Paul

Bande des Quatres e la collezione di gioielli ispirata alla tipografia

Adrian come Adrian Frutiger, Albert come (immagino) Albert Boton. E poi Aldo (Manunzio: qua vado sul sicuro), Christian (Schwartz?), Eric (Gill), Frederic (Goudy), Günter (Gerhard Lange), Hans (Eduard Meier), Herb (Lubalin), Jackson (Burke), Jonathan (Hoefler), Max (Miedinger), Morris (Fuller Benton), Paul (Renner), Stanley (Morison), Tobias (Frere-Jones), Veronika (Grüger? Burian?), William (Caslon).

Si chiamano così i pezzi della nuova collezione del marchio canadese di gioielli Bande des Quatres, e gli esperti di type design avranno già riconosciuto i nomi di alcuni tra i mostri sacri della storia della tipografia.

Ogni collezione prodotta dal duo formato da Erin Wahed e Janis Kerman—la prima alla progettazione, la seconda alla realizzazione—si ispira infatti a una disciplina creativa.
Dopo aper esordito con una serie di anelli che prendevano il la dallo stile Bauhaus è stata la volta dell’architettura (con bracciali Eames, anelli Gehry), per poi passare alla fotografia, al minimalismo e infine, quella che vedi nelle foto, appunto il type design.

Lungi dal riportare pedissequamente i caratteri tipografici sulle loro creazioni e farti indossare ad esempio una G in Gotham o una Helvetica H—troppo facile, no?—il duo Wahed-Kerman preferisce giocare di dettagli e di concetto, e se da una parte ci vuole l’occhio e la sensibilità di un esperto per strecciare la matassa degli omaggi, delle citazioni, dei rimandi, dall’altra l’eleganza e la minimale semplicità dei pezzi non ha bisogno di lauree e diplomi per essere percepita e apprezzata.

Max
Max
Morris
Morris
Paul
Paul
Stanley
Stanley
Veronika
Veronika
Eric
Eric
Christian
Christian
Herb
Herb
Aldo
Aldo
Gunter
Gunter
Albert
Albert
William
William
Hans
Hans
Tobias
Tobias
Frederic
Frederic
Jonathan
Jonathan
Adrian
Adrian
Jackson
Jackson

foto Hugo Arturi
styling Adrian Manuel
hair Lizzie Arneson
makeup Cheyenne Makeup
grafica Thorbjørn Gudnason
modelli Lilian Liu e Scott M Simpson

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