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Carissime Dolomiti: un libro raccoglie 240 cartoline dei “Monti Pallidi” dagli anni ’20 agli anni ’60

Non conosco personalmente Giancarlo Pauletto. So che è nato nel 1941 a Portogruaro, è laureato in filosofia, ha insegnato alle scuole superiori e ha vissuto diverse vite, come storico dell’arte, come curatore di centinaia di mostre, come critico d’arte, come poeta e come ciclista.
Certo, mi sono ritrovata spesso a leggere le sue parole, come quando scrisse Un alpinista qualunque (Ediciclo Editore) nel 2018, ma le nostre strade non si sono mai veramente incrociate. Eppure, nonostante siamo due sconosciuti, ci sono due elementi che sembrano essere fortemente al centro di entrambe le nostre vite: la montagna e la fotografia. La prima Pauletto l’ha incontrata da bambino, quando dalla sua casa nel Veneto orientale vedeva distintamente le Prealpi bellunesi e carniche, immaginando avventure che avrebbe poi compiuto, da solo o con gli amici, una volta diventato grande. La seconda invece è frutto della lunga carriera di critico e curatore, fin dagli anni ’70.

Carissime Dolomiti
AUTORE
Giancarlo Pauletto
Editore
Ediciclo Editore

Poi, ad un certo punto, queste due passioni si incontrano sotto forma di un rettangolo di carta spessa con una bella stampa da un lato e righe e spazio per scrivere dall’altro: la cartolina.
Pauletto è a casa di un amico, un noto pittore di origine friulana diventato veneziano d’adozione, e nel disordine tipico di ogni artista si ritrova a rigirare tra le mani uno steccato, un sentiero dentro la neve, una chiesetta presumibilmente romanica. Prima che finisca gettata via, decide di portare con sé quella cartolina, frammento di un inverno perfetto immortalato su cartoncino. Ma la scintilla vera e propria scatta solo negli anni ’80, quando durante un giro in bici Pauletto visita un mercatino dell’antiquariato e dà inizio a una ricerca che in 30 anni lo porterà a raccogliere 400 cartoline che raccontano di quelle montagne dove vorrebbe passare più tempo.

Con l’incoraggiamento di un’amica, una selezione della sua collezione — circa 160 cartoline — diventa una mostra accolta con favore da visitatori che grazie a quelle immagini riscoprono un piacere oramai andato perduto. Da lì l’idea di trasformare la sua raccolta in un libro. 
Ecco, questa è la storia di Carissime Dolomiti, un volume pubblicato da Ediciclo Editore e uscito qualche mese fa. Lo tengo tra le mani in questo pomeriggio d’autunno romano e, se potessi, incollerei il naso alle pagine come una bambina davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli.

Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)

Pauletto ha organizzato le cartoline, che sono 240 e che coprono il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’60, secondo un criterio geografico: raccontano le Dolomiti da occidente a oriente, da nord a sud, con piccole incursioni nella zona dello Stelvio e nelle Alpi Giulie. Sono correlate di informazioni su date, editori, fotografi e dimensioni, perché al lettore non manchi nessun elemento. 
Gli effetti collaterali di questa lettura sono prevedibili: chi ha frequentato quelle terre alte potrebbe provare una certa nostalgia, altri invece si potrebbero imbattere nella scoperta di un passato che aveva un aspetto diverso dal presente di quei luoghi che conosciamo oggi. Altri infine potrebbero incredibilmente riconoscere immagini che hanno anche loro spedito o ricevuto o ereditato da qualche parente.

Non ho memoria dall’ultima volta che ho spedito una cartolina dalla montagna o ne ho ricevuta una e devo dire che non ne vado fiera. Sarà perché invece ricordo benissimo il sapore della colla del francobollo sulla lingua. E ricordo quelle che compravo nei rifugi solo per avere un cimelio, quelle che poi finivano a fare da segnalibro mentre ero stesa su un prato e non sapevo come ritrovare dove fossi arrivata nella mia lettura.
Se potessi spedirne una oggi, saprei già quale valle vorrei che fosse raffigurata e cosa scriverei sul retro: «Ti saluto dal mio posto felice!».

Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
Giancarlo Pauletto, “Carissime Dolomiti” Ediciclo Editore, 2021
(foto: Giulia Ficicchia)
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