Tag Archives: eros

The Temporary Opening of Misty Beethoven

The Temporary Opening of Misty Beethoven

Scritto il 01 dicembre 2009 da Simone Sbarbati.

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The Temporary Opening of Misty Beethoven

Giocando con il titolo del film The opening of Misty Beethoven (che ha anche ispirato il nome del negozio) l’emporio dei sensi Misty Beethoven per un mese si sdoppia e oltre alla sede di Roma, aprirà temporaneamente uno shop anche a Milano presso Areté Showroom, portandosi dietro un bastimento carico di artigiani dell’eros tra sex toys, gioielli, lingerie, accessori, profumi, oggetti per la casa (soprattutto la camera da letto), scarpe da 12cm in edizione limitata.

Il temporary shop aprirà stasera e dalle 18,00 si brinderà, si mangerà e si ascolterà la musica selezionata da SpicyBibi.

The Temporary Opening of Misty Beethoven
@ Areté Showroom
via Spartaco 19, Milano
(vedi mappa)

aperto tutti i giorni dal 1 al 31 dicembre
opening 1 dicembre 2009
ore 18,00

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Naked Flavour

Naked Flavour

Scritto il 06 maggio 2009 da Simone Sbarbati.

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Naked Flavour

Se volete vedere tette al vento e corpi femminili senza veli non credo abbiate bisogno dei consigli di Frizzifrizzi, ma se quello che cercate sono i links ai migliori artisti contemporanei che interpretano, ciascuno col proprio personalissimo stile e la propria tecnica, eros e nudo, allora da oggi potete aggiungere ai preferiti Naked Flavour, nuovissimo blog fondato dal mio amico Daniele Cascone, uno che per l’arte italiana in rete – digitale, ma anche illustrazione e fotografia – ha fatto davvero molto.

Pensate che molte delle webzines prima e dei blogs poi, relativi all’arte e al web, sono partite proprio dalla fucina di Brain Twisting, portale che Daniele porta avanti fin dal 2001. E visto che senza Brain Twisting probabilmente non ci sarebbe stato Freshcut, e senza Freshcut anche Frizzifrizzi forse oggi sarebbe rimasto nel limbo delle idee non realizzate, ringraziate (o maledite) anche Cascone se venite qui ogni giorno a leggerci e quando siete in cerca di artisti+eros+fotografia+illustrazione, fate un salto su Naked Flavour.

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E’ proprio ciò che sembra

Scritto il 21 settembre 2008 da Simone Sbarbati.

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Shavethepussy.com

Un bel modo, fin dall’indirizzo del sito, per pubblicizzare prodotti erotici e preservativi svedesi, nonché un’ottima fonte di ispirazione.
Ma si sa, in nord europa non hanno il Vaticano…

via Smileplease

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Fleshmap: dove ci piacce toccare. Ed essere toccati.

Scritto il 26 agosto 2008 da Simone Sbarbati.

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Fleshmap

Capire dove voglia esser toccata/o il proprio o la propria parter non è così complicato, ma una coppia di artisti – Fernanda Viégas e Martin Wattemberg – hanno deciso di darci una mano realizzando una serissima indagine coinvolgendo un gruppo di volontari e chiedendo loro quanto piacere avrebbero avuto ad esser toccati in (o a toccare una) parte del corpo piuttosto che un altra.

Il risultato dell’esperimento lo trovate su Fleshmap – Touch, con una vera e propria mappa delle zone calda.
Niente di nuovo sotto il sole, com’è facile immaginare, eppure vista la sempre maggiore attenzione verso il piede (soprattutto femminile) e relativo feticismo, mi aspettavo di trovarlo tra le parti sensibili, e invece pare che non dia piacere né essere toccati lì né toccare il proprio partner sui piedi.
Il piedino va forse scomparendo?

Fleshmap

Ma l’esperimento non finisce qui: i due hanno anche analizzato migliaia di canzoni ed contato, per ciascuna di esse, quante volte viene citata una parte del corpo. Ne è uscita fuori una geografia del corpo in relazione ai generi musicali.
Sono gli occhi a farla da padrone, in pole position in quasi i generi musicali a parte l’hip-hop (dove ovviamente la parte del corpo preferita è il posteriore), il blues (dove vince la mano, ed era facile immaginarlo viste le sue origini) ed il gospel (anche qui vince la mano, ma in questo caso si tratta della mano di Dio, o del prossimo, da stringere con amore).

via information aesthetics

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Would Like To Fuck

Scritto il 10 luglio 2008 da Simone Sbarbati.

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Would Like To Fuck

Vi avverto subito che il magazine contiene materiale per adulti, non adatto ai minori e vi consiglio di non aprirlo dal lavoro (che nell’ipocrisia del ti avverto così me ne lavo le mani è come un’invito a cliccare sul link).

WLTF – acronimo di Would Like to Fuck – è un magazine online che raccoglie foto inviate da utenti di tutto il mondo. A legare tutto c’è il tema del sesso o meglio del desiderio sessuale, espresso qui in forma più o meno esplicita, volgare, divertente, animale, genitale.

via Smileplease

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X Rated

Scritto il 11 aprile 2008 da Simone Sbarbati.

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X Rated

Negli anni ‘60/’70 anche le locandine dei film erotici avevano il loro stile.

via The Serif

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Position of the day: famolo strano!

Scritto il 24 ottobre 2007 da Simone Sbarbati.

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Position of the day

Dedicato a tutti coloro che si credono esperti nell’arte del sesso: abbassate la cresta, c’è sempre qualcuno che ne sa più di voi. Come ad esempio quelli di Nerve.com che hanno appena lanciato la expert edition (12,95$) del loro best seller Position of the day (10,36$), ovvero una posizione erotica (ed ironica) per ogni giorno dell’anno.

La prossima volta che vi propongono di fare un happy hour (vedi l’immagine qui sopra) insieme saprete di cosa stanno parlando ;)

Via Urban Outfitters

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Sesso etico: 7 semplici regole per essere “verdi” anche tra le lenzuola

Scritto il 15 ottobre 2007 da Francesca Arcuri.

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ITALIAN DO IT BETTER, si diceva anni fa, forse è vero, forse no.
Qui di seguito trovate 7 semplici regole per farlo VERDE!

1) RISPARMIATE ENERGIA

Le candele accese al posto della luce elettrica (la televisione finalmente spenta), le lenzuola che si riscaldano grazie all’energia cinetica prodotta, fa tanto caldo da poter spegnere il riscaldamento.
Insomma fare sesso fa risparmiare energia.
Perciò fatene tanto, fatelo a luci spente, a lume di candela. Il pianeta ve ne sarà grato!

2) USATE LENZUOLA DI BAMBU O DI COTONE BIO E CUSCINI BIODEGRADABILI
019.jpg02_phixr3.jpg

Anche se siete tra quelli del famolo strano prima o poi a letto ci finite anche voi!
Usate lenzuola di bambù, pare siano morbide e setose e che abbiano proprietà naturali antimicrobiotiche.
Se non trovate quelle di bambù, anche il cotone organico andrà benissimo, ce ne è una belle scelta su moecoitalia, ma ormai sono molto semplici da trovare anche nei negozi.
Se poi, vi piace farlo in mezzo ai cuscini, scegliete: Janther Cushions , prodotti dalla LoooLo Textiles sono eco-friendly e completamente biodegradabili, in un anno.

E’ vero, sono leggermente più costosi di quelli dell’Ikea, ma sono interamente fatti a mano e riempiti di Kapok (un albero della foresta pluviale della Malesia, da cui si ricava questa ovatta naturale).

3) USATE BIANCHERIA INTIMA BIOLOGICA

Quanto conta, per voi, la biancheria intima? Molto? Poco? Nulla?
Boh, comunque, sceglietela biologica. Ormai l’offerta è tanta e varia. Sia per i materiali usati, che per le linee.

Io ho scelto per voi questi tre brand, ma ce ne sono moltissimi, per tutti i gusti ed i prezzi.

sessoetico2.jpg

Bueno Style, Con lo slogan mangiate organico promuove mutande di cotone organico decorate con stampe di ciliegie, sono fatte con 96% di cotone organico e solo il 4% di lycra (che serve a far mantenere la forma). Inoltre sono tinte con una colorazione a basso impatto ambientale
(immagine qui a sinistra).

G=9,8 è un brand che usa un materiale nuovissimo il Lempur (di progettazione italiana).
Questo prodotto è ottenuto dagli scarti della lavorazione del legno di pino, per la lavorazione è necessaria pochissima acqua ed il risultato è una fibra al 100% biodegradabile.

Non vengono usate neanche le etichette. Esiste una linea maschile, una femminile ed anche quella per bambini.
Visitate il sito e troverete quella che più vi piace, qui a sinistra un esempio di modello femminile.

Enamore: anche questo brand usa il Lempur, producono abbigliamento e lingerie molto sexy. Adatto alle più audaci.
Per le più vezzose potrete trovare anche infiocchettate maschere per domire.

Qui a sinistra un paio di esempi della bella linea di Enamore, i prezzi sono accessibili a tutte… dai 30€ fino ad un massimo di 60€ circa.

4) USATE SEXY TOYS E SEXY KIT BIOLOGICI

09.jpgSecondo il Global Sex Survey, un italiano su cinque fa uso di sexy toys. Quindi quanti di voi lettori di frizzifrizzi? Non voglio perdermi in calcoli!
Assicuratevi che il materiale di cui sono fatti non sia PVC, già bandito in molti paesi e fuori legge nelle produzione di giocattoli per bambini.
Meglio sostituire quelli in gomma o plastica, altamente tossici, coi modelli in metallo, vetro e silicone, che non contengono veleni e pare funzionino meglio.

Del resto la scelta non manca, ci sono molti siti specializzati, vedi Funfactory oppure Babeland. Qui trovate divertenti sexy kit, a me piace quello che comprende le candele alla soia, che sciogliendosi si trasformano in un olio vegetale per massaggio.

5) RICICLATE I SEXY TOYS

Nel rispetto delle norme Europee in materia, i sexy toys, come tutti i dispositivi elettronici, non possono essere dispersi nell’ambiente.
Contengono parti che gettate senza precauzioni, possono essere dannose, perché rilasciano metalli come cromo, cadmio, piombo e mercurio.

Visto il numero dei vibratori venduti la LoveHoney, azienda inglese, li ricicla. Assicurando che, cambiate le parti che non funzionano, i vibratori vengono sterilizzati. Io fossi in voi, però, non arriverei a tanto!

6) USATE LUBRIFICANTI BIOLOGICI

10.jpgSiete pronti? siete caldi ? Serve un lubrificante? Nessun problema, ma che sia organico.

Completamente privi di ormoni, derivati dal petrolio, silicone o glicerina. Sono fatti a base di acqua ed oli vegetali.

Li trovate qui: yesyesyes, oppure thesensualvegan.

7) USATE PRESERVATIVI BIOLOGICI

11.jpgUltimi, ma non per ordine di importanza, i preservativi.
Non dimenticateli mai, per nessun motivo.

Sceglieteli vegetali, non testati sugli animali, che non contengano le proteine del latte, perfetti anche per i vegetariani.
Visitate thesensualvegan oppure glydehealth.

Buon divertimento!

Grazie a:
www.trendhunter.com
www.treehugger.com

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Smut Clothing

Scritto il 09 settembre 2007 da Simone Sbarbati.

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Smut Clothing

T-shirts, top, intimo e accessori per ragazze aggressive. Il brand inglese Smut Clothing si presenta con un logo che non ti dimentichi e foto piuttosto forti.
I prezzi vanno dai 17€ ca. per le mutandine ai 44€ dei top. Sul sito trovate anche una t-shirt da uomo, che solo i coraggiosi (o i gay con molto senso dell’umorismo) vorranno indossare.

Più che semplici capi d’abbigliamento quelli di Smut (che si può tradurre con osceno, lascivo) Clothing sono in effetti delle carte d’identità ambulanti!
Li trovate anche su myspace.

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Ho on the go, un kit per serate calde

Scritto il 14 luglio 2007 da Simone Sbarbati.

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Ho on the go

Da portare sempre in borsetta, se siete single e non volete rischiare di buttar via una notte che si preannuncia molto calda
Il kit Ho in the go (18.99$) contiene tanga, due preservativi, spazzolino e dentifricio e fazzolettini profumati. Sia che vi serva una rinfrescata veloce, sia per una disinfettata all’alito dopo qualche drink di troppo.

Via Box-Mag Blog

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S Magazine

Scritto il 17 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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S Magazine

S Magazine è una rivista nata tre anni fa dall’idea di un gruppo di fotografi, stilisti e designers di Copenhagen, per proporre attraverso un format da rivista patinata, immagini di nudo che potessero contemporaneamente essere arte, ispirazione, e soprattutto un modo per tutti i professionisti della fotografia di moda, di liberarsi dai vincoli imposti dai magazine tradizionali.

Ne è uscita una rivista erotica assolutamente fuori dal comune. Di quelle che, come dicono gli amici di Stirato (che ce l’hanno segnalata) non ti vergogni a tenere in libreria.

S Magazine la potete acquistare online o trovare nelle migliori edicole, ma sul sito troverete comunque un’ampia selezione di immagini che di sicuro vi faranno felici!

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Vecchi dischi con nudi in copertina

Scritto il 16 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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LP Cover Lover

Su LP Cover Lover, oltre ad una raccolta sterminata di copertine di vecchi dischi, troverete anche un’interessante sezione dedicata a quelle con i nudi: immagini vintage a go-go.

Via Fastidio

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I tessuti erotici di Lara Schnitger

Scritto il 15 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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Lara Schnitger

Lara Schnitger

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Paradis Magazine

Scritto il 14 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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Paradis Magazine

Una rivista online solo per uomini. Paradis Magazine, di base a Parigi, presenta in ogni numero un mix di articoli su arte, moda, denaro, stile, e design, il tutto accompagnato da tante immagini (soprattutto nudità femminili, in effetti) e contributi di nomi come Ettore Sottsass, Robert Polidori, Jerry Hall.

Se vi interessa l’arte erotica non perdetevi la sezione extra, con i dipinti di John Currin.
Via Making Known

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Il museo virtuale del sesso

Scritto il 14 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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Il museo virtuale del sesso

Virtual museum of sex, una raccolta di collezioni da vedere direttamente online, per un’immersione totale nel campo dell’erotismo e della sessualità viste con uno sguardo scientifico (a volte semiserio).

Vi segnalo la galleria dei corpi maschili, per capire com’è cambiato il gusto popolare nelle varie epoche e la sezione dedicata agli attrezzi erotici, con invenzioni davvero stupefacenti, a volte più simili a strumenti di tortura che ad oggetti nati per provocare piacere.

Unica pecca, tutte le immagini sono coperte da un siparietto scarlatto su cui bisogna cliccare per vedere cosa c’è sotto e la navigazione del sito è davvero pessima.

P.S. Il museo virtuale è la versione online del vero e proprio Museum of Sex di New york.

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Van Tri Le e il suo mondo fatto di labbra

Scritto il 12 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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Van Tri Le

Un fotografo con un evidente feticcio per le labbra femminili che ritrae nel modo più sexy che si possa immaginare: Van Tri Le.

Via Head Magazine

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Sayaka: eros sognante, tutto al femminile

Scritto il 01 giugno 2007 da Simone Sbarbati.

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Sayaka: eros sognante, tutto al femminile

Vi segnalo le illustrazioni di una giovanissima artista giapponese: Sayaka.
Il suo è un universo leggero, quasi in punta di pennello, popolato unicamente di figure femminili, certamente ammiccanti ed equivoche ma mai volgari.
L’immaginario di Sayaka deve molto sia al mondo dei manga che all’arte classica giapponese, che l’artista coniuga alla perfezione. Davvero fantastici gli abiti che fa indossare alle sue ragazzine illustrate.

Via Regarde

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Gestulz

Scritto il 07 febbraio 2007 da Marta Fontolan.

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01_phixr5.jpg04_phixr3.jpgVi segnalo questa marca di moda scoperta casualmente vagabondando per il Premium, LA fiera di moda berlinese. I vestiti mi sono piaciuti molto per la loro ambivalenza: sexy, ma essenziali, casual, ma eleganti, semplici, ma raffinati.
La storia di Gestuz è sconosciuta: nel sito viene accennato al sogno di una donna che lavorava nella moda e a un businessman che ha avuto il coraggio di credere in lei. E così viene descritta nel sito ufficiale la “Gestuz girl”: una fashionista rock rilassata con occhi dolci e provocatori, un po’ selvaggia, ma affascinante, attenta al suo stile personale; una donna sicura che ama la vita metropolitana e la sua scena underground, femminile anche se vestita da maschiaccio, intelligente e dalla personalità forte, ecc. ecc.
Possibile che la Gestuz-girl sia tutto questo? Possibile diventare una Gestuz-girl comperando i vestiti di questa raffinata marca di moda che sta spopolando attorno al globo? E per concludere, citando la filosofia Gestuz: “per la donna che sa che bisogna essere preparate a rischiare tutto per vincere”.
Mi avete convinto.

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I nuovi fotografi dell’erotismo by Taschen

Scritto il 01 febbraio 2007 da Simone Sbarbati.

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The New Erotic PhotographyDimenticatevi i corpi plastici di Man Ray e le bellezze robotiche di Helmut Newton. Oggi l’erotismo è sinonimo di carne, di voyeurismo, di feticismo o di ironia.
82 fotografi vi mostrano i loro scatti più espliciti nelle 608 pagine di The New Erotic Photography, appena sfornato dalla Taschen. Disponibile a 39,99 € sul sito della casa editrice tedesca e presto anche in libreria.
Se masticate un po’ di fotografia vi faccio alcuni nomi: Terry Richardson, Richard Kern, Jan Saudek, Eric Kroll (quest’ultimo, tra l’altro, è uno degli autori).

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