Partecipa al Booktober. Dal 1º al 31 ottobre.
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)

Tesori d’archivio: una collezione di lattine di birra che copre decenni di storia

Lei fotografa, lui anche, Julia Stotz e Brian Guido sono moglie e marito, vivono a Los Angeles in una bella e luminosa casa-studio e collaborano con alcune tra le più prestigiose aziende e riviste a livello internazionale, che si tratti di still life e food photography (le specialità di Stotz) o di ritratti e servizi di fotografia documentaristica (che invece sono più nelle corde di Guido).

Nell’aprile dell’anno scorso, la coppia si è messa a lavorare a quattro mano su un bel progetto di archiviazione per immagini di una collezione di lattine di birra, alcune delle quali vecchie di decenni, postandole poi tutte quante su un account Instagram creato ad hoc, Dad’s Cans, che fin dal nome suggerisce la provenienza di quell’alcolica raccolta.
«Fin da quando era un ragazzino negli anni ’60, mio padre ha sempre collezionato lattine» mi ha raccontato Stotz. «Ha iniziato ad appena 13 anni, quando ne trovò una tutta arrugginita per strada. Era il tipo di lattina che un collezionista avrebbe potuto lasciare andare, dal momento che non era intatta né aperta correttamente, ma a lui non li importava. Sua madre lo aiutò a iniziare, e presto si ritrovò con una bella raccolta. Ogni lattina che beveva, cercava di metterla da parte. Di solito provava ad aprire le lattine dal basso [è così che fanno i collezionisti, ndr], ma a volte aveva troppa sete e si dimenticava. Alla fine gliene cominciarono ad arrivare dal resto della famiglia, dagli amici, dai suoi studenti e da tutto il mondo».

(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)

Negli anni il padre di Stotz ha messo insieme quasi 1000 pezzi differenti, che teneva sparsi per casa. Qualche tempo fa, però, si è deciso di immagazzinare gran parte della collezione in soffitta, richiudendola all’interno di 27 grosse casse. È in quel momento che Stotz e il marito hanno pensato che sarebbe stato bello far “uscire” la raccolta dalle mura di quella casa. Hanno quindi iniziato a ritrarre le lattine una a una, sempre allo stesso modo, su fondo uniforme rosa, per far risaltare le caratteristiche di ciascuna.

Nel momento in cui scrivo, sull’account ci sono 350 pezzi, alcuni di decenni fa, tra cui esemplari molto interessanti dal punto di vista del design.
Quando chiedo a Stotz quali siano i suoi preferiti, le mi risponde che è difficile scegliere, e che adora «guardare i diversi decenni e paesi in cui sono stati realizzati, e vedere tutti i caratteri colorati e le scelte di stile. Mi piace che le persone che seguono questa collezione siano ugualmente interessate alla birra e al design. È come guardare un intero secolo, di tempo che è passato e di piacere culturale».

(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
(courtesy: Julia Stotz e Brian Guido)
Un messaggio

Frizzifrizzi è sempre stato e sempre rimarrà gratuito. Si tratta di un progetto realizzato ogni giorno con amore e con impegno. La volontà è di continuare a farlo cercando di tenere al minimo la pubblicità. Per questo ti chiediamo una mano — se vorrai — con una piccola donazione. Potrai farla su PayPal.

GRAZIE DI CUORE.