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I segni delle antiche Cartiere Fabrianesi: alla scoperta del restauro del prezioso libro di Augusto Zonghi

Così come i mastri tipografi erano soliti segnare libri e fascicoli da loro prodotti con dei simboli distintivi — le cosiddette marche tipografiche —, allo stesso modo i cartai, che per marchiare la propria produzione utilizzavano la tecnica della filigrana, complesso procedimento che fin dal ‘200 venne portato ai massimi livelli dagli artigiani delle cartiere di Fabriano, cittadina marchigiana che già nel quattordicesimo diventò il più importante centro di produzione della carta a livello europeo.

Proprio grazie alle filigrane è stato ed è ancora possibile datare documenti — sparsi per i musei, gli archivi e le collezioni di tutto il mondo — altrimenti non identificabili perché sprovvisti di date e informazioni sul luogo di origine.
Una sorta di “bibbia” per questa certosina opera di ricerca è un libro, o meglio un album manoscritto realizzato tra il 1882 e il 1884 dal professor Augusto Zonghi, che insieme al fratello Aurelio è stato uno dei maggiori studiosi di filigranologia (sì, esiste una scienza che si occupa della carta prodotta manualmente con le filigrane).
Intitolato I segni delle antiche Cartiere Fabrianesi, il volume raccoglie 1887 segni, utilizzati tra il 1293 e il 1599, riprodotti in dimensioni naturali e ordinati cronologicamente.

L’originale
(courtesy: Fondazione Fedrigoni Fabriano)
La nuova edizione a stampa
(courtesy: Fondazione Fedrigoni Fabriano)

L’opera — diventata punto di riferimento per generazioni di storiche e storici, filologhe e filologi — è stata acquisita nel 2016 dalla Fondazione Fedrigoni Fabriano, nata nel 2011 per «promuovere gli studi di storia della carta e della filigranologia e sostenere lo sviluppo e la divulgazione delle scienze cartarie, tutelando i beni storici, archeologici e archivistici dell’industria cartaria e la tradizione delle tecniche medioevali».
Insieme all’album di Zonghi, la Fondazione è anche entrata in possesso della sua collezione di carte antiche fabrianesi (più di 2000 pezzi, oggi parte dell’enorme archivio conservato presso la sede).

Le condizioni del manoscritto, tuttavia, erano tutt’altro che buone. Da qui la decisione di intraprendere una lunga e delicata opera di restauro, che si è da poco conclusa e ha anche portato alla stampa di un’edizione (in sole 500 copie numerate) che riproduce fedelmente il volume di Zonghi.
In occasione degli European Heritage Days — le Giornate Europee del Patrimonio, durante le quali, in tutto il continente, si svolgono migliaia di eventi e aperture straordinarie nei luoghi di cultura pubblici e privato — la Fondazione Fedrigoni Fabriano presenterà al pubblico sia il libro appena restaurato che la nuova edizione.

L’evento si terrà il 24 settembre, in diretta streaming. All’incontro, coordinato da Chiara Medioli Fedrigoni, presidentessa della Fondazione, parteciperanno, oltre alle autorità locali e regionali, la senior paper conservator della Library of Congress di Washington Sylvia Rodgers Albro (che sarà in collegamento dagli Stati Uniti), la docente e restauratrice di beni librari, archivistici, opere su carta e manufatti affini Stefania Zeppieri, il professore associato all’Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara e Visiting professor al Kunsthistorisches Institut in Florenz Mauro Mussolin, e l’art director e visual designer Simone Scimmi, del Simone Scimmi Design Studio.
L’appuntamento è per le 15,30 a questo link (o nel video qui sopra). Per lo streaming in inglese, invece, il link è quest’altro.

Per chi avrà possibilità di andare, inoltre, il 25 e il 26 settembre sarà aperto in via straordinaria il Fabriano Paper Pavillion, all’interno del complesso storico Cartiere Miliani Fabriano, dove poter visitare gratuitamente, in gruppi di dodici persone, l’immenso patrimonio di macchine, strumenti, carte, fotografie e libri sulla storia della produzione della carta.
Per le visite sarà necessario prenotare.

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