Illustri, 11 illustratori under 40 che il mondo ci invidia

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Ospitata nella Basilica del Palladio a Vincenza, il 14 dicembre ha aperto Illustri, la mostra che porta in scena undici illustratori italiani under 40 per un totale di 170 opere esposte. Un percorso visivo e interattivo volto a valorizzare e far conoscere artisti che per estro e bravura sono riusciti a ritagliarsi un posto nel panorama internazionale.

Diligentemente, il 14 dicembre mi sono recata in quel di Vicenza per verificare di persona che quanto mi fosse stato presentato sulla carta valesse ben un tratto di A4. E sono soddisfatta di poter confermare che il pedaggio più una multa per aver parcheggiato in un ambiguo posteggio residenziale, sono stati ripagati dalla visita alle sale della mostra. Sotto la copertura delle capriate in legno della Basilica, i pannelli che ospitano le opere creano un caleidoscopio di colori e linguaggi differenti; ogni artista in mostra rivela la propria peculiarità in uno stile definito e caratterizzato.

Leggendo le didascalie che accompagnano la presentazione, saltano all’occhio nomi come The New York Times, The Washtington Post, The New Yorker, Le Monde, Kinder Ferrero, Nike e svariati altri. Solo alcuni dei nomi tratti dall’ampia sfilza di collaborazioni a curriculum degli illustratori. Tuttavia, anche senza questa ottima presentazione a corredo, non serve particolare acume per cogliere la qualità dei talenti in mostra: una giovanissima Olimpia Zagnoli (1988) che illustra con linee morbide dei temi in stile Beatles di Yellow Submarine, gli artwork in feltro di Jacopo Rosati, la grafica comunicativa di Mauro Gatti, quella che guarda al Giappone di Rubens Cantuni o vagamente azteca di Francesco Poroli. Senza dimenticare le realizzazioni digitali di Riccardo Guasco, coi suoi ciclisti che richiamano alle avanguardie fra ’20 e ’40, le serigrafie di Umberto Mischi, l’ironia un po’ macabra di Emiliano Ponzi e gli strabilianti lavori in carta del duo Bomboland. Curatore e allo stesso tempo artista in mostra è Ale Giorgini che presenta una rivisitazione di alcune locandine cinematografiche in versione fumetto. A chiudere le danze è il nome di Alessandro Gottardo aka Shout, il cui giovane nuotatore è stato scelto per la locandina ufficiale della mostra.

A rendere il tutto ancora più suggestivo, la possibilità di accedere a dei contenuti aggiuntivi di alcuni lavori selezionati. Una visione in realtà aumentata, cui si accede inquadrando col proprio smartphone (eh sì, dovete averne uno) l’immagine designata. Dopo aver scaricato l’app gratuita (Layar App), potrete visualizzare i contenuti interattivi presenti e ritrovarvi a contemplare il making of di alcuni lavori. La stessa operazione sarà possibile se acquisterete il catalogo.

E a tal proposito:
Scusi la sua professione?
“Faccio fumetti”
Eh?
“Faccio l’illustratore”
Ah, ok.

Con questa parole di Massimo Giacon introduce il catalogo proponendo una riflessione suggestiva sul “lavoro” di illustratore e sulle gioie e tribolazioni ad esso connesso.
Avete tempo fino al 12 gennaio per visitare la mostra e, in caso, smentirmi quando dico che c’è veramente spazio per vantarsi per simili nomi esposti.

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