Disegna un biscione per il nuovo numero di Tazi Zine

Per i non milanesi cresciuti negli anni ’80 delle tv commerciali, di Bim Bum Bam, dei quiz di Mike Bongiorno e delle telenovelas su Rete 4, il biscione è diventato sinonimo dell’impero televisivo ed economico di Silvio Berlusconi. Simbolo prima di Milano 2 poi dalla rete privata Telemilano 85, da cui nacque Canale 5, il serpente stilizzato che è ancora oggi (ulteriormente semplificato) nel logo di Mediaset veniva utilizzato perlopiù in maniera dispregiativa, soprattutto nel periodo in cui il Cavaliere “scese in campo” e cominciò a far politica.

Ricordo bene una cassetta che nel ’94 uscì in allegato al settimanale satirico Cuore, dove una finta Cristina d’Avena cantava Voglia di biscione, e un’ancor più memorabile compilation (perlomeno per i cuori punkettoni) autoprodotta nello stesso anno, Oi! Against Silvio, dove pure bisce e biscioni non mancavano — cito Torneremo dei Coprofili: «per un’Italia a stelle e strisce ora invasa dalle bisce»; ed Evviva il Cavaliere degli Erode: «c’è chi ha deciso di non seguire più il biscione, c’è chi si rifiuta di applaudire il Cavaliere».
All’epoca quindicenne, ero stupidamente convinto che il biscione si trattasse di un’invenzione berlusconiana. Scoprii che così non era (ma avrei dovuto arrivarci pensando al marchio dell’Alfa Romeo, o a quello dell’Inter) durante l’ora di lettere, quando la prof., citando il celebre passo del Purgatorio di Dante — «la vipera che il Melanese accampa» — spiegò che quella vipera era proprio il biscione, stemma della famiglia Visconti e per secoli simbolo di Milano.

El bisun, la bissa: della quale non è ancora certa l’origine (i curiosi potranno approfondire le tante storie che sconfinano nella leggenda) ma che si ritrova un po’ ovunque, in città, nei suoi antichi domini e, appunto, in tante varianti, nei marchi di diverse aziende.
Biscione che è anche al centro del prossimo numero di Tazi Zine, fanzine focalizzata sulla lettura da un punto di vista grafico della città di Milano (qui su Frizzifrizzi ne abbiamo già parlato in un paio di occasioni).

«Questa volta si tratterà di un progetto collaborativo», mi hanno spiegato Fabrizio e Baco di Tazi Zine. «Abbiamo deciso di rivolgere un appello a creativi di ogni ambito per dare vita ad una pubblicazione collettiva e scoprire quali e quante diverse forme possa assumere un simbolo, carico di storie e significati. Ci piacerebbe che la chiamata arrivasse a più gente possibile».

Per partecipare al progetto si può inviare una propria interpretazione del biscione entro il 20 marzo 2020.
Tutte le informazioni per partecipare sono qui.

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