Dublab

Dublab

Penso che una delle caratteristiche che una radio debba necessariamente avere è la capacità di farti subito entrare nello spirito delle cose. Mi spiego: sono le 9,00 del mattino del 21 marzo e quando ascolto una radio voglio che questa mi porti niente di meno e niente di più che alle 9,00 del mattino del 21 marzo.

Voglio che sia la colonna sonora perfetta per la mia giornata. Che preveda quello che farò di lì a poco e metta delle musica adatta all’occasione. Che sottolinei la mia vita, interpreti i miei pensieri, le mie pause, i miei momenti di iperattività e quelli di calma. Che mi affondi nelle mie stesse tristezze ma che sappia tirarmene poi anche fuori come la mano di un amico che vedi avvicinarsi mentre stai immerso lì in mezzo al lago. Tutto questo senza per forza essere rassicurante: il dj non deve per forza metter su pezzi che già conosco per farmi rendere familiare il mondo ma deve scegliere la strada difficile e sapermi rassicurare con qualcosa di nuovo.

Compito difficile, lo so. Per questo ascolto poco la radio: basta poco perché una playlist mi faccia incazzare. Poi qualche giorno fa ho scoperto Dublab. E finora è stata la colonna sonora delle mie giornate. In diretta o nell’ipod, ma sempre sincronizzata con tempismo incredibile con i miei ritmi. Considerando che trasmettono da un fuso orario diverso, la cosa è quasi soprannaturale.

P.S.
Non fatevi ingannare dal nome. Il dub non c’entra. O meglio, è solo uno tra i tanti generi che propongono.

via Josh Spear

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