i testi di Laura Conti, Augusto Pirola e Franca Stagi, le illustrazioni originali dello Studio Leonardi-Stagi e una introduzione di Andrea Cavani e Giulio Orsini.

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Cesare Leonardi, Franca Stagi, “L’architettura degli alberi”, Lazy Dog, dicembre 2018
(fonte: lazydog.eu)

Lazy Dog pubblica una nuova edizione di un testo fondamentale: L’Architettura degli Alberi