Il mio Gigi: da una tesi di laurea, un gioco interattivo di grammatica inclusiva

Quando si incomincia a studiarla, durante primissimi anni della scuola primaria, la grammatica può trasformarsi in un incubo. Per alcuni, effettivamente, lo diventa, condizionando in negativo quelle che sono le basi dell’apprendimento. Invece di una bella, anche se talvolta un po’ complicata passeggiata in montagna, in direzione di un’accessibile vetta dalla quale gettare uno sguardo di insieme sul linguaggio e incominciare a orientarsi nella comprensione e nella produzione di un testo, il percorso può trasformarsi in un’ostica arrampicata con pochi appigli verso un picco che sembra irraggiungibile e che minaccia di gettare una lunga ombra di insicurezza e confusione della quale non si vede la fine.

Per questo è importante riflettere sulle modalità e gli strumenti di insegnamento e, se necessario, intervenire laddove sia possibile farlo. «Nell’apprendimento la diversità è la regola e non l’eccezione», spiega la giovane designer Carlotta Maria Albiero citando Anne Meyer, David H. Rose e David Gordon, autori, nel 2014, di Universal Design for Learning: Theory & Practice, testo fondamentale per chiunque oggi si occupi di didattica innovativa e inclusiva.

Se non imparo nel modo in cui insegni, insegnami nel modo in cui imparo.

Harry Chasty, psicologo dell’educazione
(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

Classe 1997, Albiero si è da poco laureata in Disegno industriale e multimedia presso l’Università IUAV di Venezia e per la sua tesi ha lavorato a un gioco didattico pensato per l’insegnamento della grammatica italiana.
Si chiama Il mio Gigi ed è adatto a tutti i bambini e le bambine dai sette anni, sia chi presenta uno sviluppo tipico del linguaggio sia chi ha disturbi dell’apprendimento, disturbi del linguaggio e deficit dell’udito, oltre a coloro che stanno imparando l’italiano come seconda lingua.

«Questo progetto di laurea nasce come punto di incontro tra i miei studi universitari e liceali. Mentre il mio percorso liceale, di stampo socio pedagogico, mi ha aiutata a costruire una sensibilità nei confronti dei temi legati all’infanzia, in particolare alle problematiche che possono sorgere durante la prima scolarizzazione, l’università mi ha fornito gli strumenti per poter rispondere attivamente a questi problemi», mi ha spiegato Carlotta Maria.
Sempre felice e orgoglioso di mostrare ai lettori di Frizzifrizzi delle tesi di laurea interessanti, le chiesto di raccontare il suo progetto.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

La comunicazione visiva può migliorare la didattica inclusiva?
Ho risposto a questa domanda progettando Il Mio Gigi, gioco interattivo di grammatica inclusiva, uno strumento didattico che si pone l’obiettivo di risaltare le potenzialità della comunicazione visiva in un gioco che supporti il bambino nell’apprendimento.

Chi è familiare a questo settore, non ignora l’esistenza di una branca del design chiamata “design for all”, che ha l’intento specifico di applicare una metodologia progettuale ad ampio spettro per progettare prodotti e ambienti che siano di per sé accessibili ad ogni categoria di persone, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)
(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

Tale metodologia rimane però legata al design del prodotto senza vedere particolari applicazioni nel design della comunicazione. Si tende infatti a concepire che l’inclusività degli utenti coincida con l’abbattimento delle barriere architettoniche o strumentali senza tenere in considerazione che la fruibilità delle informazioni è necessaria per ottenere un’esperienza di progetto inclusiva a 360 gradi.

Il mio Gigi si propone di rifarsi ai principi del “design for all” applicati alla grafica, costruendo un impalcatura solida per una conoscenza inclusiva e adatta a tutti. Lo strumento deve la sua efficacia all’indispensabile collaborazione con le dottoresse Beatrice Giuliano, Elisa Piccoli e Silvia D’Ortenzio, che grazie alle loro conoscenze linguistiche e le loro esperienze nel campo mi hanno aiutata a ideare e strutturare efficacemente il gioco.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

Chi è Gigi?
Il mio Gigi è per tutti i bambini dai 7 anni, bambini a sviluppo tipico del linguaggio, bambini con difficoltà nella produzione e comprensione dell’italiano (con deficit dell’udito, disturbo primario del linguaggio, disturbo specifico dell’apprendimento) e bambini che apprendono l’italiano come lingua seconda.

Lo strumento è composto da una scatola libro, una lavagna magnetica, 150 tessere magnetiche, un manuale d’uso e cinque pennarelli.

Gigi, il libro, è sia il protagonista del gioco che il gioco stesso. Visualizzare il libro come un compagno di avventure aiuta ad evitare la crescita dell’astio nei confronti della lettura che spesso si riscontra in soggetti con difficoltà nella comprensione di testi scritti.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

La seconda di copertina è una lavagna magnetica, necessaria per avere una superficie scrivente e per permettere lo spostamento delle tessere.
Grazie alle calamite poste sulla costa sono possibili due modalità di utilizzo: la prima mantenendo il supporto inclinato, la seconda separandolo dalla struttura.

La seconda modalità permette la visualizzazione dell’abbecedario, appositamente inserito per aiutare i bambini con dislessia nella delicata transizione dall’alfabeto maiuscolo a quello minuscolo.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

Le 150 tessere magnetiche si presentano con forme diverse a seconda della funzione (verbo, nome, elemento funzionale, cornice e traccia) così da aiutare la visualizzazione degli elementi della frase.

Lo spessore di ogni tessera è di 5mm per permettere una facile manipolazione anche da soggetti con difficoltà motorie.

Le tessere sono stampate su una particolare carta non patinata e avoriata in maniera da evitare i riflessi e contrasti che possono rendere difficoltosa la lettura.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

Le illustrazioni presenti sono state studiate per rappresentare la parola supportando la lettura.
Sono facilmente riconoscibili ma non sono stereotipate.
La bidimensionalità e la semplicità sono scelte stilistiche finalizzate a favorire una maggiore efficacia.

Le tessere sono suddivise all’interno di tre sacchetti in stoffa che servono sia per organizzare gli elementi che per aumentare la curiosità e permettere una più facile estrazione.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

All’interno della scatola-libro troviamo anche Il mio Gigi spiegato, un manuale d’uso in teoria ed in pratica che vede come principali autrici Beatrice Giuliano, Elisa Piccoli e Silvia D’Ortenzio.

Il manuale spiega con una particolare attenzione al linguaggio (accessibile sia ad un genitore che ad uno tutor specializzato), la teoria su cui si basa il gioco e la sua corretta messa in pratica.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)
(courtesy: Carlotta Maria Albiero)
(courtesy: Carlotta Maria Albiero)

L’ultimo breve capitolo, redatto da me, tratta la ricerca tipografica-visuale svolta per la progettazione del gioco elencando i suggerimenti compositivi che permettono di formattare un testo ad alta leggibilità.

Tutto il gioco utilizza Biancoenero®, l’unica font italiana ad alta leggibilità con concessione gratuita per utilizzo personale, fattore indispensabile per una facile reperibilità e per permettere una continuità di utilizzo nel tempo.


Progettista: Carlotta Maria Albiero.
Ringraziamenti: dott.ssa Beatrice Giuliano, dott.ssa Elisa Piccoli e dott.ssaSilvia D’Ortenzio.

(courtesy: Carlotta Maria Albiero)
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