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Creative Clash

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C’è la motivatrice e c’è il festaiolo presenzialista. Entrambi sono a capo di un’agenzia creativa. E sono tra i protagonisti di Creative Clash, gioco di carte ambientato nell’industria della comunicazione e del design creato a sua volta da un’agenzia creativa della Pennsylvania, The Infantree, che attraverso Kickstarter sta racimolando fondi per poter sviluppare il prototipo in una versione commerciale.

Lo sviluppo del gioco in realtà è molto semplice. Sei a capo di un’agenzia creativa, hai pochi soldi e il tuo ego è letteralmente a zero. Con un po’ di strategia—e una buona dose di fortuna—dovrai riuscire a utilizzare saggiamente il denaro per quello che è il traguardo finale, realizzando progetti semplicissimi ma che danno poca soddisfazione, tipo realizzare biglietti da visita, o cose più complesse come un’app o un libro per l’infanzia. Il problema è che ogni progetto richiede un buon numero di competenze (gli skills: nello sviluppo di programmi, nell’illustrazione, nel design, nel copywriting…) e soprattutto dei dipendenti che ci lavorino sopra. Ed ecco quindi Judith, tipografa a km-0; Linus, quello un po’ orso che odia gli stagisti; e Omar, a cui piace far bella figura ma non ha molta voglia di lavorare.

Creative Clash è pensato per essere giocato da un minimo di due a un massimo di quattro persone e le carte in tutto sono 125, comprese alcune chicche come i party (l’oblio alcolico ti farà scartare immediatamente ogni carta-evento in tuo possesso), la possibilità di fregare dipendenti ai rivali (più competenze accumulano i tuoi sottoposti, più diventano appetitosi per la concorrenza), il tizio tuttofare che fa tante cose e tutte male, o la fuffa inutile e decorativa tipo i pantaloni modello skinny o i designer toys. In pratica quel che succede davvero nel settore, ovviamente messo in maniera macchiettistica. Forse.

Mi accorgo ora di non aver specificato quale sia lo scopo finale di tutto. Non è poi così difficile da indovinare: gonfiare il tuo ego, ovviamente. Attraverso la realizzazione dei progetti ma anche accumulando fuffa. Proprio come succede ai veri creativi. Che ovviamente correranno a dare il loro obolo nella speranza che Creative Clash venga effettivamente prodotto e prima o poi arrivi a casa un mazzo, da aggiungere a sua volta alla fuffa che alimenta l’ego.

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