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alex raso 01

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7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Alex Raso.

Ciao Alex, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Sono di Savona, ho 35 anni. Fin dall’infanzia amo il disegno; ho maturato l’interesse negli anni del Liceo Artistico ma solo all’accademia di Belle Arti ho preso coscienza dell’illustrazione. Ciò nonostante sono sempre alla ricerca di quello che possono esprimere i materiali usando la curiosità come carburante ecologico.

Matita o penna grafica?
Matita, ma anche materiali diversi, come le lamette da barba con cui distribuisco il colore su fogli trattati a cera per i ritratti (guarda il video di come disegna con la tecnica della lametta), o i caratteri tipografici in legno comprati ai “marché aux puces” che utilizzo spesso per i logotipi.
Mi emoziona percepire la ruvidità della carta per mezzo dello scorrere della grafite. Raramente uso la penna grafica e comunque solo come compendio al disegno fatto a mano; amo la dimensione artigianale dell’illustratore e nelle mie illustrazioni cerco di usare il digitale con onestà.

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Cosa fai quando non disegni?
Quando non disegno suono e leggo, guardo i lavori di altri illustratori, cammino concedendomi il lusso di pensare all’aria aperta incurante del tempo che passa.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Ho una scrivania e un cavalletto per dipingere ma per qualche strano motivo mi ritrovo sempre a disegnare sul tavolo della cucina facendo uno  spuntino nelle ore tarde della notte. Bando alle briciole, sulla scrivania ho lamette da barba, un tubetto di colore nero per xilografia, un phon da capelli, cera liquida, gommina, la scatola di acquerelli della Winsor & Newton, caratteri tipografici, chine, qualche carnet di viaggio, pennelli, matite, fogli di carta di cotone e delle pesche.

Un disegno pesa quanto…
…un gesto oblativo, contraddistinto dalla capacità di amare e offrire liberamente senza contropartite.

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Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Mi piacerebbe illustrare la copertina de Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati e cimentarmi con il tema dell’attesa e della malinconia.
Vorrei fare il poster del film Ogni cosa è illuminata tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Due illustratori che ho avuto il piacere di conoscere personalmente ad In-Chiostro Festival il primo è l’alessandrino Riccardo Guasco, al momento tra i più bravi illustratori italiani, poetico ed evocativo.
Il secondo è il toscano Francesco Chiacchio, illustra ovunque e con qualsiasi cosa mescolando l’ironia, mai banale, alle molteplici soluzioni che trae dai materiali.

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co-fondatrice e caporedattrice

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