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Cerulean Crew: una sola missione, produrre oggetti blu

Ceruleo.
Tradizionalmente s’intende come tale il colore del cielo quand’è sereno. Anche se qualche dizionario etimologico lo indica come la tonalità che ha il mare, dov’è profondo, quando rispecchia l’azzurro del cielo (sereno, di nuovo).
Il termine, a ogni modo, deriva proprio dal latino cælum, cielo. Ma pure togliendo di mezzo la complicazione marina, c’è cielo azzurro e cielo azzurro: dipende dalla stagione, dall’ora, dalla latitudine, dallo smog. Il ceruleo di una giornata serena su una cima delle Ande dubito possa essere lo stesso della più bella e limpida giornata estiva di Bollate.

Checché ne dicano le scale cromatiche—che lo vedono  così  oppure  cosà —oppure Pantone, che l’ha nominato “colore del millennio” nel 1999, il ceruleo è dunque soprattutto uno stato dello spirito.

E chissà quale sarà stato il ceruleo immaginato da Pascoli nell’incipit della celeberrima poesia Il bove, di solito somministrata spavaldamente alle elementari o alle medie ai bimbetti con gli occhi sgranati o preadolescenti sghignazzanti:

Al rio sottile, di tra vaghe brume,
guarda il bove, coi grandi occhi: nel piano
che fugge, a un mare sempre più lontano
migrano l’acque d’un ceruleo fiume

Sarà stato d’accordo, Giordano Bruno, sulla sfumatura di blu? Qui, dal dialogo primo del De la causa, principio et uno.

La impresa che hai tolta, o Filoteo, è difficile, rara e singulare, mentre dal cieco abisso vuoi cacciarne e amenarne al discoperto, tranquillo e sereno aspetto de le stelle, che con sí bella varietade veggiamo disseminate per il ceruleo manto del cielo.

Siamo nel 1584. Sedici anni più tardi Bruno si preoccuperà più che altro delle tonalità del rosso, del giallo e dell’arancio, quelle del rogo che lo ridusse in cenere in piazza Campo de’ Fiori, a Roma, condannato per eresia dalla Santa Inquisizione.
Ma torniamo a Pascoli (a cui il ceruleo piaceva tantissimissimo. Nei suoi Primi poemetti ceruleo era pure il Po, figuriamoci), però stavolta arrampichiamoci con lui sui monti. Dal fiume ceruleo al ceruleo acciaio della piccozza e de La piccozza, poesia del 1906.

Da me, da solo, solo con l’anima, con la piccozza d’acciar ceruleo, su lento, su anelo, su sempre; sprezzandoti, o gelo!
E salgo ancora, da me facendomi da me la scala, tacito, assiduo; nel gelo che spezzo, scavandomi il fine ed il mezzo.

Pare di sentirlo, no, lo scricchiolio del ghiaccio che si spezza? È lo stesso rumore dell’autostima di Andrea “Andy” Sachs che va in frantumi in quella che è forse la scena più celebre de Il diavolo veste Prada.
Di nuovo, ceruleo!

Ripetere di seguito blu ceruleo blu ceruleo blu ceruleo ha anche delle controindicazioni.
Vedere uno dei migliori episodi di sempre di X-Files—3ª stagione, episodio 17, Pusher—per credere:

https://www.youtube.com/watch?v=kZVGBStb6qo

Ma veniamo a noi.
Dopo tanto ceruleo divagare, ecco il succo del post: un nuovo, piccolo marchio che aspira ad essere l’incarnazione stessa della cerulità, Cerulean Crew.
Fondato da Jowey Roden e Sarah Mei—lui designer, lei IT Girl o giù di lì, entrambi inglesi—si tratta di un progetto che ha un’unica, chiarissima missione: produrre oggetti, oggetti in edizione limitata, oggetti blu.

La prima serie è composta da soli due pezzi, due spillette dal sapore vintage, eleganti e interessanti ed economicamente abbordabili quanto basta per farne un successo praticamente assicurato.
Ogni pezzo, di queste e delle prossime serie, verrà prodotto in un’unica tiratura per poi non esser più replicato. Nemmeno se vai sotto casa di Jowey e Sarah ripetendo fino allo sfinimento blu ceruleo blu ceruleo blu ceruleo.

CC_Heart

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CC_All_In_Hand

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CC_Twosome

CC_Twosome_02

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