Street Academy: cos’è e cosa ne pensiamo

Street Academy

Raramente capita che uno sponsor ti chieda cosa realmente pensi di un prodotto, limitandosi a chiederti di pubblicare un redazionale.

Le aziende più sveglie in termini di marketing, invece, sanno benissimo che il mondo dei blog si basa proprio sulla fiducia tra blogger e lettore e cercano di migliorare la loro comunicazione anche attraverso critiche e commenti.

E’ il caso di Tim Tribù, che in queste settimane sta sponsorizzando il nostro blog (vi sarete accorti dei banner…) per lanciare Street Academy, un’iniziativa rivolta a giovani creativi, amanti dell’arte e coolhunters in erba.

E visto che mi hanno chiesto un parere, eccolo: da 2/3 anni a questa parte c’è una specie di gara, da parte soprattutto delle grandi aziende, per accaparrarsi quello che esse considerano come il pubblico attivo.
Non semplici spettatori che subiscono la pubblicità da tv e giornali, ma che invece creano e producono, cercando d’altra parte un po’ di visibilità.

Per la legge della domanda-offerta, vista la continua richiesta di spazi di espressione, le aziende si lanciano in campagne con le quali offrono ai loro utenti – effettivi o potenziali che siano – sempre nuove modalità di partecipazione.

Quello che ci guadagnano è pubblicità (trattandosi quasi sempre di concorsi comunque se ne parla, soprattutto in rete – ovvero la culla del pubblico attivo) e manodopera a basso costo: farsi (ri)fare immagine, grafica, video o contenuti da un giovane artista ha un costo estremamente ridotto rispetto che affidarsi a dei professionisti.

Street Academy non si distanzia molto da tutto ciò: registrandosi al sito chiunque può mandare una propria opera (foto, layout grafici, video o testi). Tutti i lavori inviati possono essere votati dagli utenti e tra i 10 più votati una giuria sceglierà il migliore che, oltre ad ispirare il futuro sito di Tim Tribù, vincerà un viaggio a Londra, in compagnia dello street artist milanese Pao, per un tour alla scoperta delle opere del celeberrimo Banksy.

Nel caso di Street Academy, oltre agli artisti, possono vincere anche i votanti, chiamati supporters.
Il miglior supporter sarà colui che, oltre a puntare sull’artista che si rivelerà poi vincitore del concorso, inviterà più amici a votare per lui (altra pubblicità).

L’ultima modalità per partecipare e vincere, infine, è fare coolhunting, segnalando sul sito di Street Academy artisti o video interessanti che potranno servire da ispirazione per chi partecipa all’iniziativa.
Tra i coolhunters ne saranno estratti 15 che vinceranno uno di questi premi.

Conclusione: la campagna è studiata e rivolta ai più giovani, coloro che poi sono gli effettivi utilizzatori di Tim Tribù, che spesso scoprono la street art quando ne parla la tv (non a caso sia Pao che Banksy sono tra i più coperti dai media tradizionali). I veri cultori della street art penso che si faranno piuttosto quattro risate pensando ai ragazzini che smanettano sui loro computer per poi andare a Londra con Pao…

Resta comunque un modo per gli artisti in erba per farsi conoscere. Se poi ci fossero reali prospettive per loro, una volta finiti i concorsi e spentasi la caccia al creativo, allora sarebbe sicuramente meglio.
Finora non ho mai sentito parlare di vincitori poi assunti da studi grafici o dalle aziende che usano i loro lavori.

Altre storie
Scrittori (e illustratori) in corso