Carol Rama, Senza titolo, 1996. Tecnica mista su carta stampata. (Collezione privata, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)

Un secolo di disegno in Italia: 141 artistз in mostra alla Fondazione del Monte di Bologna

«Il disegno è un’idea» scriveva il grande Gio Ponti negli anni ’30, rappresentando per l’appunto attraverso il disegno la sua… idea di disegno — che è un’idea, in un gioco di rimandi tra il concetto, l’immagine che ne racchiude il significato e il testo — vergato a mano, quindi anch’esso disegnato — che lo esplicita.
La metadefinizione di Ponti è un contenitore senza confini (cos’è un’idea, dopotutto?), capace di racchiudere tutto ciò può essere detto attorno al gesto e all’essenza del disegnare.
Si può tracciare il segno in infiniti modi, su infiniti supporti con infiniti strumenti e per infiniti motivi, ma all’origine c’è sempre un’intenzione, c’è un pensiero, la cui traduzione è affidata alla mano.

«Le mani pensano quando disegnano» scrive Maura Pozzati, critica, curatrice, docente e storica dell’arte, oltre che consigliera delegata della Fondazione del Monte, per la quale ha curato, insieme a Claudio Musso — anche lui critico, curatore, docente e ricercatore di storia dell’arte —, la grande mostra antologica 141 – Un secolo di disegno in Italia, che inaugura oggi presso la sede della Fondazione, in via delle Donzelle 2 a Bologna (il giorno non è stato scelto a caso: oggi, 27 aprile, è infatti la Giornata Mondiale del Disegno).

Carlo Carrà, “Scomposizione di bicchiere”, 1913. Carboncino.
(Collezione privata, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Bruno Munari, “Tensostruttura”, 1935. Disegno a china su carta.
(Courtesy: Galleria Corraini)

Realizzata grazie alla collaborazione di archivi, gallerie, collezionistз privati e artistз, l’esposizione, come suggerisce il titolo, presenta 141 opere, in un viaggio per immagini che attraversa l’intero Novecento.
Il più antico pezzo in mostra è un disegno di Boccioni del 1909. Da lì, passando per Balla e Carrà, de Chirico e Morandi, Fontana e Munari, Guttuso, Vedova, Baj, Schifano, Kounellis, Boetti, Ontani, si arriva fino alla contemporaneità, con Ericailcane, Alberonero, Roberto Paci Dalò, Nicola Samorì, Sissi, 108, DEM, Ester Grossi, Valentina D’Accardi — per un totale di 141 disegni, firmati da altrettantз autrici e autori che col loro segno trascinano dentro al percorso espositivo tutte le avanguardie e i principali movimenti artistici degli ultimi 110 anni: Futurismo, Metafisica, Informale, Nuova Figurazione, Pop Art, Arte povera, Arte concettuale, Street art.

Come scrive Musso nel catalogo che accompagna l’esposizione, pubblicato da Corraini: «il disegno, come il linguaggio, è materia viva, pulsante, brulicante di vita indipendentemente dalla data della sua creazione, tende inoltre a rigettare schemi e regole se non autoimposti e si presenta a tutti gli effetti come un processo creativo che non si esaurisce nel rapporto tra l’artista e la sua creazione, ma che viene sollecitato e riattivato da ogni singolo osservatore».
Chi guarda, in qualche modo partecipa di quella “materia viva”: fa proseguire la passeggiata della linea, per citare il celebre pensiero di Paul Klee1

La mostra è allestita fino al 24 giugno.
L’ingresso è gratuito, ma è obbligatorio prenotarsi online (qui, cliccando sul banner nero in alto).

I 141 nomi in mostra:
Giacomo Balla, Alberto Martini, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Severini, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Virgilio Guidi, Alberto Savinio, Osvaldo Licini, Filippo De Pisis , Mario Radice, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Marino Marini, Fausto Melotti, Edgardo Mannucci, Scipione, Bruno Munari, Luigi Veronesi, Renato Guttuso, Afro, Giulio Turcato, Carol Rama, Emilio Vedova, Pietro Consagra, Emilio Scanavino, Pirro Cuniberti, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Gastone Novelli, Marisa Merz, Piero Dorazio, Achille Perilli, Emilio Tadini, Lucio Saffaro, Giuseppe Uncini, Rodolfo Aricò, Dadamaino, Giosetta Fioroni, Lucio Del Pezzo, Irma Blank, Mario Schifano, Franco Angeli, Concetto Pozzati, Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Corrado Levi, Giuseppe Spagnulo, Claudio Verna, Tano Festa, Marco Gastini, Aldo Mondino, Alighiero Boetti, Eliseo Mattiacci, Maurizio Mochetti, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi, Luigi Ontani, Gilberto Zorio, Giuseppe Maraniello, Piero Dosi, Gino De Dominicis, Franco Guerzoni, Luigi Mainolfi, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Marcello Jori, Piero Manai, Francesco Clemente, Serse, Pinuccia Bernardoni, Antonio Violetta, Omar Galliani, Piero Pizzi Cannella, Arcangelo, Marco Tirelli, Giacinto Cerone, Andrea Fogli, Angiola Gatti, Stefano Arienti, Liliana Moro, Luca Pancrazzi, Sergio Sarra, Bianco-Valente, Luca Caccioni, Roberto Paci Dalò, Mauro Ceolin, Alessandro Pessoli, Sabrina Mezzaqui, Sergia Avveduti, Luca Piovaccari, Karin Andersen, Simone Berti, Andrea Chiesi, Eva Marisaldi, Francesco De Grandi, Marco Neri, Italo Zuffi, Fausto Gilberti, Giovanna Ricotta, Claudia Losi, Margherita Morgantin, Eléna Nemkova, Massimiliano Fabbri, Marzia Migliora, Ivana Spinelli, Andrea Facco, Francesco Pedrini, Federico Pietrella, Giuseppe Stampone, Simone Tosca, Flavio de Marco, Nicola Toffolini, Riccardo Baruzzi, Adelaide Cioni, Marco Di Giovanni, Luigi Presicce, Giovanni De Lazzari, Aldo Giannotti, Nicola Samorì, Sissi, Donato Piccolo, Guido Bisagni (108), DEM, Andrea Mastrovito, Giuseppe De Mattia, Ericailcane, Carola Bonfili, Ester Grossi, Jacopo Casadei, Paola Angelini, Mattia Barbieri, Valentina D’Accardi, Benni Bosetto, Alberonero, Mattia Pajè.

Osvaldo Licini, “Angelo ribelle (Amalasunta)”, S.D. Matita su carta.
(Collezione privata | foto: Giacomo Barazzoni)
Giorgio De Chirico, “Il sole sul cavalletto”, 1930. Matita e china su carta.
(Collezione privata | foto: Giacomo Barazzoni)
Marisa Merz, Senza titolo, S.D. Grafite su carta.
(Courtesy: Archivio Merz | foto: Renato Ghiazza)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
Enrico Baj, Senza titolo, 1953. China su carta.
(Collezione privata | courtesy: Fondazione Marconi, Milano)
Emilio Vedova, Senza Titolo, S.D. Tecnica mista su carta antica.
(Collezione privata | foto: Giacomo Barazzoni)
Renato Guttuso, “Katrin la muta”, 1952. Matita su carta.
(Collezione privata | foto: Giacomo Barazzoni)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
Pietro Consagra, “Sette immagini”, 1956. Inchiostro china su carta.
(Collezione privata | courtesy: Archivio Pietro Consagra, Milano)
Jannis Kounellis, Senza Titolo, S.D. Matita su carta.
(Collezione privata, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Carol Rama, Senza titolo, 1996. Tecnica mista su carta stampata.
(Collezione privata, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
Fausto Melotti, Senza titolo, 1979. Tecnica mista su carta applicata su tela.
(Courtesy: Galleria Spazia, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Dadamaino, “Lettera 3”, 1979. China su carta.
(Courtesy: Galleria Spazia, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Marco Gastini, Senza titolo, 2004. Grafite e polvere di colore su carta.
(Courtesy: OTTO Gallery, Bologna | foto: Alessandro Ruggeri)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
Giacinto Cerone, “Disegno su carta”, 1990. Tecnica mista su carta.
(Courtesy: Galleria Corraini)
Stefano Arienti, “Lucertola”, copia di lavoro, 2009. Matita, inchiostro, terriccio su fotocopia.
(Courtesy: l’artista)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
Luigi Ontani, “Moro amMirato, Burkina Faso-1995”, 2019, Roma.
(Courtesy: Maestro Luigi Ontani)
Sabrina Mezzaqui, “C’è un tacito accordo tra le mie matite e gli alberi là fuori”, 2020. Matite e gomma da cancellare su carta, 50×50 cm.
(Courtesy: Galleria Continua | Alessandro Ruggeri)
Allestimento della mostra “141 – un secolo di disegno in Italia”, Fondazione del Monte, Bologna
(foto: Alessandro Ruggeri)
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