Un’animazione spiega la prosopagnosia, il deficit che impedisce di riconoscere i volti delle persone

Nei suoi saggi, il grande neurologo e scrittore Oliver Sacks descrive spesso la prosopagnosia, un deficit percettivo che impedisce chi ne soffre di riconoscere i volti.
Essendone lui stesso affetto, talvolta Sacks arriva a descrizioni piuttosto comiche, come quando ne L’occhio della mente racconta del suo appuntamento con un suo collega, prosopagnosico anche lui.
«In un modo o nell’altro, riuscimmo a trovarci e ci godemmo la cena insieme. Ma io ancora non ho idea di che aspetto abbia il dottor W., e probabilmente anche lui non riconoscerebbe me», scrive Sacks, avvertendo però di come situazioni apparentemente buffe come questa possono in realtà essere molto traumatiche: «Le persone con prosopagnosia grave possono essere incapaci di riconoscere il coniuge o di individuare il proprio figlio in un gruppo di bambini».

Questo lato drammatico esce fuori perfettamente in Carlotta’s Face, cortometraggio d’animazione che narra, per immagini, il disagio della protagonista, Carlotta.
La scuola, l’impossibilità di riconoscere i compagni e i professori, le discriminazioni, le “strategie di sopravvivenza”, tipo fare una lista con i nomi di tutti professori, le loro materie, il loro essere buoni o cattivi, il modo in cui si vestono — «Quando l’insegnante entrava in classe, io iniziavo a controllare sulla lista».

A un certo punto Carlotta dice qualcosa che mi rendo conto di non riuscire del tutto a comprendere: «Conosco me stessa ma non conosco il mio volto».
Quando però da un libro scopre che c’è chi si fa l’autoritratto toccando la propria faccia, prova anche lei e da quel momento non smette più.
Quando gli autori del cortometraggio — Valentin Riedl e Frédéric Schuld, neuroscienziato e filmmaker il primo, animatore e co-fondatore dello studio Fabian&Fred il secondo — si mettono al lavoro sulla sua storia, Carlotta ne ha già realizzati ben 1432.

Sottotitolato anche in italiano [basta attivare i sottotitoli premendo su CC] e selezionato in più di 200 festival in tutto il mondo, Carlotta’s Face ha già vinto decine di premi, e questa è solo una piccola parte di un progetto ancora più grande: Lost in Face, un lungometraggio sulla prosopagnosia che vedrà la luce nel 2020.

Altre storie
Dietro le quinte del MoMA: ricostruire la tela di un dipinto di inizio ‘900