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La cartografia del piacere di Jüne Plã, autrice di “Club Godo”

«L’apparato sessuale maschile è palese e situato per la massima parte all’esterno del corpo. I testicoli nello scroto pendono visibilmente tra le cosce. Il pene è di rilevanti proporzioni. Nella donna, invece, le ghiandole sessuali sono pudicamente celate nell’interno del corpo; l’organo della voluttà, la clitoride, è piccolo e nascosto, e spesso è difficile a individuarsi. La Natura ha stabilito che la donna sia pudica e ritrosa. Molte discussioni sulla diversità dei sessi sono inutili, basterebbe osservare la conformazione degli organi genitali».

Da “Enciclopedia dell’Amore” del Dr. F. Kahn, Edizioni Mediterranee, 1960

Oggi impallidiremmo o ci infiammeremmo — giustamente — di rabbia davanti a una descrizione del genere, anche solo per il vetusto linguaggio che mal cela quella prospettiva “maschiocentrica”. Prospettiva che, per fortuna, sta esalando i suoi ultimi respiri dentro ai ristretti spazi cerebrali di chi non vuole rassegnarsi alla inevitabile e sacrosanta messa in discussione che prelude l’auspicabile crollo del sistema patriarcale.
Tratto da un libro che acquistai un po’ per gioco e un po’ per curiosità anni fa (ne scrissi qui), questo passaggio — come tutto il resto di un’opera che, tuttavia, era piuttosto “avanti” per l’epoca, soprattutto rispetto a ciò che veniva raccontato e spiegato dai media — è stato investito dal treno del tempo, e oggi non è che una carcassa ormai in decomposizione buona al massimo per qualche risata ex post.

Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Eppure… Eppure, dopo decenni di lotte e rivendicazioni, di studi e convegni e dibattiti e saggi e campagne, ci ritroviamo sì con una discussione pubblica mai prima d’ora così feconda per tutto ciò che riguarda i temi del genere e dell’identità sessuale; con un cultura più inclusiva, perlomeno sulla carta; e appena agli inizi di una rivoluzione che interessa anche il linguaggio. Ma la nostra conoscenza del “corpo dell’altro” rimane limitata.

Se ne parla (solitamente) poco nelle famiglie, non se ne parla a scuola, si nasconde e si castiga in ambienti religiosi. Le uniche fonti d’informazione, a parte i testi medico-anatomici, sono la propria cerchia di conoscenze — dove però interviene il linguaggio dell’ironia a stendere una coperta che protegge dall’imbarazzo — e la pornografia. Quest’ultima, pur mostrando cosa si può fare col proprio corpo e con quello altrui, non è un manuale di educazione sessuale, né una guida al rispetto dell’altra o dell’altro, e non è certo un affidabile vademecum per portare a un gioioso piacere la persona con cui facciamo sesso — senza contare che la maggior parte del materiale che è facile reperire in rete è girata da e per maschi, si basa perlopiù su fantasie e situazioni stereotipate e ruota attorno a un ristrettissimo numero di aspetti: preliminari, performance, eiaculazione.

Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

«Il sesso è un argomento di cui non si parla. O meglio: se ne parla, se ne parla tanto — sui giornali, in TV, la sera con gli amici — ma sempre in termini che mascherano, nascondono e ignorano qualsiasi concetto complesso e inconsueto», scrive l’autore francese Martin Page, cui è stata affidata la prefazione di un libro che, invece, di sesso parla eccome, e lo fa sì con ironia ma senza nascondere nulla, con un linguaggio inclusivo, informazioni scientificamente e anatomicamente corrette, illustrazioni essenziali, e soprattutto con un’invidiabile capacità di stimolare, nei lettori e nelle lettrici, quella curiosità e quella voglia di sondare e di conoscere che sono fondamentali per vivere al meglio il sesso, con chiunque si abbia (davvero) il piacere di farlo.

Il libro si intitola Club Godo. Una cartografia del piacere, in Italia l’ha pubblicato L’Ippocampo Edizioni (a pochi mesi dall’uscita dell’edizione in francese), ed è opera dell’artista francese Jüne Plã, che di mestiere fa l’illustratrice e la character design per l’industria dei videogiochi ma che da poco più di due anni è diventata una vera star di Instagram col suo account @jouissance.club, che a oggi conta quasi 700.000 follower.

Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Annoiata da una vita sessuale che, partner dopo partner, seguiva sempre lo stesso copione, tra penetrazioni dolorose e mancanza di fantasia, Plã si è immersa in un lungo itinerario di sperimentazione, ricerca e investigazione delle gioie del sesso, rendendo al contempo partecipe il pubblico proprio attraverso Instagram, pubblicando disegni piuttosto espliciti ma mai volgari, anatomicamente accurati ma scampati (tranne un paio di volte) alle rigide maglie della censura social grazie all’escamotage di colorare sperma e secrezioni con tonalità fluo, e di semplificare falli e vagine tanto da farli sembrare morbidi antistress, oggetti indefiniti o elementi di un disegno tecnico.
Alle immagini, accompagnate da ricche e spesso spassose spiegazioni, si affiancano post di testo in cui l’autrice approfondisce concetti, si fa domande e le pone al suo pubblico, che anima la discussione con commenti il più delle volte molto interessanti.

Pur essendo una diretta derivazione dell’account Instagram, Club Godo non è però una semplice raccolta di post. È, invece, una guida vera e propria, piena di contenuti originali e perfetta per questi nostri tempi di grandi complicazioni, fluidità sessuale e bassa soglia dell’attenzione.

Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Identificando i potenziali partner con nomi come Trallallero, Trallallà e Oplalà, per non dare connotazioni di binarie di genere, Plã, dopo una prima parte in cui presenta il suo pensiero ed elenca i “pilastri di una sessualità appagante” — il consenso, la comunicazione, la creatività, le carezze, il dono di sé, il rispetto reciproco, l’ascolto e l’osservazione (appuntiamoceli tutti) — , passa a presentare morfologia, anatomia, funzionamento di vulva e pene («che tu sia donna, uomo, intersessuale, genderqueer o altro ancora…», sottolinea), invitando all’auto-esplorazione. Dopodiché si arriva alla mappe delle zone erogene e ai “consigli illustrati”, con attività alle quali dà nomi come toc toc, gira l’interruttore, il sorriso barbuto, cunnilingus marino, il giringiro, Capitan Uncino, lo spremiagrumi, battilingus e occhio al ginocchio.

Non c’è ovviamente tutto tutto — servirebbe un’enciclopedia, come ricorda l’autrice nelle conclusioni, confessando che «dover prendere appunti durante il sesso è una cosa a dir poco logorante…» — ma, dopotutto, lo spirito che pervade Club Godo è quello della giocosa perlustrazione dello sconfinato panorama del piacere: chiunque potrà usarlo come canovaccio per scoprire o inventare altri gesti (quei meravigliosi strumenti di delizia che chiamiamo mani, più di ogni altra parte del corpo, sono i veri protagonisti del libro).
E, di nuovo, prima di mettere in pratica un toc toc, uno spremiagrumi o qualsiasi altra cosa possa venirci in mente, ricordiamo gli otto “pilastri”: consenso, comunicazione, la creatività, carezze, dono di sé, rispetto reciproco, ascolto, osservazione.

Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jüne Plã, “Club Godo. Una cartografia del piacere”, L’Ippocampo Edizioni, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
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