Un paio di anni fa abbiamo parlato di Salvatore Spataro e del suo progetto Design Meets Sicily, nato per celebrare cultura e tradizioni siciliane attraverso pezzi di design autoprodotti.

Spataro è un architetto. Originario di Noto, in provincia di Siracusa, attualmente vive e lavora («e sogna», aggiunge lui) tra Firenze e la sua città natale.
Ad attirare la sua attenzione, oltre alle architetture dei luoghi della sua terra, sono soprattutto gli oggetti tradizionali, realizzati artigianalmente da decenni, a volte da secoli. Veri e propri pezzi di “design anonimo”, la cui origine è ignota o che sono stati ideati da «autori che non sapevano di essere designer ma hanno prodotto degli oggetti che si vendono sempre», come ricordava Munari nella celebre lezione del “Compasso d’Oro a ignoti”.

Tastami
(foto: Max Lisi)

Nel suo nuovo progetto — Tastami (il nome lega insieme i due sensi: tatto e, dall’inglese taste, gusto) — Spataro ha scelto nove tra utensili e contenitori tipici della tradizione siciliana e li ha trasformati in cioccolatini, ovviamente utilizzando l’eccellente cioccolato di Modica, sia per ragioni geografiche, sia perché la sua consistenza granulosa e il suo aspetto grezzo sono perfetti per rappresentare oggetti del mondo rurale.

Le dolci versioni in miniatura della maidda, della cavagna, del càntaro, del cafiso, della nassa, del truppietto, del cannistro, del raccogli fico e del bummulu sono stati pensati per stare in una scatola (grafica e logo sono di Gianni Latino) in cui vengono anche spiegate le funzioni degli oggetti a cui si ispirano.

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)

Tastami
(foto: Max Lisi)