È in arrivo la seconda edizione del Tabula Rasa Festival

«Voglio portare Civitanova Marche nel circuito dei festival di arti visive. E voglio farlo con un progetto che rispecchi il mio percorso artistico e culturale, muovendomi tra diversi linguaggi — l’arte urbana, la grafica, l’architettura, l’illustrazione, l’editoria — e offrendo a chi verrà, in veste di ospite o di spettatrice e spettatore, un panorama di qualità. Per questo, il primo, fondamentale passo sarà la selezione dei progetti e delle persone, che si tratti della mostra mercato, dei workshop, delle esposizioni o degli incontri».
Era il 2019, e così Giulio Vesprini mi raccontò la sua idea, che ancora non aveva un nome. Il luogo, invece, era chiaro: la sua Civitanova, appunto — dove Giulio è nato; dove ha sede il suo studio Asinus in Cathedra; dove per anni, a partire dal 2009, ha portato avanti il progetto di riqualificazione urbana Vedo a Colori, che ha inserito la città sulle mappe internazionali della street art; e dove oggi; e dove, soprattutto, Giulio torna sempre dopo le sue tante peregrinazioni in giro per l’Italia e per il mondo, a trasformare i campi da gioco in opere meravigliose o a colorare i muri di strutture pubbliche o private.

Poco tempo dopo il nome arrivò — Tabula Rasa, «così ogni volta si può ricominciare partendo da zero» — e iniziò anche a strutturarsi la squadra di lavoro, insieme a una lunga lista di nomi di persone e realtà da invitare, in tal modo cominciando a differenziarsi dalla maggior parte degli altri festival creativi italiani, che fanno sì una selezione ma per le mostre mercato lanciano delle call.
Poi arrivò la pandemia a fermare tutto, ma nell’estate del 2021, finalmente, la prima edizione poté partire. Fu una sorta di “numero zero”, quello che serve — come le puntate pilota delle serie tv — per capire se si ha in mano qualcosa di buono oppure no.
Qui su Frizzifrizzi la annunciammo via newsletter perché eravamo già in vacanza, e io stesso partecipai con un incontro dedicato agli archivi online di grafica, tornandomene poi a casa con una gran bella sensazione: quella di aver visto un progetto fatto col cuore, organizzato benissimo, molto partecipato e, soprattutto, capace di occupare uno spazio culturale che fino a quel momento era rimasto vuoto, tanto a Civitanova Marche quanto nel territorio circostante.

Un video-riassunto dell’edizione 2021
(courtesy: Tabula Rasa Festival)

Visto il successo, dunque, Tabula Rasa va avanti. Il 5, 6 e 7 agosto prossimi si terrà la seconda edizione, presentata oggi con il nuovo poster, opera ovviamente di Asinus in Cathedra e tutto sui toni del blu (scelto come colore-chiave: l’anno scorso era il rosso)
Il luogo che ospiterà l’evento sarà lo stesso dell’edizione passata, il Lido Cluana, che vide sorgere, negli anni ’30, il primo stabilimento balneare della zona, e che oggi si presenta con due straordinari edifici gemelli in stile liberty.

La città, stavolta, sarà ancora più protagonista visto che il tema che lega tutto il programma del festival sarà “La città museo”.
«Cosa intendiamo quando parliamo di “Città-Museo”? Possiamo separarci dall’idea del museo-contenitore ed esplorare il potenziale urbano su diverse scale? Può, ad esempio, l’arte urbana definire un nuovo modo di fruizione dello spazio pubblico? Oggi molti centri urbani provano a dotarsi di percorsi museali; nonostante l’espressione non si identifichi ancora con un concetto culturale chiaro, molte sono le città che investono in nuovi modi di comunicare con l’esterno. Realtà culturali diverse tra loro mettono il cittadino davanti a continue e nuove esperienze visive, un contatto diretto con un’opera d’arte, un’architettura, un manifesto, un logo… tutto è esposto e diversi sono i livelli di percezione che ognuno ha della propria città. Lo spazio pubblico si fa teatro di molteplici scene eterogenee, attrattive o forvianti, texture ripetitive o lampi di luce improvvisi, muri colorati o patine grigie, residui urbani o piazze affollate; le città cambiano velocemente, sta a noi scegliere di attraversarle o rimanere semplici spettatori» spiega il comunicato.

A esplicitare questa prospettiva sarà soprattutto una mostraCLOU – Urban Catalyst —, frutto di un concorso nato dalla collaborazione tra Tabula Rasa e Library, associazione culturale che promuove la ricerca grafica in architettura.
Saranno esposte durante il festival tutte le opere finaliste, oltre a quella vincitrice e a quelle che hanno ottenuto le menzioni speciali della giuria.

Il poster di Tabula Rasa Festival 2022, opera di Asinus in Cathedra
(courtesy: Tabula Rasa Festival)

Riguardo al resto del programma, il giorno dell’apertura saranno inaugurate le installazioni urbane, firmate da due giovani talenti — l’illustratrice e art director Elisabetta Bianchi e l’illustratrice e architetta Beatrice Cerocchi — che si potranno vedere in due spazi di pubblica affissione in via Buozzi, poco lontano dal centro del festival.
Il giorno successivo, sabato 6 agosto, inaugurerà un’altra mostra, Studio di un nuovo spazio museale per il Polo Culturale di Sant’Agostino, Ascoli Piceno, con gli elaborati grafici realizzati da studentesse e studenti dell’Unicam SAAD di Ascoli Piceno sotto la guida del Prof. Luca Galofaro.

Lo stesso giorno aprirà anche il Tabula Market, mostra mercato che farà conoscere al pubblico diverse realtà legate alle arti visive, all’editoria e alle autoproduzioni editoriali, e cioè Cartiera Romaniello, DITO Publishing, FoxCraft, Frab’s Magazines & More, Giulia Ceccarani, Giada Fuccelli, la già citata Library, Nerofumo 680, PICA, Giovanni Cavalleri (con ben tre progetti: Quanto, CTRL magazine e Settanta Percento), Rvm Magazine, Susanna Morari, Violeta Patolova Paolini, SUBSERI e Officine Amaro.
Inizieranno inoltre i workshop sulla lineoleografia (L’arte non ha prezzo, a cura di Nerofumo 680) e sulla legatoria (Legatoria Do It Yourself, a cura di Flamina Masotti di FoxCraft) mentre il giorno successivo si terrà quello sulla produzione della carta (Carta fatta a mano: riciclo e riuso, a cura di Cartiera Romaniello).
Tornando a sabato 6: ci sarà pure la proiezione di un film, SuperDesign, di Maria Cristina Didero e Francesca Molteni, che racconta la vita di diciannove artisti del Movimento Radicale italiano, che ha fatto la storia del design internazionale.

Tra sabato e domenica sono in programma anche diversi incontri nell’area talk: Terni Atlas, con Filippo Rossi; District, con Hassan Nasser (che insieme alla socia Mariafrancesca Di Alessandro si occuperà anche della portfolio review); RVM Magazine, con Agnese Porto; CHEAP, con la presentazione del nuovo libro del collettivo (di cui parleremo prestissimo), As Cheap As Possible; L’orto di Carta, con Daniele Romaniello e Giuseppe Boldrini; Travel On Art, sulla street Art in Italia; e infine la designer Chiara Adami, che porterà il suo progetto di tesi Isolation. Journey of a typeface (ne abbiamo parlato qui).

Insomma, di cose da vedere, toccare, sfogliare, acquistare, ascoltare e conoscere, e di persone da incontrare ce n’è in quantità. E per chi non conosce ancora Civitanova Marche, sarà l’occasione di scoprire una bella cittadina sulle rive dell’Adriatico.

(courtesy: Tabula Rasa Festival)
co-fondatore e direttore
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