Con la fotografia si possono creare nuovi mondi semplicemente con un po’ di verdure e qualche pupazzetto in miniatura.
Gli scatti di Gianluca Fabrizio, che su Flickr si fa chiamare shotbart sembrano fotogrammi di strani film a metà tra il fantasy, il giallo e il melodramma.
Guardatevi la serie My Lilliput.

Autore:
Simone Sbarbati
30 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti
Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine
Shopper.
Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su
Bang Art, coccola il suo gatto Otto, fa fare i ruttini a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Potete seguirlo sul suo
sito personale, sul suo
blog dove scova artisti e su
twitter.
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4 Commenti
stanza101
03. ott, 2008
http://www.minimiam.com
YellowToaster
06. ott, 2008
veramente belli :)
Ermanno
07. ott, 2008
C’è chi dice che i fotografi cerchino se stessi in quello scattano.
Sicuramente il fotografo Gianluca Fabrizio appartiene ad una dimensione che lo allontana dallo smog, dal traffico, dalla solitudine cosmopolita.
Sembra infatti di essere proiettati in un mondo parallelo che cancella le negligenze civili ed esalta l’umanesimo come unica e vera forma d’arte.
Infatti, guardando questa serie, mi sento suggerire da una dozzina di vocine fievoli e apparentemente lontane che basta tirare un morso al biscotto sul tavolino e aspettare che Alice mi prenda per mano.
Quello che si sogna è spesso nascosto e lontano. Gianluca fabrizio sembra invece narrare la storia di un’esistenza sottodimensionata e che ha per lieto fine la scoperta di ciò che tutti abbiamo già ma che non siamo sempre in grado di vedere o afferrare: l’intensità unica e fuggevole di ogni istante.
Quello che mi sento di dire è…
Chapéau Signor Fabrizio
Vedendo ciò che in questa serie è presentato sembrerebbe però una riduzione di
shotbart
09. ott, 2008
Che emozione!
Grazie al signor Ermanno Ivone per le bellissime parole, e alla redazione per avermi dedicato un articolo così piacevole e gradito :)
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