Frizzifrizzi è in vacanza fino a inizio settembre.

Jeana Sohn: from the flea market to the forest and back.

Jeana Sohn è proprio come i personaggi che popolano le sue opere: minuta, aggraziata, con un bellissimo fascio di capelli neri che incorniciano un viso luminoso dallo sguardo determinato e dolce. Le sue illustrazioni sono come fili d’argento fissati su tela, legno e talvolta anche uova e pietre di mare. Talvolta Jeana ce ne mostra la superficie, altre volte gli abissi.

Ciao Jeana, com’è il tempo a Los Angeles? Qui a Berlino è un po’ nuvoloso.
Ultimamente c’è stato molto caldo. Ieri è stato il giorno più caldo degli ultimi anni.

Il tempo influenza il tuo umore quando dipingi? Qual’è la tua stagione preferita?
Sono sempre più attiva e produttiva nelle stagioni calde. Tutto mi sembra molto più bello in estate e mi sento molto ispirata. Decisamente l’estate è la mia stagione preferita.

I tuoi quadri, molto spesso, possiedono un’aura sognante: bambini smarriti nel bosco o che attraversano una tempesta, fanciulle minuscole che volano intorno a bellissimi fiori o che fluttuano negli abissi, altre creature che dormono ai piedi di un albero. Sono i tuoi sogni ad ispirarti? Ne hai di ricorrenti?
Sono più ispirata dalle parole, dai testi, dalla poesia, dalla musica e dalle storie più che dai sogni. Quando ero più giovane facevo moltissimi sogni strani e divertenti, ma adesso credo che siano così noiosi che nemmeno li ricordo!

La tua arte è fatta di dettagli: fili d’erba, foglie, capelli, intrecci. Per dipingere in questo modo penso che tu debba avere delle mani di fata ed un forte equilibrio. Cosa ti fa capire cdi essere pronta per un nuovo disegno? Qual’è il tuo processo creativo?
Uso prevalentemente pennelli di tipo “0” e di conseguenza mi fanno male poi le mani e le spalle. Io non dipingo tutto il tempo, come fanno molti artisti. Mi piace fare anche altro, come fotografare, girare e montare video, scrivere sul mio blog, e poi, improvvisamente, sento la necessità di tornare a dipingere. Mi piace focalizzare la mia attenzione su una cosa per volta e quando mi stanco mi sento pronta per dedicarmi ad un nuovo progetto. Il mio processo creativo cambia soventemente. Alcune volte comincio con una penna a disegnare e tracciare un disegno su un pannello, ma altre volte non ho nulla di pianificato. Semplicemente comincio da un piccolo punto e lascio la mia mano libera di andare…

Quando hai deciso di trasferirti da Pohang, in Korea, a Los Angeles?
Mi sono trasferita prima a San Francisco 10 anni fa. Ho vissuto lì per un anno e poi sono venuta qui a Los Angeles alla CalArts (Californian Institute of the Arts).

Cosa ti manca del tuo paese? In cosa, pensi, abbia influenzato il tuo modo di dipingere e la tua immaginazione?
Mi mancano i miei genitori e i miei amici di infanzia. Sono cresciuta in un bellissimo e tranquillo villaggio pieno di alberi di ciliegio e libellule. Mi piaceva giocare nel bosco e andare a caccia di farfalle e libellule. Sono stata molto a contatto con la natura per cui credo sia questo l’elemento caratterizzante della mia sensibilità artistica.

Sembra che nei tuoi disegni ci sia uno straordinario connubio di favole e mitologia. C’è una favola coreana che ti piacerebbe condividere con noi?
Amo le storie di fantasmi coreane, specialmente “Janhwa, hangryean” (letteralmente “rosa fiore, rosso loto”) è la mia preferita. Non posso raccontarla certamente tutta, ma riguarda due sorelle fantasma. Fa un po’ paura ma è molto bella! (ride).

Seguo il tuo blog da molto tempo e vedo che ti interessano la moda e la fotografia. Credi che la tua arte sia cambiata negli ultimi anni e che stia prendendo nuove direzioni? Ti senti più estroversa?
Sono sempre stata interessata alla moda e alla fotografia fin da bambina. Cerco di mantenere il mio blog più incentrato su moda e fotografia poiché sono i miei hobbies. La mia priorità è comunque ancora la pittura. Mi piace semplicemente lasciarmi andare a tutte le espressioni d’arte.

Cosa sognavi di diventare quando eri bambina, e cosa sogna di diventare oggi Jeana?
Da bambina volevo diventare una reporter o una stilista. Oggi spero di diventare una brava artista e film-maker.

Tu e tuo marito Brad Breeck, membro della rock band indie “THe Mae-Shi”, vivete con il vostro gatto Nylon e il vostro cane Choco a Los Angeles: com’è la vita per gli artisti a Los Angeles? E’ difficile lavorare con le giuste persone ed essere coinvolti in buoni progetti? Potresti raccontarci della tua esperienza lavorativa in questa città?
E’ molto faticoso essere artista in questo momento, dovunque tu sia, tranne per le grandi star. Esiste una comunità di artisti qui a L.A. ma francamente non credo di essere connessa a questo tipo di realtà. Sto piuttosto per i fatti miei, preferisco sviluppare le mie idee in proprio e questo mi rende molto felice.

Sei mai stata in Italia? Quale città ti piacerebbe visitare per prima?
Non sono mai stata in Italia, ma mi piacerebbe visitarla presto. Da Roma forse?

Ci sono illustratori italiani che ti piacciono?
Onestamente non conosco nessun illustratore/artista italiano attuale.

Alcune anticipazioni sui tuoi prossimi progetti? Illustrazioni…fotografia…video…
Il mio nuovo progetto è attualmente una rubrica settimanale sul mio blog chiamata “Closet Visit”. Visito le case di persone che abbiano un loro stile che mi ispiri e ne fotografo i vestiti ed il loro guardaroba. Mi sto dedicando a questo progetto perché, come dicevo, adoro la moda ed è anche una possibilità per esercitarmi nella fotografia. Sto anche progettando di finire il mio primo corto indipendente entro l’anno (sto ancora scrivendo il copione) ed infine mi piacerebbe avere personale entro la prossima primavera.

Jeana, qual è l’ultimo libro che hai letto, l’ultimo cd ascoltato e l’ultimo piatto che hai cucinato (Jeana è un’ottima buongustaia e anche brava cuoca)?
Sto leggendo “Mangia, prega, ama”. Di recente ascolto molto il cd degli Skull Tape, la nuova band di mio marito, e ho cucinato una zuppa con vongole e spinaci proprio l’altro giorno.

Prima di salutarti, potresti darci la tua top 10 dei posti che ami a L.A.?
Malibu Beach, Mozza (il mio ristorante italiano preferito), Griffith Park Hiking  trails, Melrose flea market, Korea town, Japan town, Huntington botanical garden, Rancho Palos Verdes dog beach, Catalina Island, le gallerie d’arte a Culver City.

Interview © Bruno Colajanni (www.ludag.com)
Illustrations © Jeana Sohn

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