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Se amate le pins ma vi siete stancati di quelle fatte in serie avete due alternative (beh, probabilmente più di due, ma quelle che vi consiglio io sono queste): rivolgervi a Khaa Pins, di cui abbiamo già parlato non molto tempo fa, oppure a Rebaba, ovvero Nicolas Roldan, industrial designer di Barcellona che realizza a mano tutte le sue pins.
Punto a croce, ricami, piume, tessuti e plastiche vintage: ogni volta che trova materiali e oggetti interessanti Nicolas ci fa una spilletta!
Le potete acquistare online oppure da I Love Tourism a Venezia.

Alexandros Korossoglou studia architettura a Ferrara e nel tempo libero realizza pins artigianali.
Ovvero, non si limita a creare e stampare grafiche ed abbassare la leva della famosa-macchinetta-per-le-pins-che-trovi-su-ebay ma utilizza tantissime tecniche per realizzare quelle che sembrano vere e proprie pins geneticamente modificate, a volte veri e propri pezzi unici, nati in collaborazione con altri artisti o su commissione.
Vi consiglio di guardarvi il suo portfolio su Behance perché vi farete sicuramente un’idea migliore di quanto io possa mai riuscire a descrivere a parole. Sempre su Behance c’è la lista dei negozi dove trovarle in vendita, oltre al piccolo shop online di Alexandros.
E se avete un’idea che volete far diventare delle pins, potete contattarlo a questo indirizzo: khaa_@hotmail.it.

Il sito di Sister è un vero e proprio inno alla semplicità.
Si tratta di un negozio online che vende merce piuttosto random: spillette, libri e fanzines, stampe e cartoline, musica da scaricare (gratis).
Scordatevi gli shops che vi tempestano di mail e cercano di incantarvi con immagini e slogan. Qua se vuoi qualcosa devi andartelo a cercare (e cercare di capire l’ironia: a volte sottile, a volte evidente).
Iscrivendosi alla newsletter, come ho appena fatto, si viene avvertiti ogni volta che esce qualcosa di nuovo.
Si paga con PayPal.
via The Style Press

Quelli di Supermandolini devono essersi accorti che là fuori è pieno di smanettoni permalosi e dopo l’uscita delle prime medaglie d’onore Console Wars Veterans, dedicate a Nintendo e Play Station, i campioni di Super Nintendo e Sega Genesis probabilmente si sono sentiti tanto offesi da mandare e-mail cariche di risentimento.
Ecco quindi le ultime due pins a completare (per ora) la serie.
Consiglierei comunque di iniziare a lavorare anche su quella per la Wii, visto che se si arrabbiano pure loro le cose si potrebbero fare complicate visto che a furia di tennis, boxe e allenamenti sulla Wii Fit, sono ben più in forma dei loro colleghi…

Arrivano i Plushaches, ovvero i baffi di peluche, ovvero i plushtacchi… chiamateli come vi pare.
Sono pins da usare come tali o – a detta della creatrice Shannon Gerard – da tenere nel portafogli e tirar fuori quando si ha più bisogno oppure da tenere sotto al cuscino per sognare un’irsuta compagnia.
Sempre da Mrs. Gerard trovate anche altri accessori fatti a maglia, ma dedicati ad un pubblico decisamente adulto!
grazie a Tostoini per la segnalazione

Lei è una giovanissima canadese di Toronto, appassionata fanzinara e creatrice di alcune tra le più belle pins che mi sia capitato di vedere ultimamente.
Non perdetevi neanche gli scalda-collo fatti a maglia e se volete acquistare, la trovate anche su Etsy.

Inutile negare che mi sono innamorato dei prodotti by Supermandolini fin dalla prima volta che li ho visti. Ogni volta che mi arriva una loro mail di segnalazione il loro assurdo nome mi strappa sempre una risata e poi quando vedo le nuove cose che lanciano c’è sempre materiale per scriverci un articolo, sicuro che a qualcuno di voi piacerà viaggiare qua e là per il loro sito.
Stavolta, poi, ci metto la mano sul fuoco, visto che la maggior parte di voi lettori, come me, è figlia degli anni ‘80, quelli passati nelle sale giochi e nelle stanzette dei circoli e dei bar a pigiare sui bottoni dei videogiochi e ad ordinare bicchieri di spuma al cedro, gassosa e Coca Cola con la fetta di limone. Bene, ora potrete fare un salto indietro nel tempo con le Arcade Badges, un set di 10 pins da portare con lo stesso orgoglio con cui un tempo sbandieravate il fatto di riuscire a giocare per più di un ora sullo stesso videogame con sole 200 lire.
E se, una volta più grandicelli, avete iniziato a smanettare sul vostro primo pc e a tracciare i primi disegni a colpi di mouse su qualche vecchia versione di Photoshop, ecco a voi le Toolbar Badges!

Un’ottima occasione per tutti quei professionisti che, per sfuggire alla routine dei lavori commerciali, realizzano progetti in proprio, le cosiddette sidelines.
Stereohype offre l’opportunità di vedere i propri lavori inseriti in un libro di prossima pubblicazione: Made And Sold.
Se vi dilettate in toys, accessori, t-shirts, pins, stickers, posters, gioielli, mobili, magazines e quant’altro, leggetevi le istruzioni e partecipate.
Deadline: 25 agosto 2008.

Se siete attratti dalle forme rotonde, da disegni floreali, da colori ripostanti e da animaletti tenerosi, non potete non visitare il sito di Little Odd Forest, marchio creato nel 2004 da Linda, giovane – e direi oltremodo talentuosa designer di Singapore.
Che cosa potete trovare? Magliette, borse, spille, accessori, specchietti, peluches, oggetti e decori per la casa, tutto in chiave green.
Tra le borse vi segnalo la I carry your heart with me, con manico in legno a forma di cuore, la Tree Trunk and a Leaf (a forma di tronco d’albero!), la spaziosa Bird Flying in Forest (disponibile in 5 varianti) e quella con l’elefantino.
Senza dimenticare ovviamente le versioni mignon: pochette con decori a forma di foglia, alberi e civetta tutti coloratissimi!
Ma non finisce qui, perchè se non ne avete abbastanza, potete anche decorarle con altri elementi naturali: spille a forma di albero o animaletti tra cui unicorni, ricci, lumache e chi più ne ha più ne metta.
Date un’occhiata anche alla sezione huggable!

Di solito siamo abituati a vedere le spille come accessorio fashion o al massimo – nel caso delle classiche pins – come simbolo, manifesto dei nostri personalissimi gusti musicali, politici, pop, ironici e quant’altro.
La designer portoghese Ana Cardim fa un passo in avanti, rivestendo la spilla di un valore molto più profondo: l’esperienza. La sua Garbage Pin – un semplice cerchio in metallo da appuntare alla giacca nel quale si infila una sacchetto in plastica trasparente – è una sorta di cestino dei rifiuti ambulante, in miniatura.
L’idea è che chi la indossa vi raccolga tutti i pezzetti della propria vita urbana: quei piccoli oggetti nei quali ci imbattiamo per caso e magari attirano la nostra attenzione oppure, molto più semplicemente, i mini-rifiuti che produciamo durante la giornata: scontrini, mozziconi di sigarette, chewingums masticate, tappi di bottiglia, fili che escono dagli abiti…

Viviamo nella società dei consumi e niente meglio di essi, a volte, riescono a rappresentare chi siamo.
Proprio per questo la Cardim ha pensato bene di rendere la sua Garbage Pin un progetto collaborativo, cercando di coinvolgere almeno 100 artisti di tutto il mondo che, dopo aver usato la sua spilla e raccolto le loro esperienze in 5 sacchettini ciascuno, spediscano le immagini insieme ad un testo che spieghi la loro scelta per il contenuti delle bustine trasparenti. Se anche voi vi sentite pronti, tutti i dettagli per partecipare li trovate qui.

Se siete dei pasticcioni cronici, vi sporcate come quando avevate 5 anni e i vostri amici vi regalano confezioni industriali di Bioshout ai vostri compleanni, ribellatevi! La macchia è protagonista!
Potete innanzitutto vantare un curriculum d’eccellenza dell’alone: Macchia Nera è il nome di uno degli antagonisti di Topolino, ed è pure l’eroe del plurifamoso test di Rorschach.
Non siete soddisfatti del primato? Allora potete stupire i vostri amici con gadget ad effetto. Innanzitutto la Puke Pet pin disponibile da Miss & Lady Boutique (di cui abbiamo parlato qui). Se vi siete macchiati la maglietta e non potete cambiarvi, basta appuntarvi vicino la spilletta in questione – un cagnolino- dando finalmente uno scopo alla vostra macchia e passando pure per cool.
Oppure potete decidere di decorare spontaneamente il vostro capo d’abbigliamento con macchie / chiazze di colore disponibili in diverse forme e cromie.
Se ancora non siete contenti, e volete fare pure un pò gli stain snob, potete decisamente stupire tutti con le tazze Stain di Bethan Laura Wood. Sono particolari tazze che migliorano il proprio aspetto attraverso il loro uso. Come? L’interno è trattato in modo che le macchie di the si formino solo in determinati punti, fino a creare un disegno completo.

Rivivete le emozioni dell’infanzia con i portafogli e le pins realizzate da Lindsay Porter (nome d’arte: Brave Moonman).
Magari non il massimo dell’originalità, ma le pins a forma di keytars le voglio assolutamente.
via blog.Fabrica

Di LittleBlackDress abbiamo già parlato diverse volte in passato perché, oltre ad essere uno dei nostri negozi preferiti, è anche uno dei punti vendita di molti piccoli brand italiani indipendenti a cui abbiamo dedicato spazio sul nostro blog.
Questa volta vi segnaliamo le spillette che Alessia, la titolare del negozio, ci ha mandato per la nostra iniziativa Vogliamo le tue pins: dei veri e propri distintivi per shopaholics, come sono le clienti del suo negozio.
Da indossare come fossero una dichiarazione di intenti le pins proclamano slogan come Yummy Mummy – anche le neo-mamme possono essere ragazze in gamba – e l’imperdibile Don’t be Scorfy con il neologismo finto inglese che invita a non essere degli scorfani (leggi brutte e conciate male)!

Tiziana è una graphic designer di Roma che riempie costantemente il suo sito GraphicToons di opere di ogni tipo, dai comics alle animazioni in flash, dai manga alle pins (come quelle che ci ha mandato e che vedete qui sopra).
Un vero vulcano di fantasia, che ha addirittura creato una sua particolarissima fuga dalla realtà, con il suo alter-ego cartaceo, Mellysaga, che vive in un mondo fantasy.
P.S.
Con Graphic Toon si chiude la partecipazione all’e-book sulle pins, su cui stiamo lavorando, e che uscirà presto su Frizzifrizzi.

Dovremmo essere vicini alla primavera, eppure, direi che non ci siamo proprio. Un giorno sembra maggio, il giorno dopo diluvia. Ma c’è chi, oltre la Manica, ha deciso di non curarsi degli strafalcioni metereologici e ha inaugurato la linea estiva di accessori.
Ecco quindi la collezione Summer ‘08 di Punky Pins (from London)! Una delle novità sicuramente più carine sono gli orecchini e il braccialetto space invaders che si illuminano al buio! Inoltre fioriscono margheritine sulle clip e golosissimi e rinfrescanti gelati decorano le collane. Sono in vendita anche le fibbie evergreen a forma di walkman e di mc ed un vasto assortimento di orecchini.
Let’s taste it!

Se ti arriva una busta e quando la apri scende una montagna di brillantini non c’è neanche bisogno di guardare chi è il mittente, se hai già sentito parlare di Alice Glitter.
Oltre alle pins che ci ha mandato, Antonella (questo il suo vero nome) realizza bijoux tra cui dei cammei dipinti a mano che più rosa non si può sui quali, su richiesta, ritrae anche i vostri animali domestici!

Alla fine, nell’abbondanza di libretti, flyer, cd e cartoline che ci ha inviato Simona, siamo rusciti pure a trovare le pins, colorate e caoticamente ma volutamente infantili, come i suoi quadri, le borse e gli accessori: tutto in vendita in quello che è il suo sito, marchio, e progetto di vita, chiamato Lo Zoo di Simona.
Date uno sguardo ai suoi prodotti che potrete sia acquistare online che in uno dei tanti negozi che distribuiscono il marchio. Sulla sua homepage non l’ho trovato, ma l’elenco dei punti vendita è ancora consultabile sul suo vecchio sito.


LittleMadame è una donnina un po’ zombie che ama particolarmente usare la sua testa come un tavolino, soprattutto per appoggiarci tazzine piene di caffè fumante, ma non disdegna fare da appoggio anche a qualche animalino.
LittleMadame è la protagonista di una serie di pins realizzate da Panfilia, graphic designer romana che oltre a mettere tutte le sue idee su spillette, carta e web, dipinge anche su tela e con ottimi risultati.
Oltre che sul suo blog I think P.! potete vedere i suoi lavori anche su Flickr.

Caterina Pinto è una grafica e webdesigner freelance anche se a dire il vero basta guardare Hellcat, il suo sito, per capire che in realtà fa molto di più: dalle icone per Mac e Pc alle t-shirts per bands ed etichette discografiche, passando per le pins sulle quali stampa le grafiche che crea per gli altri suoi progetti, rendendole così dei veri e propri biglietti da visita tridimensionali e da indossare.

Luca Deasti è un giovane graphic designer di Torino che ha all’attivo collaborazioni – tra le altre, il design di un toy di Shin Tanaka con lo pseudonimo Fruity Lou ed il design di pins e grafiche per t-shirt per il Crim Shop di Torino.
Tadan! è solo l’ultimo dei tanti progetti di Luca, partito con una serie di pins (quelle che ci ha inviato e che vedete nella foto in alto) in stile kawaii, semplici e coloratissime.
Nel frattempo Tadan! continua a sfornare prodotti. E’ già disponibile una seconda serie di spillette e dei paper toys da ritagliare e costruire: li trovate su myspace.
