Discarded Magazine: la dignità delle fotografie scartate

Ogni atto porta con sé delle domande, domande che sorgono prima, durante o dopo l’atto stesso (quelle a posteriori nascono specialmente quando ci si rende conto di aver fatto un errore, e l’interrogativo non è altro che la selezione naturale che ci prende da parte e prova a darci un’altra possibilità) ma che spesso, più o meno deliberatamente, decidiamo di ignorare, perdendo in questo modo un’occasione preziosa per capire meglio noi stessi e ciò che abbiamo attorno.
Nella fotografia, oltre all’atto di scattare una foto (che a sua volta è composto da una sequenza di innumerevoli atti minori, secondari o di fondamentale importanza: la scelta del soggetto, la tempistica, il punto di vista, lo strumento, l’inquadratura…) c’è anche quello di scartarla: scattare/scartare, tra il produrre un’immagine e il buttarla via c’è appena un cambio di lettera.

Ogni foto gettata nel cestino — reale o digitale che esso sia — è dunque un potenziale serbatoio di domande: cos’ha che non va? Non è una buona foto in sé o non lo è rispetto alla foto che volevo scattare? Il risultato ha tradito l’intenzione? Non dice nulla? O, al contrario, rivela troppo? È simile a un’altra e quindi ridondante? E perché quella sì e questa no?
Per chi fa fotografia e/o si occupa di editing, interrogativi come questi sono d’inestimabile valore, e appaiono in filigrana anche a chi si trova di fronte a degli scatti esplicitamente considerati come degli scarti. Per questo, poco meno di un anno fa, salutai con grande interesse la nascita di un’iniziativa come Discarded Photos Project, account Instagram dedicato alle fotografie scartate, creato dall’artista napoletano Santolo Felaco, che intervistai.

Ai margini dell’intervista, Felaco sembrava intenzionato a far crescere il progetto, ed è infatti notizia di oggi la nascita di Discarded Magazine, una nuova rivista online che si pone come evoluzione naturale del profilo Instagram.
Curato insieme al fotografo Gian Marco Sanna, Discarded Magazine si compone di due categorie, Discarded e Stories: la prima, come accadeva su Instagram, raccoglie gli “scarti” di singoli artisti, mentre la seconda, che trovo particolarmente intelligente e utile a chiunque lavori con le immagini, mette in evidenza non solo gli scatti “buoni” che compongono un progetto ma anche quelli rimaste fuori.

«Sarà un magazine che ruoterà intorno all’idea di scartato, di nascosto, di abbandonato. Sarà un modo per dare giustizia ed una seconda possibilità a tutte quelle foto che per qualche motivo sono state rifiutate», dice Felaco.

Online da poche ore, il magazine vede come ospiti Gabriele Lopez, Elide Blind, Germana Stella, Linda Zhengovà e Stavros Stamatiou per la sezione Discarded, e Loic Seguin, Marco Marzocchi, Alessia Rollo, Makis Makris e Melissa Schriek per le Stories.
Per chi fosse interessato a riaprire il proprio “cestino dei rifiuti”, qua ci sono le informazioni su come sottoporre i propri lavori al magazine.

co-fondatore e direttore

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