Save the date | Micro, independent publishing festival

Tipo cercare l’ago nel pagliaio. Il pelo nell’uovo. O una micro-machine in garage.
L’editoria indipendente è più viva che mai ma al contrario della stampa mainstream – con testate che dalle edicole ti saltano addosso come zombie anche se sei solo di passaggio, urlandoti in faccia titoli morbosi, lanciando lascivi ammiccamenti da copertine piene di celebrities, promettendo di farti trovare lavoro, vivere felice, scopare quattro volte al giorno, campare fino a 200 anni – le riviste indipendenti e le fanzines devi andartele a cercare con il lanternino della curiosità e una buona dose di links a disposizione (tipo questi).

Come dice Federico Sarica, direttore di Studio: «il lettore medio non esiste». Un concetto che i grandi gruppi editoriali non sembrano aver ancora afferrato come si deve, contorcendosi in mille inutili acrobazie per far quadrare i conti e contemporaneamente allargare una fetta di mercato che inesorabilmente va riducendosi di anno in anno, alla stessa velocità con la quale il lettore di una volta lascia il campo e si frantuma in decine e decine di lettori diversi, ciascuno col suo cappello di competenze/interessi/passioni in testa, alla disperata ricerca di prodotti editoriali che attraverso linguaggi ed estetiche differenti riescano a soddisfare le varie tipologie di consumatore culturale che spesso convivono nella stessa scatola cranica.

Per i piccoli editori, invece, il discorso è diametralmente opposto. Ben consapevoli dell’iper-frammentazione del pubblico in nicchie – che d’altra parte sfuggono ad una categorizzazione da “schemino di Repubblica” e sfumano le une nell’altre, vivendo di contaminazioni, ibridi e finendo ben oltre la post-moderna mescolanza tra alto e basso – il loro problema è raggiungere il proprio pubblico.
Se da una parte il web arriva in aiuto di queste realtà attraverso tutta una serie di siti (dei quali, mi piace pensare, fa parte anche il nostro), nel nostro paese a livello di eventi dedicati all’editoria indipendente si fa ancora troppo poco rispetto all’abbondanza di fiere, festival, temporary shops che ad esempio spuntano come funghi negli altri Paesi, su tutti quelli anglosassoni.

Proprio per questo credo che un festival come Micro debba essere supportato il più possibile. Per fare in modo che dopo questa prima edizione – fortemente voluta, ideata ed organizzata da La Caffettiera, contenitore creativo fondato da Giuliana Tammaro di Branchie e Marco Nicotra di Bolo Paper, in collaborazione con Art Kitchen – che si terrà negli spazi milanesi di Superground, ce ne sia un’altra e poi un’altra, e un’altra… E che possa ispirare altre realtà italiane in pieno fermento a fare lo stesso, ovunque.

E mentre Micro sta per arrivare con la sua mostra-mercato, i suoi workshops, le presentazioni, le esposizioni, i dibattiti e le performance (il programma completo lo trovi qua), datti da fare e condividi, partecipa, chiedi, proponi. E manda definitivamente in pensione il “lettore medio” che qualcuno vorrebbe che fossi.

QUANDO: 12 – 14 ottobre 2012
DOVE: Superground | via Dionigi Bussola 4, Milano | mappa

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