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7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Fabio Tonetto (qui il suo blog).

Ciao Fabio, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Sono di Alessandria, ne ho 28 e abito a Torino. Ho cominciato a prendere sul serio la possibilità di poter illustrare da un paio d’anni.

Matita o penna grafica?
Assolutamente entrambe. Dipende da come mi sento. Spesso vorrei essere un purista e buttar via il computer, ma il digitale mi garantisce una dose di spensieratezza e libertà che per ora la matita non è totalmente in grado di darmi.

Cosa fai quando non disegni?
Mi bacio con la mia fidanzata e faccio mangiate con gli amici.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Un mucchio di oggetti tra cui pupazzi anonimi comperati ai mercatini, un formicaio e ovviamente computer, matite…

Un disegno pesa quanto…
Pesa quanto la padronanza tecnica per poterlo esprimere anche se non vorrei fosse così vincolante.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
“Racconti di Pietroburgo” di Gogol, in particolare il “naso” o il “cappotto”.
Per quanto riguarda i film mi piacerebbe illustrare il poster di un film Disney qualsiasi ma con quella “licenziosità” che si usava nei paesi dell’est negli anni ’70.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Se possibile piu’ d’uno: Giovanna Lopalco, Francesca Cappellini, Fabio Ramiro Rossin, Stefano Tambellini, solo per dirne alcuni che ora mi vengono in mente.


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