Conosco Marianna da… Vabbè, è inutile che cerchi di dire da quanto. Per me esiste un unico tempo: tre anni fa. Per me tutto risale a tre anni fa. Sempre.
Per cui lasciamo perdere.

Come ci siamo conosciuti? Lasciamo perdere anche questo. Io ho il ricordo molto nitido di lei che mi scrive. Ma lei dice che le ho scritto io. Per cui, sapremo mai la verità?
Penso di no1.

Comunque, fin da quando ci siamo conosciuti (tre anni fa) Marianna mi ha colpito per la sua verve, per la voglia di fare, l’entusiasmo spumeggiante e le idee sempre nuove. Insomma, è il tipo che, come si dice, una pensa e cento ne fa. E infatti di recente si è inventata questa cosa: la colazione con la disegnatrice.

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(foto: Fabio Gervasoni | courtesy: Marianna Balducci)

Cioè, spiegaci: tu vai in un bar a Rimini ogni sabato e fai colazione. E poi?

L’occasione che ha scatenato l’idea delle colazioni con la disegnatrice è la mostra del mio progetto foto-illustrato Questo non è un album di famiglia nell’ambito della Biennale del Disegno a Rimini (una rassegna che, accanto a mostre istituzionali di artisti, che vanno da Picasso a Sergio Toppi, da Vanessa Beecroft a Ericailcane, attiva un fuori salone animato da tante attività del centro storico, che ospitano a loro volta artisti ed eventi). Mi sono proposta abbinata al Bar Lento (che è, appunto, il bar designato per le mie colazioni) non solo perché è il bar più instagrammabile del centro storico riminese, ma soprattutto perché è un posto vivo, pieno di gente varia e bella, dove ho ordinato lo Spritz aromatico, l’infuso allo zenzero, i dolcini vegani, ma anche comprato la scatola di latta retro dei biscotti per metterci le matite.

(foto: Fabio Gervasoni | courtesy: Marianna Balducci)

Lo spazio è arredato con oggetti vintage e piccole chicche di design indipendente. Valentina Penserini (la padrona di casa) ha saputo creare un’atmosfera rilassata e condivisa, europea (un po’ anomala per la seppur vivace e tanto amata mia Rimini). Tra i tanti angolini del locale, c’è un tavolo molto grande: se ti ci siedi, a volte ti ritrovi a sfogliare l’ultima copia di Internazionale e fare due chiacchiere con il tuo inaspettato vicino. È stato quel tavolo ad accendere la scintilla quando stavamo pensando a degli eventi di incontro con l’autore nel corso della Biennale.

Siamo in un bar, no? E allora, facciamo colazione insieme.
Nei sabato mattina che abbiamo scelto, io segnalo che mi si può trovare lì a far colazione e a disegnare, pronta a condividere la mattinata con amici o sconosciuti, a raccontare la mia mostra o a regalare un caffè illustrato.

(foto: Fabio Gervasoni | disegni: Marianna Balducci | courtesy: Marianna Balducci)

E la gente viene? Ti si avvicina? Come attacca discorso? Vengono adulti o bambini?

Le dinamiche sono varie (a volte sorprendenti anche per me). Non ho voluto comunicare le colazioni in pompa magna, non volevo sembrasse una presentazione organizzata. La colazione con la disegnatrice è un appuntamento che fa del caso e della spontaneità la sua cifra. L’idea è assecondare la natura di un posto come il Bar Lento, mostrare che allo stesso tavolo ci puoi trovare la famiglia che è appena stata nella libreria per piccoli a pochi passi, il professionista in pausa dal lavoro e la disegnatrice col blocco schizzi alla mano (magari incoraggiando altri creativi a fare lo stesso).

Il promemoria degli appuntamenti è fisso al Bar per i suoi avventori e rilanciato in rete. Arrivano persone di tutti i tipi, spesso persone che mi seguono sul web ma non hanno mai avuto occasione di incontrarmi. Vengono adulti e bambini. Dopo un primo momento di imbarazzo, le persone si siedono e mi guardano disegnare e allora ci si saluta e si comincia a chiacchierare: «io ti ho vista a quell’evento…», «noi abbiamo comprato il tuo libro…», «io suono, io scrivo, io no no per carità non so disegnare…», «io ho visto le tue cose qui per caso e sono tornato perché ero curioso…».

(foto: Fabio Gervasoni | courtesy: Marianna Balducci)

Cosa ti chiedono? La domanda più assurda che ti hanno fatto?

Tanti mi chiedono ovviamente del mio lavoro. Sono felice di constatare che chi già mi segue in rete, per esempio, è davvero dentro al flusso di discorsi e stimoli che nel tempo si va sedimentando sui canali che sfrutto di più (Instagram e Facebook) e allora mi fa domande incredibilmente precise su un tal disegno o uno schizzo che mi ha visto postare anche molto tempo prima.

La maggior parte delle persone è interessata al modo in cui nascono le idee. Si parte dalla mostra in corso e poi si arriva a condividere letture, processi creativi, piccoli esercizi per tenere in allenamento l’occhio e la mano.
Non ho ancora ricevuto richieste fuori dagli schemi, ma una delle sorprese più gratificanti è quando, una volta radunatasi un po’ di gente al famigerato tavolone, finisce che i visitatori si scambino i contatti tra di loro dopo aver scoperto inaspettatamente qualcosa che, oltre alla curiosità o all’affetto per il mio lavoro, li accomuna.

Marianna Balducci, Pirata
(courtesy: Marianna Balducci)

E poi fai un disegno a tutti? Scegli tu il soggetto o accontenti le richieste? Dì la verità, quanti unicorni hai già disegnato?

Tra un caffè e una fetta di torta ai mirtilli, ovviamente non riesco a non disegnare. Dato che il caffè non lo posso offrire a tutti, mi sono inventata i “caffè con sorpresa”, dei cartoncini 10×10 cm con stampata una tazzina che poi sul momento condisco con un piccolo disegno a china in presa diretta.
Chi viene a trovarmi e resta un po’ con me, se ne aggiudica uno come ringraziamento per essere passato. Ancora nessun unicorno all’orizzonte, visto che offro io e che il caffè e “con sorpresa” stanno tutti diligentemente al gioco!

Parlando di verità, a me lo puoi dire: ti sei inventata questa cosa per farti offrire la colazione, vero?

Ci sono riuscita! Ma, tolto qualche caso di galanteria, giuro che mi comporto da brava cliente come tutti. Vorrei incoraggiare le persone a vivere un luogo in un modo bello e nuovo, vorrei che il clima che si è creato (grazie soprattutto a Valentina e al suo staff) fosse un po’ contagioso. Quando sono venuti a trovarmi colleghi disegnatori (sempre caldamente invitati a condividere il tavolone delle colazioni con me), è scattato il baratto. Ne cito due: uno ad opera del bravissimo Roberto Grassilli e uno della piccola ma molto promettente Adele.

Baratto disegnato con Roberto Grassilli
(courtesy: Marianna Balducci)

Scherzi a parte, se non sbaglio c’è ancora un appuntamento il 7 luglio, giusto?
Se volessi venire a farmi fare un disegnino, dove vado?

Via Bertola, 52, Rimini centro. Il Bar Lento si trova in una traversa del corso principale, a pochi passi da una delle più belle librerie per bambini della città, di un pazzo laboratorio di sartoria autoprodotta e di un sacco di altre curiose vetrine. Io sono lì dalle 10 alle 12.30 circa.

Ok, ci vediamo lì allora. Preparati. Mi devi disegnare un unicorno bellissimo.

Baratto disegnato con Adele
(foto: Fabio Gervasoni | courtesy: Marianna Balducci)

Baratto disegnato con Adele
(foto: Fabio Gervasoni | courtesy: Marianna Balducci)