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Feelings Cookery: il progetto universitario di una rivista che parla di emozioni come fossero ricette di cucina

Se c’è una ricetta per la felicità, nessuno l’ha ancora trovata. Probabilmente non esiste, o comunque è improbabile che ce ne sia una valida sempre e comunque, e che funzioni per chiunque.
Come per alcune specialità gastronomiche, anche nella ricerca della felicità si tende a un ideale, che come tale risiede nel platonico iperuranio, il quale non ci è dato raggiungere col corpo ma solo con l’intelletto. Quaggiù sulla terra, dunque, possiamo solo aspirare a delle pallide copie delle idee originali e perfette.
Ciò non ci vieta, tuttavia, di continuare a provare. Di cercare gli ingredienti e i procedimenti giusti, di accumulare ispirazioni, spunti, esempi, storie, tanto per La Carbonara quanto per La Felicità. Per parafrasare il famoso detto, non è la ricerca della carbonara felicità essa stessa la carbonara felicità?

Il giovane designer Nicolò Luise ha quindi deciso di tentare, trattando le emozioni come fossero ricette, e l’ha fatto in un progetto universitario realizzato durante il semestre Erasmus presso l’università EINA di Barcellona.
«Ho progettato una rivista che si chiama Feelings Cookery ed è pensata come un magazine trimestrale in cui raccontare i sentimenti attraverso la formula del classico ricettario di cucina» spiega Luise, che ha 24 anni, vive a Martellago, un piccolo paese del veneziano, e ha frequentato l’università IUAV di Venezia, prima la triennale in Disegno Industriale e Multimedia e ora il biennio magistrale in Design della Comunicazione, che sta per completare.

Innamorato della genuinità ma diabolicamente attratto dai particolari («provo una forte attrazione per i dettagli, sia quelli che mi portano magari a fantasticare, ridere o ragionare, ma anche per quelli che mi destabilizzano e magari non mi fanno dormire la notte» dice), Nicolò ha prodotto un solo, primo, sperimentale numero, molto curato e dedicato appunto alla felicità.
Di seguito il suo racconto del lavoro fatto.

(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)

Barcellona è una città grandissima con tante persone provenienti da tutto il mondo. «Un aeroporto dove la gente va e viene» l’aveva definita il mio coinquilino durante la mia permanenza. È una città che mi ha stimolato e suggerito tanto, che mi ha fatto crescere personalmente, e che mi fatto conoscere un punto di vista diverso riguardo la progettazione.
Il progetto di Feelings Cookery nasce in questo contesto, durante la mia esperienza Erasmus all’università EINA di Barcellona, nel corso del primo semestre accademico di quest’anno.

Alla proposta della professoressa Eulàlia Hernández di progettare una rivista, naturalmente mi sono posto molte domande, ma quella che mi balenava principalmente per la testa era: «di cosa mi piacerebbe raccontare?».
Volevo che l’ambito narrativo mi incentivasse a raccogliere e cercare sempre più informazioni e che portasse un po’ della mia visione in un ambito progettuale differente da quello a cui ero abituato.

(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)

L’idea è stata quindi quella di creare un “ricettario di sentimenti”, un concetto che mi ha permesso di argomentare attraverso una chiave di lettura che comprendesse due tematiche — la cucina e l’emotività — su cui da sempre mi piace ragionare e sperimentare.

Concretamente, la rivista ipotizza una pubblicazione trimestrale, dove ogni numero prende in considerazione una percezione emotiva su cui si basa la narrazione generale. Questo mi ha permesso di ragionare sulla visione delle emozioni, un aspetto del tutto soggettivo, che mi ha dato modo di inserire articoli totalmente diversi l’uno dall’altro, con la possibilità di poter suggerire interpretazioni differenti al lettore.

(courtesy: Nicolò Luise)

Internamente il racconto viene gestito da quattro sezioni, quasi tutte ricorrenti, che contengono gli articoli. Trattano di fotografia e viaggio, e di curiosità nel mondo del cibo. Ci sono poi una sezione speciale, che cambierà in base al numero, e una riguardante il tema del design e della pianificazione.

Il primo numero prende in esame la felicità, e racchiude articoli di vario genere: da come si può morire felicemente con il cioccolato, ai viaggi per raccogliere prove fotografiche sulla felicità nel volto di donne anziane in Korea, oppure la correlazione tra felicità e sport raccontata da Bebe Vio (questa è situata nella sezione speciale, che in questo caso riguarda lo sport).
E poi racconti che dimostrano la soggettività o il significato differente attribuito da ogni persona al significato di felicità.

(courtesy: Nicolò Luise)

Tutti gli articoli vengono introdotti come se fossero delle ricette.
Come in un ricettario vi sono quindi i tempi di lettura, gli ingredienti principali del racconto, il livello di difficoltà per poter intraprendere lo stesso cammino, o comunque un cammino simile, e con chi sarebbe opportuno condividere quel determinato articolo.

A differenza di un vero ricettario, tuttavia, la rivista non vuole fornire spiegazioni o procedimenti da eseguire passo per passo, come in un effettivo libro di cucina, ma solamente suggerire storie da poter raccontare e su cui ragionare.

(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
(courtesy: Nicolò Luise)
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