Peshmerga: la prima fanzine della nuova realtà romana BSTUDIO

Chi ha vite già piene, ricche di impegni e stimoli, ha la tendenza a riempirle ancora di più, continuando a suddividere magicamente la propria attenzione tra mille progetti e riuscendo, chissà come, a trovare del tempo senza toglierlo a tutto il resto (magari c’è una formula matematica che risolve l’equazione apparentemente impossibile, ma evidentemente il giorno in cui l’hanno spiegata ero assente).
Visti i profili dei due fondatori e della fondatrice, BSTUDIO va probabilmente a collocarsi nella schiera dei side project che si sviluppano in questa zona grigia in cui il tempo è potenzialmente infinito, l’impegno lo si va a estrarre da serbatoi inesauribili e l’amore ha il gusto umami che conferisce quel sapore di pienezza a ciò che si fa.

Due fondatori e una fondatrice, dicevo: loro sono Francesco Sanesi, che è illustratore e art director, lavora per diverse case editrici romane (Fazi, 66thand, Atlantide, Fandango) e collabora come grafico con Solferino e Rizzoli; Stefano Sbrulli, che fa il fotografo e il filmmaker, collabora con La7 e Mediaset e i suoi lavori sono apparsi su BBC News, Internazionale, La Repubblica ed El Pais; e Margherita Macrì, redattrice e editor che lavora, tra gli altri, per Fazi Editore, Italo Svevo, Rizzoli e readerforblind, oltre a scrivere per minimaetmoralia, Artribune e Flanerì e fare l’insegnante di italiano e storia.

Dalle loro teste e soprattutto dalla loro amicizia è appunto nato BSTUDIO, un laboratorio creativo di base a San Lorenzo, Roma, che prova a mettere insieme le discipline di cui si occupano già Macrì, Sbrulli e Sanesi, con l’obiettivo — spiegano loro — di «intercettare le storie minori, amplificarne la narrazione, cambiare la prospettiva del racconto» e renderle protagoniste di piccole iniziative autoprodotte e autofinanziate.

BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)

Una di queste storie minori, che ha poi dato vita al primo progetto del trio, è in realtà una «storia dentro la storia» — così la definiscono — e coinvolge l’esercito dei Peshmerga, cioè le forze armate del Kurdistan iracheno, uno stato che non c’è.

Qualche anno fa Sbrulli è andato a Erbil — metropoli che è anche la capitale del paese — per fotografare l’addestramento dei Peshmerga.
«È rimasto colpito dal loro modo di fare semplice e deciso — mi ha spiegato Macrì —, dalle loro divise un po’ raffazzonate, dal modo che avevano di vivere la guerriglia. Non era esattamente il suo modo di immaginare un esercito. Quando è tornato in Italia ce ne ha parlato, abbiamo visto le foto che aveva scattato e abbiamo capito subito che cosa lo aveva colpito, qual era la storia dietro la storia. Così ci siamo messi a ragionare su quali foto sarebbero potute andare bene per una pubblicazione su qualche rivista. Poi con il tempo abbiamo pensato che ormai eravamo troppo coinvolti e la rivista abbiamo deciso di farla noi».

BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)

Ecco dunque Peshmerga, che ha il formato di una fanzine e raccoglie alcune delle foto insieme a brevi testi e grafiche che raccontano il contesto.
Non si tratta di un approfondimento, non è strettamente un reportage e non pretende di illustrare ciò che succede, le ragioni e i torti di chi vive e combatte in un’area tanto centrale quanto complessa a livello geopolitico.
Peshmerga è un piccolo libriccino fatto con cura, mettendo fotografia e grafica al servizio di un soggetto culturalmente stimolante quale può essere un non-esercito fatto di non-professionisti, di gente comune che combatte con armi vecchie, divise diverse le une dalle altre, per uno stato che non viene riconosciuto.

32 pagine, 14 foto, stampato su carta Coral Book Ivory gr. 80 per gli interni, Arcoprint avorio gr. 300 per la copertine e Coral Book Ivory gr. 80 per la sovraccoperta, Peshmerga si può acquistare online.

BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)
BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)
BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)
BSTUDIO, “Peshmerga”, autoproduzione, 2021
(courtesy: BSTUDIO)