Nel mondo dell’editoria, online e non, c’è bisogno di immagini. Il 99% di quanto viene scritto e pubblicato è accompagnato da una o più foto, grafiche o illustrazioni che, appunto, mostrano ciò di cui si parla oppure traducono visivamente un tema, un editoriale, un racconto, un articolo.
Tra gli strumenti principali degli art director, dei photo editor e dei professionisti ai quali vengono commissionate le opere, c’è la metafora. Nell’arsenale a disposizione di chi fa lavori creativi, la metafora è l’utensile fondamentale, specialmente quando si vanno a toccare argomenti che mal si prestano a una traduzione “letterale”.

Una di queste tematiche è il sesso. Si parla sempre di più di sesso, in mille modi e contesti diversi — dall’ironia alla medicina, dalla psicologia alla politica — e di conseguenza aumenta anche il bisogno di immagini che possano però essere mostrate e fruite senza problemi, senza censure, senza turbare i lettori più impressionabili o bigotti o semplicemente più giovani.
E proprio qui arriva la metafora.

Unporn
(fonte: medium.com)

«Oggi molti temi sessuali considerati “off-limits” hanno un crescente bisogno di essere comunicati», scrive Mikael Cho, fondatore di Unsplash, sito specializzato in stock photo gratuite che recentemente ha lanciato Unporn, una sezione interamente dedicata a foto dal contenuto erotico/sessuale ma non pornografiche.

Tra banane, cactus, zucchine, pesche, pannocchie di mais, hot dog e roast beef in cui ficcare le dita, Unporn, al motto di “ogni tema tabù ha bisogno di buone immagini”, è il regno della metafora gastro- e botanico-sessuale.
Per ora le foto sono poche, ma chiunque può contribuire.

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

(foto: Annie Spratt | fonte: unsplash.com)

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

(foto: Annie Spratt | fonte: unsplash.com)

(foto: Charles Deluvio | fonte: unsplash.com)

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