Tag Archives: donna

Leaves by Giulia Boccafogli

Leaves by Giulia Boccafogli

Scritto il 15 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Giulia Boccafogli deve aver passato l’autunno a guardare le foglie cadere dagli alberi e ad immaginare di indossarle. Poi, una volta nel suo studio, ha iniziato a realizzare le sue di foglie – in pelle, coloratissime, tutti pezzi unici, con chiari richiami alle stampe giapponesi – per poi realizzare collane e cerchietti che sembrano salutare l’arrivo della primavera.

Giulia, che diventa sempre più brava, collezione dopo collezione, la conosco già da un po’ e so che le piace giocare con il suo nome: i suoi gioielli li chiamava giulielli ed ora, con Leaves, non posso non pensare ad un rimando tutt’altro che casuale al suo cognome.

In attesa di vedere il suo sito, per ora in costruzione, potete dare un’occhiata al suo blog e al catalogo con tutte le sue bellissime creazioni, mentre qui trovate il lookbook con l’intera serie di (bocca)foglie.
Per informazioni o per acquistare potete chiedere direttamente a Giulia scrivendole all’indirizzo info@giuliaboccafogli.it, mentre prestissimo alcuni pezzi selezionati saranno in vendita da Bolondon, a Bologna, e più avanti in altri punti vendita.

Dopo il salto altri pezzi della collezione [...]

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Noémie Doge

Noémie Doge

Scritto il 15 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Scommetto che decine di voi signore all’ascolto hanno, almeno una volta, valutato l’idea di far a pezzi il pallone con cui la vostra dolce metà va a giocare a calcetto diciamo ogni giovedì sera.
Che poi, lo so bene, il problema non è il calcetto di per sé, ma sopportare le lagne ed i doloretti del dopo partita. Si perché la dolce metà invecchia, non è più il ventenne elastico e muscoloso di qualche anno fa e solo lui non se ne è ancora reso conto.

Sto divagando, torniamo a Noémie Doge. Lei fa sul serio, i palloni li prende, li tagliuzza e cuce i pezzetti con fili d’argento, ottenendo la bella collana che vedete nell’immagine in alto a sinistra.

Il risultato del suo lavoro sorprende lei stessa, guardando i suoi pezzi dice di aver spesso l’impressione che essi siano sempre esistiti, che siano più vecchi di lei, come se lei non avesse fatto altro che trovarli!

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Party in Paris: Wi-Filles + Womanity

Party in Paris: Wi-Filles + Womanity

Scritto il 15 marzo 2010 da Kasia Gumowska.

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Di solito, mi ci vogliono decisamente più di due appuntamenti per farmi perdere la testa, ma per Parigi ho fatto un’eccezione. Sarà stata l’atmosfera della settimana della moda in corso o dello spettacolare sole primaverile – il fatto sta che mi sono innamorata perdutamente!

Anche questa volta, grazie ad una mail davvero magica, per una notte sola mi sono ritrovata nel cuore di Parigi, a partecipare ad una festa unica e irrepetibile! La location d’eccezione è stato Le Salon des Mirroir – il salone degli specchi situato in uno dei passaggi commerciali più belli e anche storici, perché risalenti al Novecento, di tutta la capitale francese.

Dunque, qual’è il nuovo prodotto che vogliamo presentarvi? Un profumo? Un rossetto? Ci deve pur essere un motivo per organizzare una festa per 300 blogger francesi (Frizzifrizzi è stato l’unico inviato estero!). Spero vi sorprenderà la notizia, che dietro tutto quanto non ci sia stato nessun intento promozionale, niente marketing o pubblicità online.

Che ci sono andata a fare, allora? Celebrare la Festa della Donna!

E non sto scherzando! Si tratta della ormai 7° edizione di Wi-Filles Party, un evento ideato per unire il mondo dei blog al femminile. Ma se pensate che il mio post sarà un elenco di bicchieri di champagne e di Contrepolitan che mi sono stati gentilmente offerti, vi sbagliate!

Lo stesso giorno è stato lanciato un sito web, Womanity.com, disponibile in sei lingue diverse, tra cui anche l’italiano. Pensato e creato per e sviluppato interamente dalle donne, è uno spazio virtuale dove dialogare, esprimere se stesse, creare o semplicemente divertirsi. Ognuna di noi può apportare un suo piccolo contributo – individuale e personalizzato – che entro 24 ore sarà connesso ad altre idee e pensieri, con l’intento di generare un gigante mosaico realizzato dalle donne di tutto il mondo. Come ha detto l’inventore del sito, niente meno che lo stesso Thierry Mugler:

“At the heart of it is what one woman learns from another. Womanity is that bond: giving, complicit, a tacit affinity.”

Per invogliarvi a partecipare anche subito, vi svelo che a breve avrà luogo il primo dei vari concorsi, tutti super-creativi! E lo saranno anche i premi previsti dal team Mugler – un viaggio per due in una località scelta a piacere (e fantasia) della vincitrice: suona niente male, vero?

Allora, che ne pensate di tutto questo, care lettrici?

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Mode en Module

Mode en Module

Scritto il 13 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Si chiamano Matthew Gill ed Ann Nelvig. Lui è un grafico con 11 anni di esperienza alle spalle. Lei è una fashion designer che ha collaborato con Ann Sofie Back e Meadham Kirchoff.
L’anno scorso i due hanno fondato Mode en Module, brand di gioielli ed accessori che si chiama (credo non a caso) come uno dei libri del pluripremiato e leggendario designer Wim Crouwel.

Realizzati principalmente in cuoio, i prodotti di Mode en Module sembrano più sculture che gioielli. E la borsa – ultima immagine dopo il salto, ma la vedete meglio sul sito – dal prezzo abbordabilissimo (170€ o giù di lì) entra subito nella mia wishlist. [...]

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Vittoria, chapeau!

Vittoria, chapeau!

Scritto il 13 marzo 2010 da Cinzia Migliardi.

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Avevo una collega che diceva cheveux invece di chapeau. Cose che capitano. Comunque, come ben sapete, l’espressione indica una profonda ammirazione per qualcuno, o meglio, per il gesto che qualcuno ha fatto.

La stessa che rivolgerei a Vittoria Valzania, modista come non ce ne sono quasi più nel 2010. Confeziona cappelli femminili ed è veramente cosa rara al giorno d’oggi. Forse qualcuno potrebbe definirla una designer, ma, dalle sue creazioni mi sembra di trovare un gran bagaglio di esperienza e idee che preferisco chiamarla modista.

Li realizza uno ad uno, tirando il feltro a mano sulle forme di legno. Ce ne sono di tutti i colori e di tutti i tipi, in particolare pioggia di cloche e qualche paglietta.

Trovate tutte le immagini qui e per le informazioni potete scriverle una mail. [...]

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Dressed Up: a critical fashion show – stasera!

Dressed Up: a critical fashion show – stasera!

Scritto il 12 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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L’appuntamento con DRESSED UP: a critical fashion show, che vi avevamo annunciato giorni fa, è per stasera.
Dalle 19,00 ci sarà la (molto poco) sfilata (molto più) performace dei fashion designers che hanno aderito all’iniziativa - Caira DesignLaafiaLaboratorio IsolaLavgon,RiciclabòQuincy TorinoStefierreSamanthakhan Tihsler – ovvero piccole realtà che rappresentano l’alternativa ai luccichii del fashion system, e si basano invece sulla ricerca, sulla qualità, sulla sartorialità.

Il tutto è organizzato da quella splendida realtà milanese che è Isola della Moda, all’interno di Fa la cosa giusta, fiera del consumo critico che da oggi e fino a domenica, sarà il punto d’incontro tra tutti coloro che credono e lavorano nel settore dell’economia solidale.

Per tutte le informazioni: dressed-up.it e falacosagiusta.org/milano.

Dressed Up: a critical fashion show
@ critical fashion
Fiera Milanocity – pad.2 – porta scarampo 14
viale Scarampo, Milano
(vedi mappa)

venerdì 12 marzo 2010
dalle 19,00

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Åsa Lockner

Åsa Lockner

Scritto il 12 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Non so se esiste un video per Come Back to Camden di Morrissey: non l’ho visto e non lo voglio vedere, mi rovinerebbe l’atmosfera che mi sono sempre immaginato.
La scala marrone scuro scolorita, il té che sa di Tamigi, il cielo vittoriano (vuoi mettere dire in una frase “cielo vittoriano…”) grigio ardesia.

E nel video che esiste solo nella mia testa, lei (che per Moz magari è lui ma fa lo stesso) ha indosso i gioielli di Åsa Lockner.
Senza dubbio alcuno.

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Scelto da Superfly Deluxe: Bobby Burns

Scelto da Superfly Deluxe: Bobby Burns

Scritto il 11 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Partiti nel 2001 come brand di abbigliamento, tre anni dopo gli svedesi di Bobbie Burns si sono convertiti alle scarpe, con due linee completamente diverse tra loro: sneakers da una parte, scarpe più classiche dall’altra (sotto il nome di Refined by Bobbie Burns).

Ispirate alla cultura punk e rock, e create dai designers/djs Henrik Standerth e Patrik Lakso, le trovate da Superfly Deluxe nei modelli che vedete qui sopra – bianco, nero, rosa, turchese – tutti in tela con linguetta ed inserti in cuoio e prezzi più che abbordabili (59€).

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Catherine André SS2010

Catherine André SS2010

Scritto il 11 marzo 2010 da Rossana Levetto.

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Ogni pausa pranzo che mi capita di passare davanti alla vetrina che ospita le sue creazioni, resto ipnotizzata..

Benché gli articoli vengano cambiati di rado (è una piccola boutique nel centro di Varese), non posso non fermarmi almeno un attimo a rinfrescarmi lo sguardo con i suoi colori brillanti ma sempre perfettamente calibrati, con accostamenti originali ma chic, colori complementari che trasmettono benessere e tagli decisamente… francesi (quel punto di viola non riesce a non farmi pensare alla Provenza!)

E’ Catherine André.
Ricorda Missoni (anche nel prezzo purtroppo! sigh) ma è un po’ meno geometrico, la maglina sembra morbidissima e tutto pare comodo comodo; i capi sono fluenti e disegnano la silhouette con eleganza, per giovani donne romantiche e sensibili, originali ma con classe.
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Florie Dupont

Florie Dupont

Scritto il 11 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Una sera di qualche tempo fa, su un treno Milano-Bologna, io ed un giovane amico stanchi, annoiati per il ritardo (ma non doveva essere AltaVelocità?), dispersi chissà dove nella pianura padana, abbiamo iniziato a discutere sul valore simbolico dell’anello.
Quell’anello che lui regala a lei per dire:”Si, mi voglio impegnare”.

La mia posizione di zitella attempata e dissacrante sarà presto chiarissima: non ho mai sognato “quell’anello”, per me non ha in sé nessun valore intrinseco.
Aggiungo anche che qualora un uomo mi regalasse un anello con il solitario, che pare sia il più sognato dalle donne, io mi incazzerei moltissimo.

Perché vi chiederete voi strabuzzando gli occhi e pensando di aver problemi con il monitor? Beh, perché il tizio in questione, dimostrerebbe in modo lampante di non conoscere affatto la persona con cui vuole impegnarsi.
Se invece si presentasse che so io con uno degli anelli di Florie Dupont, ma anche con una spilla, beh mi avrebbe conquistata. Se non per sempre, almeno fino alla prossima infatuazione…

Florie Dupont è una giovanissima jewellery artist nata in Francia che, dopo aver studiato ad Amsterdam, si è trasferita in Svizzera dove vive e lavora.
Io, come avrete intuito, mi sono letteralmente innamorata dei suoi anelli e delle sue spille! [...]

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Micro-tendenze SS2010 #5: sandali ultraflat

Micro-tendenze SS2010 #5: sandali ultraflat

Scritto il 11 marzo 2010 da Marisa Amoroso.

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Benetton (1); Marc by Marc Jacobs (2); Jimmy Choo (3); Christian Louboutin (4); H&M (5); Office (6); Fendi (7); Ixos (8); Topshop (9)

Come ogni regola che si rispetti, ecco arrivare l’eccezione: non solo tacchi vertiginosi per questa estate, ma tanti sandali ultraflat, ben in vista sulle passerelle, sui cartelloni pubblicitari e anche nelle corsie dei nostri immancabili negozi low cost.
Non c’è bisogno di allenamento per portarli e si possono indossare con qualunque capo purché abbinato con le dovute accortezze: ad esempio un sandalo gioiello per un abito da sera, un sandalo alla schiava in cuoio intrecciato per il giorno, un infradito per la spiaggia.

Qualunque donna può portarli, ma mi permetto di fare un paio di premesse: se avete le gambe corte e tozze, non scegliete i modelli allacciati alla caviglia, sembrerete un foto-montaggio mal incollato col rischio di apparire ancora più basse, scegliete piuttosto un modello molto aperto che lascia il piede libero slanciando la figura (è concesso al massimo un lacetto dietro la caviglia).

Se siete molto magre, al contrario, scelgiete pure i modelli intrecciati fin sopra alla gamba, i sandalstivali, i sandali-tronchetto, allacciati alla cavaiglia, alla schiava, il risultato sarà che le vostre gambe sembreranno più sode e muscolose.

Se avete le gambe perfette, non avete di certo bisogno dei miei consigli, mettete pure tuto ciò che volete, per voi non ci sono limiti, ma fossi in voi, indossare amuleti contro l’invidia altrui, melgio ancora se attaccati direttamente sul sandalo come i modelli della office.

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Nike Vintage Vision

Nike Vintage Vision

Scritto il 10 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Che occhiali avrebbe fatto la Nike negli anni ‘70?
Questi. Ma all’epoca il brand dello swoosh era ancora agli inizi e gli occhiali non erano di certo tra le loro priorità.

Oggi, immaginando di poter tornare indietro nel tempo – e con uno sguardo a icone come Paul Newman e Steve McQueen – ecco cosa sarebbe uscito dal cilindro (o meglio dal portaocchiali) della Nike.
Tre modelli, in diverse varianti, con lenti di ultima generazione: Vintage 72, Vintage 76 e Vintage 77.

Prestissimo nei negozi, giusto in tempo per la primavera. Se mai arriverà.

Dopo il salto gli altri modelli

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La crisi nuoce gravemente allo shopping? Swaporama

La crisi nuoce gravemente allo shopping? Swaporama

Scritto il 10 marzo 2010 da Giulio Casagrande.

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Eccomi dopo un bel po’ di silenzio. Ritorno (cercando di farlo più o meno trionfale) per raccontarvi di un piccolo evento gestito da 3 piccole donne temerarie che in questa Milano “della moda” vogliono sfatare il mito dei costi e del “non conoscerai mai il tuo vicino”. Ecco che nasce Swaporama.

Certo, ne avrete già sentito parlare di Swap party e quant’altro.. tra Bologna, Roma e Milano un po’ ce ne sono, ma in questo caso, oltre a un mero scambio di capi tra due ragazze, che spesso si guardano in cagnesco, in un luogo a tratti asettico, il Swaporama si distingue per il calore dell’ambiente.
Non si vuole limitare lo scambio tra singole persone. I capi, qui, vengono allestiti come in una vera boutique. Sono ammesse solo ragazze, forse perchè l’uomo è ancora troppo poco metrosexual per gli argomenti chiacchierati in questo Loft.

Tutto viene poi accompagnato dalle lavorazioni culinarie che il trio organizza e inventa. Ogni cosa è mignon: mini hamburger, mini consomme, mini toast…
Tutto mini, giusto perchè così non ci si sente troppo in colpa (certo un mega hamburger con salse e bacon fa più impressione di tanti ma piccoli).

Ci sarò pure io lì. Non a scambiare capi con voi ma a fare  qualche foto mentre vi strappate i capelli per il capo più bello!

Il prossimo Swaporama si terrà martedì 23 Marzo a Milano e per chi è davvero interessato ci sono ancora disponibili 40 posti. Per prenotare e avere tutte le info (luogo, ora, come funziona) scrivete a swaporamalovers@gmail.com.
Il costo per la partecipazione: 10€ (aperitivo con vino). [...]

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Frizzi-gift: elastic head band + hair comb by ApeZoppa

Frizzi-gift: elastic head band + hair comb by ApeZoppa

Scritto il 09 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Ogni volta che sento il nome ApeZoppa immagino una povera apetta infortunata che ti ronza attorno poi si posa sul tavolo e zoppicando cerca di raggiungere il pane imburrato con la marmellata: merenda d’altri tempi, da mangiare in giardino, con il sole, in mezzo ai fiori…

Merende a parte, ApeZoppa deve il suo nome alle sorelle fiorentine Claudia e Deborah Pampaloni, due nostre creative lettrici che realizzano accessori fatti a mano e pieni di bottoni, che vendono durante i mercatini e in alcuni negozi di Firenze ed Arezzo, oltre che su Etsy.
Claudia (claudicante, zoppa: non lei, il suo nome) li produce. Deborah (ape, in ebraico) li fotografa.

Questa settimana mettiamo in palio un’elastic head band ed un hair comb by ApeZoppa.
Ora, immaginate di essere un’ape (zoppa) e di poter volare dove vi pare: per vincere uno dei premi scrivete nei commenti dove vorreste volare, chi vorreste pungere e perché.
A due chilometri da casa per pungere il vostro ex, a Los Angeles per pungere Tom Cruise (che però forse, essendo di scientology è immune alle api e riesce addirittura a comunicare con loro con il pensiero)…

Il miglior commento, a nostro insindacabile giudizio, si porterà a casa il pettinino. Il secondo l’head band.
Avete tempo fino a sabato 13.

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Elena Massari FW2010/11

Elena Massari FW2010/11

Scritto il 09 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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La giovane fashion designer italiana Elena Massari ha da poco presentato la sua nuova collezione al White di Milano.
Se da una parte è evidente che la sua ricerca sulle linee anni ‘20 e ‘30 non è stata messa da parte, dall’altra sembra di trovarsi di fronte ad un nuovo punto di partenza: i capi e gli accessori, pur mantenendo una certa essenzialità, sono molto più elaborati rispetto ai suoi lavori precedenti.

La collezione, intitolata Janus, poggia un piede sull’immaginario a là Alice nel Paese delle Meraviglie (più che attuale, di questi tempi) e l’altro sulla mitologia del dio bifronte che custodisce l’entrata e l’uscita del passaggio, del mutamento interiore ed esteriore (e qui si ricollega a Carroll) e quindi anche del passato e del futuro.

Via mail Elena mi ha raccontato di essere proprio in questa fase, affacciata alla porta, in transito da una casa all’altra, da un lavoro all’altro, e quello che si muove dentro di lei si riflette (a proposito di Alice attraverso lo specchio, e delle foto doppie del lookbook) in quello che crea.

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Marco Corso FW2010/11 + coseAtre

Marco Corso FW2010/11 + coseAtre

Scritto il 09 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Poco meno di un anno fa avevamo parlato della nascita del collettivo coseAtre (ovvero Laura ArmatoMarco CorsoGiulia Cerini e Chiara Aiello: quindi ormai praticamente coseAquattro…) e della presentazione della loro linea di accessori.

Da allora i coseAtre sono apparsi su altri blogs, webzines e magazines, hanno fatto colazioni sull’erba e soprattutto hanno continuato a realizzare borse ed accessori, che hanno calcato anche le passerelle milanesi visto che 1/3 del trio, ovvero Marco Corso, è uno dei vincitori di Next Generation ed ha presentato la sua prima collezione donna durante la settimana della moda.
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Dressed Up: a critical fashion show

Dressed Up: a critical fashion show

Scritto il 08 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Fa la cosa giusta è una mostra mercato del consumo critico e degli stili sostenibili, giunta ormai alla VII edizione, che si svolgerà a Milano presso i padiglioni di Fieramilanocity a partire dal 12 marzo. La mostra ha al suo interno una sezione speciale dedicata alla moda ed è proprio in questo contesto che si svolgerà la seconda edizione di DRESSED UP: a critical fashion show.

DRESSED UP: a critical fashion show è un evento ideato ed organizzato da Isola della Moda che propone un’alternativa nel campo della moda in cui fashion e consumo critico si incontrano per definire un nuovo stile.
Sono protagoniste le piccole produzioni di moda, la sartorialità, la manifattura ricercata ed allo stesso tempo vicina alle nuove tendenze.

Presenteranno le loro creazioni: Caira Design, Laafia, Laboratorio Isola, Lavgon, Riciclabò, Quincy Torino, Stefierre, Samanthakhan Tihsler.

Titolo ed allo stesso tempo concept di questa seconda edizione è Re_PUBLIC FASHION.
Un modo per spronare il pubblico/consumatore a riappropriarsi del concetto di moda, in quanto forma espressiva del vivere sociale.

Per questo alla tradizionale sfilata si è preferito la performance che rende fruibile al pubblico ciò che normalmente avviene dietro le quinte. Inoltre, per coniugare le esigenze degli addetti ai lavori con quelle del pubblico, gli stilisti presenteranno sia le collezioni della SS2010, sia le anticipazioni delle collezioni FW2010/11.

In concomitanza con l’evento, verrà inaugurata l’esposizione fotografica del progetto Re_PUBLIC FAHION, realizzato in collaborazione con il fotografo Alberto Bonardi.

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Loto Natif

Loto Natif

Scritto il 08 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Le piume dei cuscini, il muso dei suoi gatti, i rocchetti di filo ed i capelli: sono le ispirazioni per la prima collezione di Loto Natif, brand creato da Giuditta Bevivino.

Giuditta ha iniziato disegnando abiti, dopo aver frequentato l’Istituto Italiano della Moda di Roma, città dove vive. Poi ha deciso di passare ai gioielli, perché meno soggetti alle mode e più vicini alla vera anima di chi li indossa e di chi li crea.

Quando è più melanconica, disegna gioielli più romantici; quando si sente vitale, dalle sue mani escono creazioni più grintose. E a distanza di anni i suoi gioielli diventeranno per lei una specie di diario dove in ciascuna pagina (anello, braccialle o collana) ritroverà le sensazioni vissute e le ispirazioni.

Per informazioni potete contattarla a questo indirizzo: bevivino.giuditta@gmail.com.
Dopo il salto altre immagini

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Djurdjica Kesic

Djurdjica Kesic

Scritto il 08 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Hanno tutti un qualcosa di nostalgico i gioielli dell’australiana Djurdjica Kesic.
Mi immagino romantiche scene in cui lui e lei si riparano dalla pioggia sotto un albero e lui le fa una collana con i rametti trovati sull’erba.

E la nostalgia probabilmente deriva dal fatto che la Kesic utilizzi principalmente materiali ed oggetti trovati come sedie, cornici, sassi, che avevano una propria storia prima di diventare – spesso dopo esser stati fatti a pezzi – parte dei suoi gioielli, tra i quali spiccano quelli in legno della serie nomad, malmsbury e transitions.

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Spinthread, from Cuba

Spinthread, from Cuba

Scritto il 08 marzo 2010 da Cinzia Migliardi.

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Più semplice di così. Apro l’home page di Etsy e me la ritrovo lì, tra i featured seller, servita su un piatto d’argento.

Lorena è nata a Cuba, ha 21 anni e ora vive e lavora nel sud della Florida. Sempre al caldo insomma.

Da un annetto ha aperto il proprio negozio online – spinthread – dove vende queste collane. Sono colorate, sono geometriche, sono ricamate a mano. Sono un filo costose, ma se mettete insieme la scelta dei colori, lo sbattimento del ricamo e un favorevole cambio con il dollaro, allora – forse – potrete vederla in maniera positiva.

Potete guardare anche qualche sua vecchia creazione su flickr e contattarla mandandole un’email ici.

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