Naturale, rigenerato, fatto a mano: la moda etica di Christina Kim

Naturale, rigenerato, fatto a mano: la moda etica di Christina Kim

Prima di andare, ieri, all’inaugurazione della mostra Naturale, rigenerato, fatto a mano: la moda etica di Christina Kim conoscevo la stilista solo per quello che avevo letto sul materiale che mi avevano inviato insieme all’invito: ora invece so che la Kim è una specie di apparizione soprannaturale che potrebbe tranquillamente essere uscita da un film horror orientale.

Pensatela come ad un folletto koreano, vestito con una tunica fucsia, di quelle che ne vorresti avere una nell’armadio, da mettere quando hai bisogno di essere a tuo agio con te stesso (elegante, elaboratissima eppure essenziale, sembrava la cosa più comoda del mondo). Christina Kim non la vedevi arrivare: spuntava all’improvviso, come fosse uscita dal pavimento. Un sorriso e poi scompariva di nuovo (e infatti non sono riuscito a fotografarla), chissà dove tra le sale del Museo della Musica di Bologna, location più che adatta per un viaggio nel mondo della stilista orientale, trapiantata a Los Angeles e fondatrice del brand Dosa.

Accompagnato da un duo di Francesche – Francesca Santoro dell’ufficio stampa de La Perla (il brand che ha contribuito ad organizzare l’evento), impeccabile fonte di informazioni e genuina ammiratrice del lavoro della Kim, e Francesca la mia frizzi-socia, che invece continuava a dire lo voglio ad ogni capo o accessorio che vedeva, come imprigionata in una scena di matrimonio ripetuta compulsivamente – ho seguito un percorso ideale attraverso quello che probabilmente è insieme il passato ed il futuro del fashion design.

Dall’artigianalità senza tempo di India e Messico, più che semplici fonti di ispirazione per Christina Kim, all’attualissima questione del riciclo dei materiali, un modo per preservare l’eticità del lavoro e contemporaneamente preservare la memoria, sia delle tecniche di produzione tradizionali, sia dello stesso tessuto, che prosegue il suo viaggio come liberandosi dall’idea iniziale per il quale è stato prodotto.

Raccontare tutte le suggestioni nelle quali si viene immersi durante la mostra è un’impresa a dir poco ardua, tra abiti realizzati con pizzi recuperati dalla produzione di Dosa e de La Perla, sete battute a macchina (e i pezzi con gli errori di stampa, poi riutilizzati), un telo trasparente che diventa una sorta di diario di bordo, un altare tipicamente messicano costruito – con l’aiuto dell’art director del magazine Bloom Nelson Sepulveda – con scatole di cartone recuperate…

NATURALE, RIGENERATO, FATTO A MANO: LA MODA ETICA DI CHRISTINA KIM
@ Museo Internazionale e Biblioteca della Musica
Strada Maggiore 34, Bologna
(vedi mappa)

dal 10 maggio all’8 giugno 2008
mar-gio: dalle 10,00 alle 13,30
ven-dom: dalle 10,00 alle 17,00

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