Vincent | FW2013

Ho conosciuto Vincent qualche tempo fa, in occasione della collezione spring/summer 2013. È stato amore a prima vista, del tipo tardo-adolescenziale, quello che difficilmente riesci a dimenticare.

A distanza di qualche mese dal nostro primo incontro, ci ritroviamo inaspettatamente: Vincent è come lo ricordavo, forse meglio, come quando rivedi dopo molto tempo una vecchia storia importante che porta con sé tutto il buono del ricordo e la gioia dell’incontro. Un amore rinnovato e rinvigorito, perché la collezione autunno-inverno 2013 ha fatto battere il mio cuore come pochi sono riusciti. Non amo gli eccessi e l’esibizionismo, preferisco lasciarmi conquistare dall’ironia e dalla raffinatezza, attributi che a Vincent non mancano.

Vincenzo Billeci, mente creativa dietro al marchio Vincent, per la sua ultima collezione si ispira alla tradizione siciliana, presenza forte nell’intero lavoro dello stilista in quanto d’origine palermitana. Le feste paesane, la cultura popolare, i richiami religiosi rivivono negli abiti di Vincent. Sembra di fare un salto nei vicoli di Palermo, tra anziane signore nero vestite, i colori sgargianti delle bancarelle, gli odori e quant’altro. Se già tutto questo è molto gradito dalla sottoscritta, lo stilista è riuscito ad affascinarmi ancor di più interpretando questa atmosfera paesana in chiava contemporanea e originale.
L’austerità delle gonne al ginocchio e la rigidità delle forme geometriche sono sdrammatizzate da materiali inaspettati come il pvc, l’organza scintillante, il nylon e il satin, per creare giochi di luce, di colori e di dettagli cut-out. Il pizzo diventa fitto come impalpabile nebbia, che non lascia vedere ma solo immaginare cosa nasconde. Il nero, il grigio argento e il bianco si accostano al verde menta, al rosa confetto, all’acciaio, al violetto e al bronzo, che si fanno liquidi come riverberi cangianti nel mare.
Ma l’inconfondibile anello di congiunzione tra la collezione e la tradizione popolare è una rosa in argento lavorata a sbalzo dagli argentieri palermitani, in omaggio al culto di Santa Rosalia, trasformata in orecchini o charm per le borse (le Rosalie-Bag appunto).

Un vortice di colori zuccherosi e costumi popolari, con lo sguardo al passato e i piedi ben saldi sul presente. Una collezione impacchettata con maestria e la giusta dose di spensieratezza, che ti fa venir voglia di lanciarsi alla ricerca di qualche festa di quartiere dove riempirsi gli occhi di colori.

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