Frizzifrizzi è in vacanza fino a inizio settembre.
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019 (fonte: formisteditions.co)

Ficciones Typografika: un libro dedicato a uno dei più importanti progetti di manifesti tipografici

In un giorno di primavera del 2013 il graphic designer americano Erik Brandt uscì nel cortile di casa sua, appese una grossa tavola in legno di cedro di 183 x 91 cm sulla parete del suo garage e iniziò — anche se allora ancora non lo sapeva — uno dei più interessanti progetti tipografici che si siano visti negli ultimi anni.

L’intento di Brandt — che viveva e lavorava a Minneapolis come designer e come docente dopo una vita da vero giramondo, passata tra Camerun, Malawi, Germania, Egitto e Giappone — era di attaccare a quella tavola i suoi esperimenti grafici e al contempo mostrare ai suoi studenti alcune interessanti idee provenienti dal resto del globo. Il 16 giugno del 2013 affisse il primo manifesto, che in breve tempo venne sostituito da un altro, poi un altro ancora, e un altro. Brandt scriveva a colleghi di tutto il mondo e li invitava a pensare a uno o più manifesti da incollare alla sua cornice e loro glieli mandavano.

Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)

Il progetto si guadagnò un nome — Ficciones Typografika, evidentemente ispirato alla più celebre tra le opere di Borges, Finzioni, raccolta di racconti che per Brandt costituiva una fonte inesauribile di ispirazione — e in breve la tavola di cedro e le Ficciones che il designer vi appiccicava assursero a fenomeno di culto nel mondo del design grafico.

Inizialmente solo su invito, quello che era ormai diventato uno delle più importanti luoghi espositivi del settore, perlopiù in un anonimo quartiere di una città dal clima inclemente e lontanissima da tutti i centri focali della cultura visiva internazionale, si aprì alla collaborazione di tutti coloro che volevano inviare i loro lavori.

Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)

In totale, da quel 16 giugno del 2013 fino al marzo del 2018, Brandt attaccò 1642 poster, fotografandoli tutti e andando a costruire una sorta di “pagine gialle” dei migliori professionisti e talenti emergenti della sperimentazione grafica e tipografica.
Quell’enorme archivio ora è diventato un libro, grazie al grande lavoro della casa editrice australiana Formist, che ha progettato un volume di oltre 600 pagine capace di raccoglie tutte le opere affisse, presentate con sovrapposti alcuni dettagli in dimensioni reali.

Ficciones Typografika, 1642, in uscita ad aprile, si può già ordinare online.
Le immagini sono accompagnate da un testo del graphic designer, artista e stampatore Ben DuVall, da una conversazione tra Brandt e il giornalista Paul Schmelzer e da una illuminante postfazione (che si può leggere integralmente qui) ad opera dello stesso Brandt.

Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
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Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
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Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
(fonte: formisteditions.co)
Erik Brandt, “Ficciones Typografika”, Formist Editions, aprile 2019
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