Tra i più importanti designer del ventesimo secolo, Herb Lubalin disegnò loghi, progettò caratteri tipografici e fu tra i fondatori dell’International Typeface Corporation — tutti i font che usiamo ancora oggi e che hanno la sigla ITC nel nome, vengono da lì.

Lubalin fu anche art director, tra i pochi capaci, negli anni ’60, di influire profondamente sull’estetica, la progettazione, lo spirito e l’immaginario dell’editoria americana.
Amico di un pioniere della stampa indipendente come l’intellettuale ed editore Ralph Ginzburg, Herb Lubalin collaborò con lui in ben tre riviste, che ebbero tutte vita molto breve, si attirarono svariate denunce, ma rimasero pietre miliari nel panorama della cultura e delle arti visive degli Stati Uniti: Fact, Avant Garde ed Eros.

Eros #1, primavera 1962

Eros fu la prima “avventura” editoriale della coppia Ginzburg/Lubalin. Lanciata nel 1962 con una campagna di comunicazione fatta da tre milioni di lettere spedite a un pubblico ad alto reddito e ad alto tasso di istruzione, la rivista si occupava di sesso e d’amore, con articoli, servizi fotografici, racconti illustrati, pezzi umoristici di altissima qualità artistica, grafica e letteraria.

Sicuramente troppo “avanti” per l’epoca, Eros non superò il primo anno e uscì in soli quattro numeri, che scatenarono un vero e proprio putiferio nell’opinione pubblica dell’epoca, tanto che intervenne anche l’allora ministro della giustizia Robert Kennedy. Il magazine chiuse e ci fu un grande processo, che si concluse con una pena di cinque anni di carcere per Ginzburg, che poi scontò otto mesi.

Eros #1, primavera 1962

I quattro numeri, però, bastarono e avanzarono per far scuola, gettando le basi per l’editoria di qualità a tema erotico dei decenni successivi.
Poco più di un paio di anni fa, la designer grafica Mindy Seu, insieme all’Herb Lubalin Study Center e con la collaborazione dell’Internet Archive, ha digitalizzato tutte le uscite di Eros, rendendole disponibili a tutti, online, sul sito eros.110west40th.com.

Chiunque vada a sfogliarle si renderà conto dell’enorme portata rivoluzionaria del magazine — a livello di contenuti, di estetica, di grandi nomi dell’arte e della cultura che hanno collaborato. Ma a sorprendere sono soprattutto le scelte tipografiche e le griglie grafiche di Lubalin: assolutamente moderne, potrebbero benissimo competere con qualsiasi rivista uscita negli ultimi anni.

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #1, primavera 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #2, estate 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #3, autunno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962

Eros #4, inverno 1962