«Questo è molto raro e totalmente sconosciuto», dice Erik Spiekermann mentre, munito di guanti bianchi, scopre dei fogli scritti in tedesco con un carattere in corpo grande. «Nell’era della stampa al computer pensi che tutto sia facile ma questo è fatto a mano», spiega. E aggiunge, sottolineando le sue parole con un gesto che mima l’atto di dipingere: «con un pennello».

Spiekermann, che è uno dei più grandi disegnatori contemporanei di caratteri tipografici e ha un meraviglioso laboratorio a Berlino, sta raccontando l’iniziativa che lo vede coinvolto, a capo di un piccolo gruppo di studenti, nel ricreare cinque caratteri tipografici progettati all’interno del leggendario Bauhaus.

(fonte: adobehiddentreasures.com)

Il progetto, partito da Adobe, è la seconda “tappa” di Adobe Hidden Treasures, una sorta di viaggio alla riscoperta di alcuni dei tesori dell’arte e del design del passato, con l’intento di diffonderli attraverso i software dell’azienda americana (l’anno scorso le protagoniste furono le pennellate di Munch.

Spiekermann e gli studenti hanno lavorato nella sede del Bauhaus di Dessau, città industriale nella quale la scuola, fondata da Walter Gropius nel 1919 a Weimar, venne spostata nel 1925, prima di muoversi di nuovo a Berlino nel ’32 ed essere definitivamente chiusa l’anno successivo dal regime nazista.
Per ricostruire i caratteri hanno dovuto fare a meno dei progetti originali (che non esistono) e si sono invece basandoti su schizzi, frammenti e documenti, digitalizzando gli alfabeti a disposizione, ricreando i pezzi mancanti, realizzando sostanzialmente dei nuovi font ideati quasi un secolo fa.

Per ora sono due i caratteri prodotti e pubblicati, uno disegnato da Joost Schmidt e ribattezzato Joschmi, l’altro (Xants) da Xanti Schawinsky.
Schmidt fu prima uno studente e poi diventò insegnante di calligrafia, diresse il laboratorio di scultura e quello di pubblicità, tipografia e stampa. Anche Schawinsky entrò al Bauhaus come studente e ne uscì come docente di scenografia.

Prossimamente ne arriveranno altri tre, opera di Alfred Arndt, che fu direttore del dipartimento di arredamento e rifiniture di interni, e di due studenti, Carl Marx e Reinhold Rossig.

Il Joschmi e lo Xants si possono anche scaricare su TypeKit e magari utilizzarli per partecipare al concorso lanciato da Adobe.

(fonte: adobehiddentreasures.com)

(fonte: adobehiddentreasures.com)

(fonte: adobehiddentreasures.com)