Garbage Pin

Garbage Pin

Di solito siamo abituati a vedere le spille come accessorio fashion o al massimo – nel caso delle classiche pins – come simbolo, manifesto dei nostri personalissimi gusti musicali, politici, pop, ironici e quant’altro.

La designer portoghese Ana Cardim fa un passo in avanti, rivestendo la spilla di un valore molto più profondo: l’esperienza. La sua Garbage Pin – un semplice cerchio in metallo da appuntare alla giacca nel quale si infila una sacchetto in plastica trasparente – è una sorta di cestino dei rifiuti ambulante, in miniatura.

L’idea è che chi la indossa vi raccolga tutti i pezzetti della propria vita urbana: quei piccoli oggetti nei quali ci imbattiamo per caso e magari attirano la nostra attenzione oppure, molto più semplicemente, i mini-rifiuti che produciamo durante la giornata: scontrini, mozziconi di sigarette, chewingums masticate, tappi di bottiglia, fili che escono dagli abiti…

Garbage Pin

Viviamo nella società dei consumi e niente meglio di essi, a volte, riescono a rappresentare chi siamo.
Proprio per questo la Cardim ha pensato bene di rendere la sua Garbage Pin un progetto collaborativo, cercando di coinvolgere almeno 100 artisti di tutto il mondo che, dopo aver usato la sua spilla e raccolto le loro esperienze in 5 sacchettini ciascuno, spediscano le immagini insieme ad un testo che spieghi la loro scelta per il contenuti delle bustine trasparenti. Se anche voi vi sentite pronti, tutti i dettagli per partecipare li trovate qui.

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