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Arabic Book Cover Archive: intervista al fondatore dell’archivio online di grafiche di copertina in lingua araba

Grazie alla digitalizzazione degli archivi e a tanti appassionati che fanno ricerca e postano le loro scoperte e le loro collezioni in rete, soprattutto su Instagram, oggi i “tesori” della grafica del passato non sono solo appannaggio degli addetti ai lavori.
La maggior parte del materiale a disposizione, però, è relativa all’universo estetico-progettuale dei paesi occidentali, alla ex galassia sovietica e alle superpotenze orientali come Giappone e Cina.
Della grafica relativa al mondo arabo, ad esempio, conosciamo ben poco, e altrettanto scarse sono le risorse a disposizione, sia a livello critico-teorico che puramente visivo. Non è solo questione di divario linguistico, perché sono gli stessi designer dei paesi a lingua araba a lamentare un vuoto a livello di documentazione e di archivi. Vuoto che qualcuno sta provando a riempire.

32 anni, egiziano, ricercatore, scrittore e designer con un master alla Central Saint Martins di Londra, Moe Elhossieny è tornato al Cairo dopo un paio di anni nel Regno Unito e ha iniziato a lavorare in un’agenzia di comunicazione, che ha poi lasciato per dedicarsi a tempo pieno a un progetto di ricerca chiamato Design Repository. Tra le prime attività di questa nuova realtà c’è un grande archivio online di copertine di libri in lingua araba. Si chiama Arabic Book Cover Archive (ora Arabic Design Archive), è pieno di veri e propri gioielli di grafica e al momento è solo su Instagram.

Per saperne di più ho intervistato Elhossieny.

(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

Ho letto su It’s Nice That che sei un designer. Qual è il tuo background?

Ho conseguito una laurea in Arti grafiche in Egitto, presso la facoltà di Belle arti, dell’Università di Helwan. Ho poi lavorato per alcuni anni nella pubblicità facendo principalmente spot per la televisione e la stampa.
Nel 2016 mi sono trasferito a Londra per conseguire il master in Communication Design alla Central Saint Martins. In seguito sono tornato al Cairo e sono entrato in una società di comunicazione e pubblicità come experience and design director, a capo di alcuni progetti che variavano tra design e pubblicità, ma tendevo maggiormente alla pubblicità.

Come hai cominciato a collezionare questi libri?

Qualche tempo fa ho preso l’abitudine di fare passeggiate per il Cairo durante i fine settimana. All’inizio mi focalizzavo sul paesaggio della città, che è assai stimolante, e mi fissavo con cose come la tipografia, la grafica vernacolare, la segnaletica e l’architettura.
Nel corso di queste passeggiate passavo per i mercatini di libri usati che conoscevo e amavo. I mercati sono quel tipo di posto in cui entrare e perdere il senso del luogo. C’è della magia. Tra tutto il rumore delle persone che urlano e camminano in un’area minuscola, l’ambiente visivo è molto, molto stimolante e visivamente appagante (almeno per me).
Quei mercatini avevano per lo più libri davvero vecchi, con colori vividi e trattamenti tipografici “urlanti”, il che mi affascinava. Mi sono reso conto di non provare le stesse sensazioni entrando nelle librerie importanti, con l’aria condizionata, una macchina del caffè nell’angolo del negozio e i libri ben organizzati sugli scaffali. Quei libri non mi hanno mai entusiasmato: troppo “facili”, troppo “informatizzati”, privi di identità e idee.

Titolo: “La protezione di un africano”
Autore: Saad Zaghlol Nassar
Designer: Mamdooh Abden
Anno: sconosciuto
Editore: The National House for printing
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “I giorni”
Autore: Taha Hussien
Designer: Hussien Bicar
Anno: 1942
Editore: Al Marif Publisher, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

È in quel momento che hai deciso di metterti a far ricerca?

Quando il mio interesse per il design arabo ha iniziato a crescere, mi sono messo ad approfondire la questione dell’identità, sperando che potesse informare il mio lavoro.
Ho iniziato a incuriosirmi, a voler acquisire maggiori conoscenze sull’argomento, quindi ho cominciato a farmi domande, all’inizio molto ovvie: esiste un libro sulla storia dei disegni delle copertine dei libri arabi? C’è qualcuno che documenta, archivia e scrive di questi bellissimi libri?
Col tempo mi sono reso conto che, per entrambi gli interrogativi, la risposta era negativa, o che comunque non di documentazione ce n’era davvero poca rispetto a quanto mi sarei aspettato.
Così, durante le passeggiate, ho iniziato a raccogliere quei libri, in principio senza alcuno schema preciso in mente, e poi a scannerizzarli. Per me è diventata un’attività quasi religiosa fare quelle passeggiate.
Lo scorso febbraio, durante le prime fasi della pandemia, mi sono dimesso. Alcuni mi hanno detto «sei pazzo? In mezzo a tutte le incertezze, dovresti aggrapparti a ciò che hai». Ma per me era diverso, sentivo che quello era il momento perfetto per fare qualcosa di mio, concentrandomi sulle cose che mi piacevano e mi divertivano di più.
Dopo essermi licenziato ho lanciato il mio spazio, che si chiama Design Repository. Si concentra sulla conduzione di progetti di ricerca e incoraggia la scrittura critica e riflessiva come pratica inseparabile dal design.
Ci sono già alcuni progetti, al momento, e l’archivio del design delle copertine dei libri in arabo è uno di questi. Un altro è The Type Walks Egypt, Syria and Tunisia.

Titolo: “Storie e Racconti del Cairo”
Autore: Abul Menuim Shamis
Designer: Hussien Bicar
Anno: 1984
Editore: Al Ahram Gate, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “Non posso pensare mentre ballo”
Autore: Ihsan Abdel Quddous
Designer: Moustafa Hussien
Anno: 1973
Editore: Al Shrouk, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

Quando hai pensato di archiviare le copertine su Instagram, e perché hai scelto questa piattaforma?

Ho attivato l’account a inizio 2020. Il motivo della scelta è che trovo che Instagram sia un ottimo modo per creare una comunità attorno a un interesse condiviso.
Non postiamo tutto il materiale che raccogliamo perché lo riserviamo per il sito (sul quale al momento stiamo lavorando). Il sito web sarà accessibile a tutti gratuitamente, e rivolto principalmente a ricercatori, studenti, storici e professionisti di arte e design.
Instagram ci permette di condividere la conoscenza, invece che rinchiuderla in archivi privati, tenuti ad esempio dalle grandi università e utilizzati solo da chi, in quelle università, ci lavora e ci studia, o in grandi e vecchie istituzioni che di solito non forniscono una buona esperienza di ricerca, e che possono essere demotivanti per ricercatori e appassionati.

Come scegliete le copertine da pubblicare sull’ArabicBookCoverArchive?

I libri che condividiamo su Instagram li scegliamo in base a ciò che pensiamo possa essere interessante per le persone. L’intera collezione, come già accennato, è molto più grande di quella visibile su Instagram.
Generalmente, nel raccogliere libri per il nostro archivio, cerchiamo, al meglio delle nostre capacità, di non focalizzarci su alcuna caratteristica distintiva: il nostro scopo è fornire alle persone quanto più materiale possibile, e quindi ricercatori, studiosi e professionisti possono prendere quello che ritengono adatto alla loro specifica area di indagine.

Titolo: “50 Anni di Arte”
Autori: Kamal Al Malakh e Rushdy Istandar
Designer: sconosciuto
Anno: 1962
Editore: Al Marif Publisher, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “Composizione musicale”
Autore: Davy
Traduzione: Samiha Alkholy
Designer: sconosciuto
Anno: 1965
Editore: Al Marif Publisher, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

Qual è il tuo stile preferito, o quale decade, e perché?

Personalmente mi piace lo stile di Helmi Altuni e di Mohidin Elabbad. In entrambi i casi non si tratta solo di designer ma anche di artisti e letterer.
Il loro stile ha una chiara identità e autenticità: nel layout, negli elementi illustrati, nei trattamenti tipografici, nel lettering.

Cos’hai imparato, durante la tua ricerca, sul design editoriale arabo?

Ho capito che il design arabo ha una storia molto ricca, che mi ha ispirato e motivato.
Ho imparato che, oltre che cercare visibilità all’esterno, abbiamo soprattutto bisogno di guardarci dentro, per studiare e riflettere su noi stessi. Nel campo del design arabo abbiamo fatto piccoli passi, ma è un buon inizio.

Title: “Il disastro che ci minaccia”.
Autore: Salah Issa
Designer: Mohieddin Ellabbad
Anno: 1987
Editore: Madboli, Egitto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “La notte dell’arresto di Fatma”
Autrice: Sekinah Fouad
Designer: Hussien Bicar
Anno: 1980
Editore: Book of the day
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

Ho letto che hai una piccola squadra di ricercatori. Hai in programma di espanderti in altri paesi di lingua araba?

La nostra squadra è attualmente dislocata tra Egitto, Palestina, Libano e, più di recente, Marocco e Tunisia. Ci stiamo quindi espandendo rapidamente.
Il nostro obiettivo è fornire alla regione uno specchio della propria storia visiva attraverso le copertine dei libri arabi. E, su scala globale, contaminare il design globale con quello arabo. Sarebbe un prezioso elemento in più: pensiamo che la cultura del design globale sarebbe migliore con al suo interno anche quella araba.

So davvero poco sull’editoria araba — quindi mi scuso se la mia domanda sembrerà stupida. Come funziona il settore? Ad esempio: il libro di una casa editrice egiziana esce anche in Giordania, e viceversa?

Non preoccuparti, non ci sono domande stupide. E la risposta è un po’ complicata. Ci sono case editrici, nella regione, che hanno più punti vendita in alcuni paesi, quindi producono libri che escono in diverse aree. A volte gli editori producono libri che vengono venduti nelle librerie di paesi diversi. Inoltre, a volte due editori co-producono un libro che poi esce in quei paesi.
Le fiere del libro sono un ottimo modo, per gli editori di diverse aree, di riunirsi in un unico luogo. Mentre ti scrivo ce n’è proprio una a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, alla quale partecipano alcuni editori egiziani.

Titolo: “Volti sulla riva”
Autore: Abdelrahman Al Abnudi
Designer: Helmi Eltuni
Anno: 1975
Editore: General Egyptian Book Organization
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “Otello”
Autore: William Shakespeare
Traduzione: Khalil Mutran
Designer: Hussien Bikar
Anno: 1976
Publisher: sconosciuto
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)

Quali sono, riguardo all’archivio, i tuoi progetti per il prossimo futuro?

Come accennato in precedenza, il primo passo è fornire alle persone una buona esperienza di ricerca attraverso un archivio digitale con tutte le informazioni necessarie per condurre la ricerca. Attualmente stiamo dunque lavorando a tale archivio, che verrà lanciato il prossimo anno.

Hai mai progettato la copertina di un libro?

Durante gli anni della scuola ho progettato riviste ma, ironicamente, mai libri.
Le case editrici, qui, stanno diventando sempre più abitudinarie, lavorando nei modi e con le persone che conoscono già. Raramente si avvicinano ad altri professionisti per commissionare nuovi libri. Coloro che progettano libri sono quasi sempre gli stessi, più o meno in tutte le case editrici, perlomeno in Egitto.
Tuttavia, grazie alla ricerca che sto portando avanti, alcuni editori si sono resi conto di quanto io sia “ossessionato” da questo tema e mi hanno contattato per dei progetti. Quindi lo farò presto, e la trovo una cosa fantastica.

Titolo: “Ispirato dalle rocce, un poema”
Autore: Sobhi Yasin
Designer: sconosciuto
Anno: sconosciuto
Editore: Publisher: Ibn Hazm, Libano
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Titolo: “La inseguimento”
Autore: Said Ali
Designer: Mohieddin Ellabbad
Anno: 1991
Editore: Arab Falcon for publishing
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Una pubblicità d’epoca
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Una pubblicità d’epoca
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
Una pubblicità d’epoca
(courtesy: Arabic Book Cover Archive)
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