7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Alice Leoni.

Ciao Alice, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Sono di Trento, ho ventisei anni, disegno da tanto ma ora non ci vivo.

Matita o penna grafica?
La matita! Le mie preferite sono quelle grasse, parto dalla 3B minimo. Con dettagli fatti con la mina.
Per colorare uso acquarelli, matite colorate, acrilici e gessetti. Ma la penna grafica è indispensabile dopo, per “pulire” quello che ho fatto.

Cosa fai quando non disegni?
Scrivo testi per la musica, quindi lavoro su canzoni che mi mandano amici compositori, individuo gli accenti musicali, li faccio corrispondere a quelli delle parole e costruisco una storia partendo dalle immagini che mi suggerisce la melodia.
Studio come sono fatti i testi delle canzoni che mi piacciono. Guardo i tutorial su come fare cosmetici in casa e pettinature da rockabilly. Cerco immagini che mi piacciono di illustratori bravi. Cucino, faccio i tarocchi agli amici e cerco lavoro.

Cosa c’è sulla tua scrivania.
Ho due scrivanie, quella per il disegno e quella per il computer e musica.
Quella del disegno: in un angolo troneggia il vinile di Björk Biophilia che uso da santino perché ammiro la sua saggia pazzia.
Libri vari che mi danno idee: un manuale di magia contadina, le illustrazioni scientifiche di Albertus Seba, le foto di Karl Blossfeldt.
Barattoli di ex sughi riciclati a contenitori e tanti colori di vario tipo.
Quella della musica: una fila di vinili, il primo è Architecture & Morality degli OMD che ha una copertina bellissima.
Computer, una tastierina midi bianca, uno smalto per le unghie rosso, una pila di volumi: poesie di Bukowski, il dizionario dei simboli, illustrazioni di Quentin Blake e, perla fra le perle, un libro che ti dice cosa mangiare in base al gruppo sanguigno.

Un disegno pesa quanto…
Quanto l’ansia da prestazione che hai prima di farlo! Ma a un certo punto a tratti il ragionamento si ferma, quindi ce la fai e sei contento. E poi di nuovo insoddisfatto e quindi ne vuoi fare un altro. E torna la paura.
Sembra la trama di un film dell’orrore, ma più che altro è il ridicolo siparietto della mia demenza.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Mi piacerebbe illustrare qualcosa di Carlos Castaneda, con tutte quelle interessantissime storie sugli stregoni impeccabili.
Per i film non lo so, ne ho così tanti come feticcio, ma forse Labyrinth di Jim Henson.
Oppure rifarei le copertine dei cofanetti di Twin Peaks.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
E’ difficile dirne solo uno, queste già le conoscete ma sono bravissime: Virginia Mori, Martina Merlini, Sarah Mazzetti, Alessandra De Cristofaro.
Mi piacciono da matti anche l’illustratrice indonesiana Diela Maharanie e l’inglese Julia Pott.
E i tatuaggi strambi di Mater Totemica!