Il rigurgito di Sangue della moda italiana: intervista ad Angelo Milano

Vi ricordate di Roba di Sangue? Di Gianni, dei pomodori grigi, dei carciofi, delle forchette, della casa nero e del pitosforo?

Angelo Milano, ideatore-creatore-improvvisatore delle collezioni che dal 2012 mi regalano speranza per i malgustai, mi ha inviato il lookbook della SS16 che, come sempre, mi lascia stupefatta e colma di gioia. Ho guardato il video [lo trovi qua sotto] che racconta la realizzazione della collezione, mi sono fatta un paio di domande e le ho girate ad Angelo, anche se invece che utilizzare l’Internet avrei chiaramente preferito bere birra e passeggiare con lui per Grottaglie parlando di ispirazioni, festival morti, buyer cretini e porno italiano, ma tant’è.

* * *


Ciao Angelo,
guardavo il video della SS16 e mi è subito venuta in mente una domanda: quanta pazienza ci vuole nell’asciugare tutta la collezione col fon? Nessuno ti aiuta?

Di solito no, in quest’occasione in realtà mi ha aiutato una mia amica ma in generale non sono bravissimo a delegare o avere collaboratori. Ogni volta che ho lavorato con qualcuno mi sono trovato a dover dire agli altri cosa fare e non è cosa mia, preferirei trovarmi accanto una persona con iniziativa che non ha bisogno di guida, tanto anche io sto improvvisando nel frattempo.

Ogni tua collezione è totalmente diversa. Se con altri brand trovo dei punti fermi, qualcosa che stagione dopo stagione cambia, ma si ripete, con te è sempre una sorpresa. Quando mi invii il lookbook non ho mai idea di cosa troverò. Carciofi? Motivi arabeggianti? Palle di colore? Segui dei pensieri/ispirazioni nello sviluppo delle tue collezioni o è tutta improvvisazione?

All’inizio era un po’ tutto basato sull’estetica di Grottaglie, o del posto da cui vengo, che così suona più inafferrabile, adesso è una sorpresa anche per me. Per questa collezione ci ho messo letteralmente 5 giorni. Siamo quasi oltre l’improvvisazione.

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Mi racconti la storia di questa SS16?

Ero convinto di non volerne sapere più niente di fare vestiti, che a me che cazzo me ne frega, poi però mi fanno così tristezza quelli che vedo addosso alla gente che intravedo uno spiraglio, uno stimolo creativo forse.
Mi piacciono tanto le sfide, me ne auto impongo spesso. A giugno ero a Marsiglia per cose legate al mio lavoro vero (Studio Cromie) e c’era un buco di 5 giorni.

E che hai fatto in questi 5 giorni?

Complice Ryanair sono sceso giù, ho comprato un rotolo di lino e ci ho messo le mani sopra. È stato istintivo come un rigurgito: questa è l’immagine che più somiglia al posto che mi compete nel mondo della moda.
Ogni anno in fiera vedo le collezioni degli altri marchi uguali fra loro e, ancora peggio, sono le stesse identiche cose che facevano 30 anni fa altri designer, al tempo originali.
Con Sangue al momento voglio realizzare una linea il più lontano possibile da quello che si aspettano i negozianti deficienti che vengono alle fiere.
A parte pochi casi di gente illuminata dal gusto per la scommessa, capita raramente che un buyer rinsavisca dal dormiveglia provocato dai marchi di merda che compra e vende, e che si conceda il tempo e il piacere di scoprire qualcosa di nuovo. Il mio cliente si auto-seleziona per voglia di capire cosa sto facendo, come lo sto facendo ed è in grado di raccontarlo a sua volta ai suoi clienti. Quando queste coincidenze non si verificano non c’è interesse da parte loro, ma prima ancora da parte mia.

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Ti ho conosciuto grazie a Fame Festival e leggo sul blog che ci sarà un’altra edizione. Oltre a chiederti se sia o meno una notizia vera, vorrei sapere se hai mai pensato di unire illustrazione a moda, magari con qualche collaborazione. C’è una correlazione tra le due? E il porno italiano?

No, il Fame è felicemente morto. Continuo a lavorare con artisti e a produrre mostre, stampe e libri, ma il festival non lo faccio più.
No, non ho mai voluto mischiare le due cose perché del mio lavoro vero—quello della galleria e stamperia—ho una certa considerazione ed è bene tenerlo lontano dalla moda.
Del porno italiano ne so poco, ma sicuramente ci sono delle affinità con la moda, tanta finzione, poco piacere.

Credo che la t-shirt con tasche colorate (vasi?) possa starmi benissimo, esiste una versione femminile? Oltre allo shop online, dove posso trovare questa e le scorse collezioni di Sangue?

Per ogni disegno della collezione c’è sia la versione uomo che donna e oltre allo shop in cui poter comprare ci sono svariati negozi qui e lì. Quando qualcuno mi scrive di solito gli/le indico il negozio più vicino a casa sua.

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