7am | Sara Mautone

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Sara Mautone.

Ciao Sara, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 19 anni e vivo a Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto.
La passione per la fotografia ce l’ho da quando avevo 12 anni, ma ho iniziato a studiare seriamente (anche se da autodidatta) da poco più di un anno.

La tua attrezzatura?
Per adesso una Canon 5d mark II, con un 50 mm e 100 mm macro.
Presto però, per esigenze lavorative, vorrei completare il corredo con uno zoom.

Cosa fai quando non fai foto?
Penso a quali foto fare! L’altra mia grande passione è la musica, mi diletto nel fare dj set nei locali della mia zona o in giro per l’Italia, quando capita. Non è un’attività che prendo seriamente quanto la fotografia, ma mi diverto molto e mi fa conoscere molte persone.

Descrivimi la tua stanza.
Per adesso non è esattamente come la vorrei… ma pian piano ci sto lavorando, non sono una brava arredatrice! In compenso c’è una bellissima stampa delle Ninfee di Monet (artista che mi ha dato forte ispirazione) e alcune stampe di fotografie fatte da me.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Pesa troppo! In realtà prima di comprarla pensavo che fosse molto più “imponente”, ma mi ha aiutato anche il fatto di non possedere “supermegateleobiettivi”…

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Sicuramente “Il giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola, che mi ha dato molta  ispirazione per quanto riguarda le atmosfere e i colori, nonchè per il fatto che la colonna sonora sia stata fatta dal mio
gruppo preferito, gli Air.
Il mio libro preferito è L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, e anche questo mi ha fortemente influenzata perché nelle mie foto intendo esprimere una sorta di “attaccamento alla terra”, una pesantezza del corpo che in un qualche modo contrasta con l’alone etereo che cerco di donare alle mie modelle, sia nell’abbigliamento che nelle pose.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Non è italiano purtroppo: ho scoperto una ragazza che credo sia giovane quasi quanto me, si chiama Amel Kerkeni ed è francese.
Ho scoperto grande affinità tra il suo modo di lavorare ed il mio, ed è una delle poche che seguo con grande piacere.

co-fondatore e direttore
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