Borders of the world notebooks

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Balzato agli onori della cronaca per il suo progetto più recente, un Manuale di sopravvivenza ai droni realizzato pescando informazioni sul web (compresi siti legati ad Al Qaeda) e disponibile anche stampato su fogli d’alluminio per accecare gli aerei-spia, il designer e artista olandese Ruben Pater non è nuovo a progetti di critica politica, sociale, ambientale ed economica.

Nel suo portfolio spiccano infatti dei bar temporanei spuntati negli spazi non utilizzati—ma abilitati a uffici—di uno dei quartieri più ricchi di Amsterdam (Surplus, 2011), una manuale di sopravvivenza alle inondazioni prossime venture (First Dutch Flood Manual, 2011), una fanzine che raccoglie i dolcetti razzisti più diffusi nel paese dei tulipani (Dutch Sweets, 2012), un’installazione dedicata ai nuovi pirati dei mari (Double Standards, 2012) oltre a una serie di quaderni che invece dei soliti quadretti hanno stampati sopra i motivi delle barriere installate nelle linee di confine più calde del pianeta, per fermare l’immigrazione, proteggere le “isole felici” da rifugiati e clandestini (a proposito dei rifugiati, giusto qualche giorno fa ho parlato di un’infografica interattiva che ne mostra i flussi dal ’75 a oggi).

A Stati Uniti/Messico, Israele/Siria e Spagna/Marocco—sul territorio marocchino ci sono due città spagnole, Melilla e Ceuta—sono dedicati i primi tre quaderni, in vendita sul sito Borders of the world, dove oltre a foto documentarie vengono brevemente spiegate le situazioni socio-politiche al di qua e al di là dei confini.
Sono già in lavorazione, inoltre, altri tre quaderni, stavolta su Corea del Sud/Corea del Nord, India/Bangladesh e Grecia/Turchia.

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