Quello della perdita di significato delle parole è un tema molto dibattuto negli ultimi tempi. Le rotte dei migranti come “crociere”, la “pacchia” di chi deve affrontare viaggi talvolta mortali, le ONG come “vicescafisti”: sono solo alcuni tra i più recenti esempi della risemantizzazione in atto da parte della nostra classe politica. Ma basta pensare a un termine nodale come “verità”, talmente bistrattato da aver partorito un neologismo, “post-verità”. Oppure a parole come “piacere” e “amicizia”, che Facebook ha definitivamente dirottato dal loro senso originario (nel suo saggio del 2011 Il dolore non vi ucciderà1 lo scrittore americano Jonathan Franzen parla di come “like” si sia trasformato «da una disposizione d’animo a un’azione compiuta con il mouse, da un sentimento a un’affermazione di scelta del consumatore»).

Dato che sono le parole a definire chi siamo e l’esperienza che facciamo del mondo, ed è attraverso di esse che costruiamo e condividiamo la narrazione di tale esperienza, si tratta di un argomento di importanza fondamentale. Argomento che l’illustratrice e graphic designer Sara Stefanini, svizzera di origine, milanese d’adozione, ha preso molto a cuore.
«Le parole hanno preso un’importanza diversa, sono diventate volatili e spesso troppo leggere, vivendo il tempo di un post anche (e purtroppo) nella vita reale», mi ha spiegato parlando del suo progetto più recente, che si chiama Controverso.

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

Controverso è un dizionario illustrato che “vive” su Instagram, dove Sara, che dice di curarlo «come fosse un germoglio», posta due parole a settimana, ogni martedì, a coppie: appariscente/invisibile, capire/fraintendere, aiutare/approfittare, dolore/grazia (il binomio col quale mi ha definitivamente conquistato).

«È una riflessione sull’utilizzo della lingua attraverso piccole metafore sulle relazioni e sui legami. Il peso di una parola, quello che comunica a seconda del contesto in cui viene utilizzata, i suoi contrasti, il suo volume», così Sara descrive l’idea che c’è alla base, e che poi concretizza costruendo un vero e proprio dizionario illustrato nel quale le coppie di termini sono tenute assieme sfruttando in maniera molto efficace la possibilità che dà Instagram di pubblicare immagini multiple.

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

Trattando di parole e del loro significato, Controverso si porta dietro un bel carico di responsabilità, che però Sara Stefanini affronta con seria leggerezza, quella leggerezza di cui parlava Calvino nelle sue Lezioni Americane.

Quando le chiedo se ha già previsto una pubblicazione — credo che un’iniziativa del genere meriterebbe anche un supporto un po’ meno evanescente rispetto al web —, lei rimane sul vago. «Vedremo», dice. «Sicuramente quello che accadrà a breve saranno delle piccole collaborazioni. Ma non voglio svelare troppo».
Nel frattempo Sara è aperta ai suggerimenti: chi avesse parole da suggerire, temi da trattare, può contattarla via Instagram.

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

(copyright e courtesy: Sara Stefanini)

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