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Da moto dell’esercito americano nelle due guerre mondiali a mezzo d’elezione per controversi borderlines (vedi, anzi leggi Hells Angels) che rifiutavano l’american way of life, amavano donne, alcool e libertà, spacciavano ogni tipo di roba ai beatniks poi andavano alle loro feste a far casino, picchiavano i fricchettoni, facevano finta di essere un po’ nazisti, a volte si atteggiavano pure a divi visto che le riviste patinate ed il cinema andavano pazzi per loro.
Un marchio, una motocicletta, uno stile di vita. L’Harley-Davidson è questo ed altro.
Anche se non amate le due ruote vi consiglio lo stesso questo bellissimo libro uscito l’anno scorso ma che ho scoperto soltanto ora. Si intitola Harley-Davidson Book of Fashions, favoloso coffee table book edito dalla Cycleman Books / My Freedamn, casa editrice giapponese specializzata nella pubblicazione di volumi dedicati principalmente agli anni ‘50/60, tra rock’n'roll, surf, skateboard, hot rod, spiagge californiane e motociclette.
Harley-Davidson Book of Fashions racconta, grazie soprattutto a foto dell’epoca, lo stile Harley. Dagli accessori come guanti ed occhialini, ai primi completi da motociclista, fino alle camicie con le insegne dei primi gruppi organizzati di outlaws.
Lo trovate negli migliori librerie oppure online da Libreria Rizzoli a 84,50 € o da Hoepli.it a 76,05 €.

C’è sempre quel tizio che passa con la giacca di pelle o di jeans piena di toppe o scritte o bulloni o spuntoni. O toppe e scritte e bulloni e spuntoni. Ce n’è uno in ogni quartiere e a volte anche i paesini o le piccole città hanno il loro.
Giovani punkettini in erba o vecchi metallari. Vestiti allo stesso modo tutto l’anno, come una divisa. Ora c’è pure un blog, Endless Blockades che ne raccoglie le immagini.
via QBN

Vi segnalo questo sano e un filo irriverente blog nato appena da qualche settimana. Non ho ancora capito chi si celi dietro al nome di Not with those frame, ma l’esordio è maledettamente divertente.

Su Vice Magazine trovate questo divertente reportage che è anche un’ottima idea da copiare per divertirsi un po’ con gli amici.
Si chiama la sfida della sfiga e consiste nell’obbligare un vostro amico o una vostra amica a vestirsi male (poi lui o lei è sottointeso che si vendicherà facendo lo stesso con voi).
Le regole sono semplici: andare in un negozio dell’usato e con un budget di 50 Euro creare i cinque look più ridicoli, da far indossare alla vittima, per tutto il giorno, per altrettanti giorni della settimana.
L’amico o l’amica farà lo stesso con voi.

Sto scrivendo finalmente la mia tesi di laurea e, incrociando le dita, ho quasi chiuso con l’università! Vorrei chiedervi un piccolo aiuto.
Ho creato un mini-sondaggio sulla moda per la tesi e precisamente sull’aspetto delle tendenze moda e sul consumatore di moda e mi piacerebbe che i vostri lettori partecipassero, in modo da avere più opinioni possibili.Alice
Il link al sondaggio è questo: http://www.valepercolore.com/sondaggi.html
Ci mettete pochi secondi e non costa nulla!

Se c’è una cosa che mi rende invidioso è sapere che c’è gente che chiusa nel cassetto del comodino ha una sua foto da ragazzino con uno sfondo fatto di laser.
Voi ce l’avete? Se la trovate, mandatela a We have lasers!!!!! (e scusatemi se non metto abbastanza punti esclamativi).

Si pronuncia “accelerator” ed è un super lifestyle magazine americano. Nato nel 1993 a Seattle, era inizialmente indirizzato agli amanti della musica elettronica: ora vi troverete mille altri generi e informazioni su style, cultura e tecnologia.
Guardando il sito, potrete rendervi conto della vastità di informazioni e soprattutto gioire nella spazialità dei generi musicali nella sezione podcast. Da Mochipet alla dubstep di Scuba, dai nostri Bloody Beetroots alla Minus.
Se volete spulciarlo fino a fondo, cliccate qui.

Il resto della foto della serata, dopo il salto.
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Apparentemente sembrerebbe semplice mettersi a fare un blog di sole immagini. Dopotutto non c’è niente da scrivere ma soltanto foto da caricare. Eppure trasmettere qualcosa, raccontare una storia attraverso una sequenza di immagini, soprattutto se (ad un primo sguardo) slegate tra loro credo sia complicato quanto mettersi a scrivere una storia. Implica soltanto un diverso tipo di talento.
JJJJound è un blog che di sicuro diventerà un piccolo cult tra gli appassionati della comunicazione per immagini. Vi consiglio poi, nel momento in cui sarete riusciti a trovare il bandolo e soprattutto a vedere la matassa, un innocuo passatempo: mettervi a scremare il superfluo e arrivare da A a B togliendo foto, sintetizzando, oppure rimescolarle per andare da qualche altra parte, completamente diversa dall’originale…
via Anothercompany

Compilata da un nerd-metallaro, la lista illustrata dei tipi di barba può fare al caso vostro nel caso siate decisi ad abbandonare il rasoio o a scappare in qualche altro paese senza dare più notizie di voi.
Potessi permettermelo (mi chiamo Sbarbati e pare che i miei bulbi piliferi siano d’accordo con l’anagrafe) sceglierei lo stile Hollywood senza pensarci due volte.
P.S.
Nel caso vogliate vedere esempi reali piuttosto che semplici disegnini come quelli qui sopra, il buon nerd-metallaro si è offerto come cavia per provare molti degli stili illustrati.
via Swissmiss

Non credo che mia nonna segua i blog di coolhunting per ispirarsi – nonostante abbia dalla sua un’invidiabile bellezza – ma se lo facesse di sicuro leggerebbe Advanced Style, dove a differenza di tutti gli altri siti del genere, i protagonisti non sono ragazzini esibizionisti ma gli anziani ed il loro stile.
via Neatorama

Finalmente tutte le foto del Diesel XXX Party di sabato scorso.
Le trovate dopo il salto e, con tante altre, sulla mia pagina Flickr.
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Il tizio qua sopra decisamente… Adidoesn’t!
Se seguite Vice Magazine conoscerete già i DOs & DON’Ts con cui passare il tempo criticando lo stile altrui.
Ora, in collaborazione con Adidas, arrivano gli Adidoes e gli Adidoesn’t. Tutti possono partecipare registrandosi, scattando una foto del proprio stile (o di chi beccate per strada, o a un party, o in spiaggia – anche se ormai è freddo e si spera di non avere davanti panorami come quello nella foto) ed inviandola al sito per farla votare dagli altri utenti. Unica regola: indossare un capo o un accessorio Adidas.
Un’ottima occasione per mettersi un po’ in mostra o convicere la propria compagna di banco darkettona che no, non è esattamente stiloso quello che indossa.
Tra le foto inviate, quella più Adidoes vincerà una digitale Canon e capi Adidas. Inoltre un fortunato, o una fortunata, vincerà uno stage di due settimane da Vice.
Che decidiate o meno di partecipare, guardatevi comunque la gallery, e soprattutto gli Adidoesn’t. Ne vale la pena.

Presso il Pepe Jeans Store di Milano, un cocktail per celebrare la partnership tra il brand Pepe Jeans e il team di Formula Uno Ing Renault.

Lo scorso weekend.
Tutte le foto le trovate qui.

Pubblichiamo un bellissimo “self-reportage” che ci ha mandato una nostra lettrice, giovane neo-sposa, con tantissime dritte per realizzare un matrimonio assolutamente anticonvenzionale.
FUCK ME AND MARRY ME YOUNG!
Quando sorpassi i 25 cominci a sentirti ogni giorno che passa un po’ più vicino ai trenta e più lontano dai vent’anni, mentre le tue giornate continuano ad essere in bilico fra solitudine e ubriacature di mondanità e alcool da regressione adolescenziale.
Poi un giorno incontri una persona, quella giusta. E tutto cambia.
Vai a convivere e cominci a parlare di matrimonio e bambini, un po’ per gioco e un po’ per pazzia, un pò perché cominci a crederci sul serio.
Ed è così che alle ore 7,30 del mattino di S.Lucia (N.d.R. in alcune zone d’Italia la Santa Cieca che porta regali ai bambini bravi) mi trovo davanti un anello.
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Alla scoperta di Veuve Clicquot #7: oggetti del desiderio
Scritto il 15 settembre 2008 da Francesca Arcuri.

Finito il racconto passo ora a descrivere gli “oggetti del desiderio” frutto di molte collaborazioni illustri, che ho “incontrato” durante il tour .
Tenete conto che ci siamo imbattuti in loro in maniera apparentemente casuale. La presentazione non è stata fatta a mo’ di televendita come spesso avviene in questi casi, li abbiamo trovati qua e là sparsi un po’ ovunque lungo il percorso da un sapientissimo Pollicino.
Io ve li presento tutti insieme per comodità (mia), nei giorni scorsi presa dal racconto degli eventi, delle sensazioni, degli incontri parlarne sarebbe stato troppo difficile!
Perciò ecco a voi la mia personale classifica.

1. il più costoso: Vertical Limit
Nasce da una collaborazione con il Porsche Design Studio ed è una teca alta 2,10 metri, nata per contenere e conservare (ad una temperatura costante di 12°C, ovvero quella delle cantine di Reims) 12 rare bottiglie di Champagne Veuve Clicquot Vintage. Ce ne sono 15 esemplari, di cui solo uno in Italia, ma se proprio volete il sedicesimo servono solo diverse migliaia di euro e tre settimane di pazienza!

2. il più chic: Cruise Collection by Riva
Un bar da yacht in mogano, sicomoro, cromo e cuoio giallo Veuve Clicquot . Solo pezzi unici, nati su misura in base ai desideri del fortunato proprietario. Dotato di scomparti, cestello per una magnum, flûtes e quanto di meglio una fantasia milionaria e raffinata può desiderare!
In collaborazione con Riva.

3. il più romantico: La Table de Remuage by Andrée Putman
Un tavolo per due sole persone, ideale per tête-à-tête a base di campagne. Ci hanno raccontato che in fase di realizzazione si sono accorti che poteva comodamente ospitare una terza seduta, ma poi si sono detti che due persone a un tavolo vanno bene, la terza è di troppo!

4. il più introvabile: Ice Cube
Così credo si chiamerà e dico credo perché per adesso non lo sanno neanche loro. Quest’oggetto non è ancora sul mercato, lo sarà presto. Noi lo abbiamo ammirato in anteprima, dal punto di vista estetico non è una meraviglia, ma se pensate che all’interno ha delle pietre vulcaniche che (non ho capito bene in che modo) terranno al fresco lo champagne per ore, è davvero fantastico!

5. il più desiderato: Globalight by Karim Rashid
Un porta champagne da “passeggio” che tiene al freddo la bottiglia per almeno tre ore e che in più emette una luce bellissima. Cosa ci può essere di più chic per un picnic notturno per due persone…
Il più desiderato da chi? Da me, ovvio!

Sfogliamo le riviste e ci guardiamo in giro per capire cosa è cool e cosa non lo è. Mixiamo gli accessori, cerchiamo di metterci un po’ di personalità, ma possiamo dire con certezza quali capi di abbigliamento ci valorizzano al meglio?
Se la risposta è no, potete consultare Chictopia, un sito web nato con l’intento di risolvere questo problema. Come? Basta iscriversi, identificare il colore dei capelli, degli occhi, lo stile prevalente, la corporatura e subito appaiono una serie di fotografie a mo’ di suggerimenti che corrispondono ai dati che abbiamo inserito.
Ogni utente è invitato a inserire le proprie fotografie per essere giudicato, consigliato o apprezzato dagli altri utenti.
Ps. se vi iscrivete, vi consiglio di guardare il profilo di Karla, votata la più chic.
Lookbook.nu: termometro di stile per fashionistas di tutto il mondo
Scritto il 31 agosto 2008 da Simone Sbarbati.

Di blog sullo stile, realizzati perlopiù con foto scattate per strada o autoscatti, ce ne sono a centinaia (qui ne trovate una bella lista): da quelli ormai storici a quelli geniali, da quelli bizzarri ad alcuni effettivamente patetici.
Lookbook.nu è sicuramente uno dei più interessanti che vi capiterà di trovare in rete soprattutto perché a differenza degli altri, che solitamente focalizzano la propia attenzione su una sola città o scena locale, raccoglie immagini da tutto il mondo grazie ad una lista di contributors che si allunga sempre di più (per ora, comunque, è soltanto su invito).
Se sulla homepage è possibile avere una carrellata generale, basta cliccare sui vari Lookbooks nazionali (c’è anche quello italiano) per avere una vera e propria geografia dello stile.

Vista la frequenza con cui parlo di baffi non posso più nascondere la verità: sono stipendiato dalla lobby dei baffoni.
So che non è un bell’esempio di correttezza per un blogger ma sempre meglio i baffi che le armi da fuoco, le sigarette o le compagnie petrolifere. Forse.
Scherzi a parte, tra le varie cose stupide ed inutili che mi propongo di fare prima che finisca l’estate c’è anche scattarmi una foto con un paio di pseudo-baffi come quelli dei due tizi qui a sinistra ed inviarla a Moustache Gratuite.
