Save the date | Mag Is In

La cultura dell’editoria indipendente, qui in Italia, è ancora affare di nicchia.
Le edicole si lamentano. I quotidiani subiscono continue emorragie di lettori. I periodici mainstream non riescono a rinnovarsi da anni. E ai grossi editori il terreno sul quale credevano d’aver piantato fondamenta indistruttibili sta franando più velocemente di quanto si erano stati preparati a credere dai vari reparti marketing e dalle ricerche di mercato.

Intanto la carta viene data per morta una settimana sì e l’altra pure, mentre la cosiddetta massa vede il collasso del settore come endemico al periodo storico, considerandolo una mera conseguenza della crisi economica, destinata prima o poi ad esaurire i propri nefasti effetti e a lasciare che le cose ritornino pian piano come prima, ignorando che le cause del collasso sono solo parzialmente da imputare alla recessione e che l’editoria, così come la conosciamo, è destinata all’estinzione, schiacciata sì dal peso (virtuale) del digitale ma soprattutto dalla scarsa rapidità d’aggiornamento dei dinosauri del settore, dal livellamento verso il basso della qualità dell’informazione, della ricerca e dell’approfondimento giornalistico e dal non aver intuito per tempo i mutamenti della società, che hanno trasformato il lettore generalista in cerca di prodotti generalisti in lettore esigente che ha bisogno di un dialogo costante, interattivo, con più di una realtà editoriale, cercando quotidiani e riviste dalla linea editoriale chiara, espressione di nicchie (politiche, culturali, artistiche) sulle quali sintonizzare le proprie idee, passioni, hobby.

Tutto questo mentre l’editoria indipendente, in Italia come nel resto del mondo, sta vivendo un’era di fermento come soltanto, forse (e con modalità molto diverse) si era visto negli anni ’70 e ’80.
Mi piace pensare che anche Frizzifrizzi stia dando il suo contributo alla crescente attenzione verso questo panorama ricchissimo e complesso, dedicando un’attenzione quasi quotidiana verso nuove realtà che nascono e segnalando i contributi che in tutto il Paese alcuni giovani appassionati stanno dando per far conoscere questo mondo anche al di fuori degli addetti ai lavori e di quelli che si esaltano davanti ad una pagina stampata su carta pregiata o si eccitano con l’odore degli inchiostri: penso ad iniziative come Fruit, L’Edicola, Micro

Un’ottima notizia, dunque, la nascita di un progetto come Mag Is In, archivio/indagine in progress sui magazines indipendenti ed autoprodotti, ideato e realizzato da Plug, incubatore torinese di creatività, curato da Vanessa Poli e Francesca Oddenino insieme a Fabio Guida, con la collaborazione del Politecnico di Torino.
Mag Is In sta pian piano inserendo in archivio nuove testate, compilando per ciascuna una scheda tecnico/informativa, e a novembre organizzerà una mostra con le riviste indipendenti più interessanti del panorama mondiale. Ovviamente da non perdere.

Per tutti gli aggiornamenti c’è la pagina facebook.

QUANDO: 6 – 10 novembre 2012
DOVE: La Casa del Pingone | via della Basilica 13, Torino | mappa

Altre storie
Vuoto: un nuovo progetto editoriale sulla città che cambia