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Zapoj è una cosa seria, non la sbronza di una sera che, come da noi, lascia soltanto un cerchio alla testa il giorno dopo. Zapoj vuol dire restare ubriachi per parecchi giorni senza smaltire la sbornia, vagare da un posto all’altro, salire su treni che non si sa dove vanno, confidare i segreti più intimi a persone incontrate per caso, dimenticare tutto ciò che si è detto e fatto: una specie di trip.

La descrizione di questa allucinante pratica tipicamente russa è dello scrittore francese Emmanuel Carrère, che nel suo capolavoro dedicato allo scrittore/politico/dissidente/soldato/galeotto Eduard Limonov parla spesso della sua leggendaria resistenza all’alcol.

Di colossali bevute di vodka, di vino, di alcol puro e di braga — che è la bevanda distillata con lo zucchero e il pane messo da parte, diffusa soprattutto nelle carceri — sono pieni anche i libri dello stesso Limonov (ne consiglio uno su tutti, anche se è difficile da trovare: Il libro dell’acqua), mentre il romanzo cardine della russia comunista alcolica nonché cronaca allucinata di uno zapoj è un romanzo sperimentale del ’73 dello scrittore (alcolizzato) Venedikt Erofeev, uscito in Italia sotto diversi titoli, anche se l’edizione migliore è probabilmente l’ultima, Mosca-Petuškì, pubblicata da Quodlibet con la traduzione di Paolo Nori.

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

Perché tutti questi libri citati? La risposta è che credo siano, se non indispensabili, comunque utili a chi, non avendo come me un’esperienza diretta e approfondita della cultura russa, volesse cominciare a capire, al di là degli stereotipi, il complicato e spesso tragico rapporto del popolo russo e dei popoli dell’ex-Unione Sovietica con l’alcol.

Rapporto che è anche al centro di questo nuovo libro, ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, che ne esamina il lato relativo alla grafica e alla comunicazione, raccogliendo decine e decine di poster di propaganda anti-alcolica commissionati dal regime dagli anni ’60 agli anni ’80, soprattutto durante la campagna proibizionista portata avanti da Gorbaciov durante la sua presidenza.

Pubblicato da Fuel, studio di design e casa editrice indipendente inglese (che tra l’altro ha anche un enorme archivio relativo ai tatuaggi dei criminali russi), il libro mette assieme manifesti straordinari, pezzi a volte mai visti prima qua in occidente, che tra l’altro proprio in questi giorni sono i protagonisti di una mostra a Londra.

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

ALCOHOL: Soviet Anti-Alcohol Posters, Fuel 2017

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