CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)

LE articolo autodeterminativo: la nuova campagna di CHEAP in collaborazione con Moleste

La terra sulla quale poggiamo i piedi, all’apparenza tanto solida, è in realtà — come ci insegnano i geologi e le geologhe — un continuo accumularsi e scatenarsi di pressioni, attriti, tensioni. Una lotta ininterrotta tra spinte e resistenze. Quando l’energia immagazzinata, magari per millenni, trova modo di scatenarsi, ecco allora che la terraferma tradisce il nome che le abbiamo dato, si scuote, dimena e sconquassa, talvolta lasciando dietro di sé solo macerie. È quel che è successo e sta succedendo a molti di quegli ambiti professionali che, per decenni, ci sono sembrati panorami solidi e quasi immutabili. A un certo punto qualcosa si rompe. All’inizio è appena un sassolino che cade giù: una voce, un racconto, una testimonianza. Poi le crepe s’allargano e alla fine viene giù tutto. L’apparenza crolla e rimane la cruda realtà, con cui tutti quanto dobbiamo fare i conti il prima possibile, per poi, da lì, iniziare a ricostruire.

Come già accaduto in molti altri ambiti dell’industria culturale, anche il settore del fumetto ha iniziato a doversi confrontare con situazioni di molestie, abusi e discriminazioni, frutto, nella grandissima maggioranza dei casi, di quella cosiddetta “mascolinità tossica”, mostro multiforme che noi uomini facciamo così tanta fatica a identificare, soprattutto in noi stessi.
Proprio a partire da quei piccoli “sassolini” — cioè le testimonianze, che hanno iniziato a moltiplicarsi —, lo scorso ottobre è nato Moleste, un collettivo femminista che comprende fumettistǝ, sceneggiatrici, disegnatrici, coloriste, letteriste, soggettiste, giornaliste, traduttrici e ghost writer.
Creato per discutere e puntare l’attenzione su ciò che non va nel mondo del fumetto, Moleste lotta per il riconoscimento e il rispetto delle professioniste (e non) e il Manifesto è già stato firmato da decine di persone.

Il manifesto di Moleste

L’obiettivo di noi MOLESTE è combattere i comportamenti abusanti nel mondo del fumetto. Sono comportamenti nocivi, che mortificano chi li subisce e avvelenano l’ambiente per tutti.

  • la facilità con cui le autrici si trovano a subire le avance non richieste di insegnanti, responsabili di progetti e autori con un maggiore potere;
  • i sottili ricatti che mirano a ottenere attenzioni sessuali in cambio di opportunità lavorative;
  • le relazioni “amicali” abusanti nelle quali al rifiuto di favori sessuali corrispondono reazioni verbalmente violente, mobbing ed esclusione dell’accesso al mercato del lavoro;
  • il grooming come pratica diffusa e accettata;
  • i casi di molestie durante le fiere, durante i colloqui di lavoro o da parte dei propri insegnanti;
  • la discriminazione su base estetica;
  •  la difficoltà a trovare sostegno nel proprio ambiente lavorativo se si verificano abusi e violenze.

Quello che ci aspettiamo è un mutato atteggiamento da parte del nostro settore. Non solo una condanna teorica e generica dei comportamenti di cui sopra, ma un’effettiva partecipazione nel risolvere il problema da parte:

  • dei colleghi che si trovano in contiguità con gli abusanti, perché non fingano di non vedere e offrano ascolto e supporto a favore di chi subisce abusi;
  • delle case editrici, perché si assumano la responsabilità di una gestione etica e realmente paritaria, senza discriminazioni o atteggiamenti mortificanti nei confronti delle artiste e delle collaboratrici specialmente da parte di chi detiene posizioni di potere;
  • delle scuole di fumetto, perché vigilino sugli atteggiamenti e sui comportamenti dei loro insegnanti;
  • delle fiere e delle convention, perché adottino criteri inclusivi e non promuovano atteggiamenti sessisti né da parte del proprio staff, né dei propri ospiti, né del proprio pubblico.

Questo Manifesto è una chiamata all’unione e alla solidarietà, per migliorare la vita di tutte le persone coinvolte, qualunque sia il loro genere. Dalle professioniste che lavorano nel settore da molti anni, alle esordienti, a chi è ancora in formazione.
Noi MOLESTE intendiamo dare spazio e ascolto a chiunque ne abbia necessità, impegnandoci e chiedendo impegno al fine di creare un ambiente sicuro per chiunque lavori nel mondo del fumetto.
La nostra professione di solito è il risultato di grandi investimenti in termini emotivi, di formazione, di impegno e di fatica. Non vogliamo che solo un’altra di noi veda vanificati i suoi sforzi perché sulla sua strada ha incontrato uno di loro. “Loro” sono una minoranza e in un sistema sano non devono avere spazio di manovra.
Sul nostro sito ospiteremo documenti, testimonianze e offriremo supporto a chiunque si trovi ad affrontare i problemi che denunciamo.
Perché nessuna di noi sia più sola. Perché insieme possiamo davvero cambiare le cose.

Di recente il collettivo ha collaborato con un’altra realtà molto, molto attiva nell’ambito delle sacrosante rivendicazioni politiche e di genere: CHEAP.
Ad appena pochi giorni di distanza dal lancio della campagna Tette Fuori, CHEAP ha curato, anche questa volta per le strade di Bologna, un nuovo intervento di arte pubblica, realizzato appunto da Moleste.

Si chiama LE articolo autodeterminativo e consiste in 11 manifesti per altrettante tappe nella storia dell’autodeterminazione trans-femminista, tra lotte e figure di donne che hanno messo in discussione lo status quo.
«Scorrono così — riporta il comunicato — i temi dell’indipendenza, della resistenza, dell’autodeterminazione che hanno portato a conquiste necessarie come il diritto al divorzio (1970), al diritto all’aborto (1978), al riconoscimento dei legami same-sex (2016), passando per momenti culturali “rivoluzionari” come l’invasione queer nello spazio pubblico degli Anni 90, piuttosto che la riappropriazione del corpo e del desiderio nell’idea gioiosa del sex-positive degli Anni 80. Alcune figure di donne che hanno rotto gli schemi patriarcali con le loro vite, fanno da contrappunto alle conquiste: la pioniera Ada Lovelace, l’iconoclasta Tamara de Lempicka, l’impavida Franca Viola e la scomoda Franca Rame. Le Madri infine portano in strada tutto il coraggio di Plaza de Mayo negli anni 70, mentre Le Resistenti sono un omaggio alle donne combattenti per la liberazione dal nazi-fascismo in Italia».

Realizzati da 11 fumettiste firmatarie del manifesto di Moleste — Susanna Mariani, La Tram, Deborah Tommasini, Sonia Aloi, Elisa 2b, Francesca Ciregia, Grazia La Padula, Helena Masellis, Caterina Ferrante, Claudia Ianniciello e Ariel Vittori — i manifesti appaiono sugli spazi di pubblica affissione di via Irnerio e via Mascarella, a Bologna.
Di seguito alcune foto, opera di Michele Lapini.

CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
CHEAP e Moleste, “LE articolo autodeterminativo” (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
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