Mina Art SS2012

La nuova collezione di Mina Art, di cui ho parlato qui, si ispira ad un tema tanto leggero quanto profondo: il vento.
Vento come forza creatrice che attraverso un gioco di raffiche e soffi plasma la leggerezza”, vento che si ritrova in uno dei quadri più conosciuti del Botticelli, la “Primavera”, dove Zefiro (che per alcuni era un vento piovoso e violento, per altri una piacevole brezza) abbraccia e feconda la ninfa Cloris, la quale poi rinasce trasformata in Flora; una triade questa che secondo l’ideologia neoplatonica rappresenterebbe sì la primavera, ma come forza universale ciclica e dal potere rigenerativo.

Martina Ferri Faggioli, creatrice e creativa del brand, ha preso ispirazione proprio da questo: dal vento e dalla primavera, chiamando non a caso la collezione SS2012 “Dove il vento è ancora vento”.
L’ambientazione degli scatti è sempre decadente, consumata, con un che di vissuto che ricorda luoghi lontani o mai visti, mentre gli abiti questa volta sono candidi, ricamati, quasi a ricordare manciate di riso lanciati fuori da chiese gremite e bicchieri di spumante che si baciano in ridenti ricevimenti in fiore.

Pieghe e drappeggi, abiti cortissimi ed ampie jumpsuit, ricami romantici con fiori devorè e fantasie anni ’70, ma anche t-shirt, canotte e giacche, il tutto pieno zeppo di quei temi tanto cari a Martina, come i contrasti, la cura per i dettagli, il saper farsi notare senza per forza strafare, una grande eleganza insomma.
Perché aveva ragione quella vecchia canzone dal sapore di pace: la risposta, amico mio, soffia nel vento, la risposta soffia nel vento.

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