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Film in 3D, aviazione militare, visori notturni, studi sulla percezione dei colori, fotografia istantanea. E questa è soltanto una minima parte del contributo di un personaggio come Edwin Land alla tecnologia, e di conseguenza al progresso dell’umanità.

Americano del Connecticut, classe 1909, fondatore di Polaroid, inventore della fotocamera a sviluppo istantaneo più famosa del mondo (per questo bisogna ringraziare sua figlia, che nel 1943, quando aveva tre anni, chiese al papà perché, una volta scattata, la foto non uscisse subito), Land depositò, durante i suoi 81 anni di vita, ben 535 brevetti. Tra gli inventori più celebri, meglio di lui fece soltanto Thomas Edison.

Edwin Land
(fonte: Polaroid)

Studente di chimica ad Harvard, Land non terminò mai l’università, che abbandonò quando era ancora una matricola per andare a New York e lì portare avanti i suoi studi sui filtri polarizzatori che potessero bloccare il riverbero della luce. Non avendo però a disposizione un laboratorio, usava di nascosto quelli della Columbia University, sgattaiolando dentro di notte.

Dopo aver inventato una pellicola polarizzante, lo scienziato fondò una compagnia con un suo ex professore e nel 1937 l’azienda venne ribattezzata Polaroid. Le prime applicazioni della sua invenzione furono le lenti per l’aviazione americana, gli occhiali da sole e le lenti 3D.

A raccontare l’avventurosa vita di Edwin Land (che fu anche una figura d’ispirazione per un altro grande visionario, Steve Jobs) e la portata delle sue intuizioni, lo scorso maggio Polaroid ha prodotto un cortometraggio ispirato ai fatti reali, The Fishbowl.

Oltre alla genesi della sua prima invenzione, il film parla anche del Land imprenditore — progressista, fu tra i primi ad assumere donne e minoranze etiche per ruoli di alto livello all’interno dell’azienda — e dell’impatto degli occhiali Polaroid sulle mode e sull’estetica dei decenni passati.

Negli anni ’40 gli occhiali per l’aviazione e quelli sportivi.
Negli anni ’50 i Cool Ray che proteggono dai riflessi.
Negli anni ’60 il modello Windsor indossato da tutte le icone di stile del periodo.
Negli anni ’70 gli occhialoni e le lenti polarizzate sfumate.
Negli anni ’80 gli Aviator, con le lenti interscambiabili.
E negli anni ’90 e 2000 tutta una serie di nuove conquiste tecnologiche.

A rappresentare il presente e il futuro del marchio, Polaroid ha chiamato una serie di artisti che provengono da mondi molto diversi e in una serie di video mostrano e spiegano la loro visione del mondo, con indosso gli occhiali della collezione estiva.

C’è la cantante Lion Babe, c’è la modella Elliot Sailors, c’è l’arte astratta di Felipe Pantone, ci sono le giovanissime skater Sky e Ocean Brown, e gli skater del gruppo newyorkese Kitchen, e infine i ballerini Gabby Smith e Puff the Houseman.

Felipe Pantone
(fonte: Polaroid)

Polaroid PLD 6030/S
(fonte: Polaroid)

Puff The Houseman & Gabby David
(fonte: Polaroid)

Polaroid PLD 1023/S
(fonte: Polaroid)

Lion Babe
(fonte: Polaroid)

Polaroid PLD 4052/S
(fonte: Polaroid)

Elliott Sailors
(fonte: Polaroid)

Polaroid PLD 2046/S
(fonte: Polaroid)

Sky & Ocean Brown e Skate Kitchen Skaters
(fonte: Polaroid)

Polaroid P0115
(fonte: Polaroid)