Esordio al maschile per Zilla, che dopo aver pensato a lei (per lui, finora, un marginale ruolo da spettatore, pur con i recettori tattili eccitati dai giochi di textures) con borse porose (in spugna), enologicamente erotiche (in sughero), da stringere quando sei in cerca di sensazioni rassicuranti (in lana), psycho-chic (in pitone), agro-chic (in juta) e techno (in alluminio), presenta al Pitti una linea tutto sommato seria, militaresca, che evoca gran passeggiate, mani ruvide da lavoratore e allo stesso tempo l’eleganza senza tempo di chi sceglie una borsa per la comodità, la resistenza, la praticità e non solo per il brand che c’è cucito sopra.

co-fondatore e direttore
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