Lomography x Frizzifrizzi | Giuseppe Zappalà

In collaborazione con Lomography Italia abbiamo chiesto ad un gruppo di giovani fotografi di darci sotto con l’analogica e creare, con i loro scatti, una sorta di storia.
Oggi è la volta di Giuseppe Zappalà, che racconta le vetrine e chi si ferma a guardarle.

Ciao Giuseppe, innanzitutto raccontami chi sei, cosa fai, dove vai…
Ciao, io sono Giuseppe, nasco a Palermo, sono un uomo di mare…vengo da un porto per andare in altri porti e poi ripartire…

Da quanto usi la Lomo?
Uso la Lomo da circa un anno.

Dove hai scattato le foto?
A Milano.

Che macchina e che pellicole hai usato?
Ho usato principalmente una Holga 135BC ma anche una Kolimat k750, regalo di prima comunione di 20 anni fa! Come pellicole ho usato Lomography X Tungsten 64, Agfa Ct Precisa 100, Lomography X-Pro Slide 200 e Lomography Chrome 100.

Se ti dico “luce” tu mi dici…
Se mi dici “luce” io ti dico “attimo”.

Aneddoti da raccontare sulle uscite, Lomo in mano, che hai fatto per realizzare questa serie? Tipo pedinamenti di bambolone russe, vecchiette che ti hanno preso a borsettate…
Nessun aneddoto particolare, soltanto qualche occhiata strana e poi una ragazza che ha posato per me davanti ad una vetrina. Aveva fotografato un attimo prima il ciuffo rockabilly di mia cugina che era con me, le serviva per un servizio sulla moda, così in cambio le ho chiesto di farsi fotografare davanti ad una vetrina!

Sei uno da giro in centro nel weekend, vetrine, shopping?
Giro in centro, shopping? Sì quando serve, nel weekend ma anche durante la settimana.

Il tuo negozio ideale cosa avrebbe in vetrina?
Il mio negozio ideale in vetrina ha la carne, la salsiccia, i salami e il lardo di colonnata!

Sulla vetrina di chi, se fossi sicuro di passarla liscia, lanceresti un bel masso pesante?
Sulla vetrina di nessuno!

Tre motivi per andarsene dall’Italia e tre per restare.
Tre motivi per andarsene: poca fiducia nello Stato, vivere nuove esperienze, essere apprezzati per quello che si vale. Tre motivi per restare: il patrimonio artistico, il patrimonio culinario, un amore (?)

co-fondatore e direttore
Mostra Commenti (5)
    1. Con tanta pazienza e “disseminando indizi”, perché toglierci il gusto della ricerca è già una penalità.
      Ovviamente il rischio è di non esser trovati, ma il premio è a sua volta il gusto dell’esser scoperti.

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